GROSSETO. Gabriella e il serpente. Non è il titolo di una novella, di una chiacchiera, nemmeno di un sogno premonitore. È la realtà, o l’incubo, scegliete voi, vissuto alla fine di un pomeriggio guarnito dalla spesa al supermercato.
«Mi ha toccato il braccio»
Le buste pesano. Gabriella apre la portiera, gesto familiare fatto migliaia di volte, qualcosa le sfiora il braccio. Gli occhi immortalano il rettile, che svanisce come bolla di sapone. Lo spavento è concreto, d’istinto chiude lo sportello, il cuore batte come un tamburo indiano. Sono istanti di incredulità.
«Mi sono chiesta se avevo avuto un’allucinazione – spiega Gabriella – l’incontro era stato un battito di ciglia ma il contatto sul braccio aveva lasciato una sensazione decisa e concreta. La prima cosa che mi sono chiesta è stata “e adesso cosa faccio”. Una domanda semplice in una situazione lontana anni luce dalla quotidianità».
Incontrare un serpente, specialmente in città, infatti non è come bere un caffè al bar, è come stringere le mani ad un extraterrestre. Con tutto il rispetto verso alla creatura. Immediatamente dopo altri quesiti: «Che serpente è? Sarà velenoso? Come è arrivato sull’auto?».
Il carrozziere informato di quella presenza a bordo consiglia di chiamare i vigili del fuoco. Suggerimento da seguire. Così molto rapidamente arrivano due mezzi, con sei vigili.
La ricerca capillare dei vigili del fuoco
L’ispezione è intensa, silenziosa, eseguita con la consueta professionalità di sempre. Si aprono paratie, si tolgono pannelli, si tasta a destra e sinistra sollevando tappetini, sgombrando gli spazi da tutto quello che un macchina si porta dietro.
Del serpente nemmeno l’ombra.
Vano motore e bagagliaio sono ispezionati con cura alla luce delle torce, ogni guarnizione viene sollevata, rimessa a posto. Le mani dei vigili sono protette da spessi guanti, ai piedi robusti stivaletti, l’abbigliamento tipico. I visi sono rilassati come cercassero un passerotto o un micio. Si apre tutto quello che si può sganciare.
Altre storie
Non mancano i curiosi. Con loro arrivano storie incredibili ma dichiarate come reali come questa: «In autostrada spuntò un serpente dalla bocchetta dell’aria, il mio amicò restò gelato ma riuscì a fermarsi».
Gabriella si calma, sorride. «Adesso riporto la macchina sotto casa, mi auguro che il rettile vada via spontaneamente. Dovrò stare attenta». I vigili mettono in moto i mezzi, questa volta ha vinto il serpente, ma sono riusciti a infondere tranquillità.
Come sempre.





