Gino Cervi e Punta Ala, il rifugio maremmano dell'indimenticabile Peppone | MaremmaOggi Skip to content

Peppone scelse la Maremma: gli ultimi anni di Gino Cervi a Punta Ala

Dalla fama mondiale di Don Camillo e Peppone al legame con la costa maremmana. Gino Cervi trovò a Punta Ala il suo luogo del cuore, dove trascorse lunghi periodi della sua vita e dove si spense nel 1974
Punta Ala, il porto, e Gino Cervi nelle vesti di Peppone
Punta Ala, il porto, e Gino Cervi nelle vesti di Peppone

di ROSSANO MARZOCCHI

PUNTA ALA. Cosa lega la Maremma a un personaggio come Peppone, noto sindaco emiliano in costante lite con lo storico Don Camillo?

Ebbene, l’attore che ha segnato un personaggio e un’epoca, è Gino Cervi, scomparso il 3 gennaio 1974 proprio in Maremma, a Punta Ala. Perché lui, questa località e questa terra l’aveva scelta come seconda casa o, come si dice oggi, come buen retiro.

Nato a Bologna nel 1901 Cervi sceglie Punta Ala per lo stesso sentimento che animerà altri personaggi e intellettuali per la vicina Roccamare come Pietro Citati, Italo Calvino o Carlo Fruttero.

Un protagonista dello spettacolo italiano

Attore di grande presenza scenica e di notevole incisività, Cervi è stato uno dei più prolifici e versatili interpreti nella storia dello spettacolo italiano, spaziando dal teatro serio a quello brillante, dal cinema alla radio e alla televisione.

Il leggendario Peppone

Non potendo tracciare una sua compiuta filmografia, basti ricordare due personaggi che, sopra tutti, gli resteranno sempre cuciti addosso, due ruoli memorabili che ancora oggi possiamo rivedere e apprezzare piacevolmente in tivù.

Il primo è quello sopra accennato del sindaco Peppone, storico rivale di Don Camillo, nato dall’idea geniale dei romanzi di Giovanni Guareschi. Il sodalizio artistico e personale tra Cervi e Fernandel diviene talmente profondo che, quando il collega muore (sul set del sesto film della saga), Cervi si rifiuta di proseguire.

Il commissario Maigret

L’altro personaggio è il commissario Maigret, uscito dalla penna dello straordinario Georges Simenon.

Con cappello, pipa e impermeabile o soltanto con la sua figura e il timbro della voce, Cervi riesce a sprigionare un’energia unica, un acume malizioso dietro i baffi onnipresenti, e un carisma da grande attore.

Il volto che entrò nelle case degli italiani

Oltre ad altri celebri ruoli per il grande e piccolo schermo, da ultimo, Cervi è protagonista della storica pubblicità di un noto liquore, «Il brandy che crea un’atmosfera» recita lo slogan, ideato da Marcello Marchesi, che grazie a Cervi ha un enorme successo.

Il suo volto e la sua espressione sono stati efficaci e familiari nel tempo e lo restano nei più grandi anche per questa semplice performance.

Punta Ala, il luogo del cuore

Il resto lo fanno il profumo e la tranquillità dei pini che circondano la sua casa a Punta Ala, dove lui ama ritirarsi, non solo d’estate.

È in questo luogo del cuore che Gino Cervi si spegne all’età di settantatré anni.


 


Rossano Marzocchi, nota biografica

Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.

In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.

È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.

Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.

È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).

Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.

 

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