di ROSSANO MARZOCCHI
GROSSETO. Il 10 maggio del 1925 nasceva a Catanzaro una donna che ha lasciato il segno nella politica e nel sociale in Maremma: Wanda Bosco. Trasferitasi con la famiglia a Napoli negli anni Trenta, dove frequenta il liceo classico e il conservatorio, si diploma in canto e pianoforte e studia Lettere.
Scrive su giornali come l’Unità e il Contemporaneo ed è molto vicina alla scrittrice e poetessa Sibilla Aleramo, con cui intrattiene una fitta corrispondenza tuttora conservata nell’archivio intitolato alla scrittrice della fondazione Gramsci.
L’esperienza politica ad Arcidosso
Negli anni Sessanta si trasferisce sull’Amiata, dove insegna lettere e musica alle scuole Medie e all’Istituto Magistrale.
La sua storia politica comincia ad Arcidosso, dove si fa subito conoscere per il carattere energico e animato da passione sociale e civile. Per questo, anche con un certo stupore per l’epoca, in una Maremma in cui le donne non hanno ruoli primari in politica, viene eletta sindaco nel 1964, nelle file del Partito Comunista, lo sarà fino al 1970.
Il Tribunale del Malato e la difesa dei più deboli
Trasferitasi poi a Grosseto, riprende l’attività di insegnante. Ma il suo impegno civile non cessa e dagli anni Ottanta presiede per circa vent’anni il Tribunale del Malato, importante strumento per «concorrere» al governo della sanità del nostro Paese e garantire il diritto alla salute dei cittadini.
Da donna coraggiosa e tenace qual è, Wanda dà un forte contributo alla tutela dei più deboli e non ha problemi a far sentire con vigore le sue idee.
L’eredità di Wanda Bosco
Vedova di Mario Ciampa, che le è stato vicino in tutte le battaglie, Wanda muore a Grosseto nel 2017, all’età di 92 anni, e viene sepolta al cimitero di Sterpeto.
Non ci saranno figli a raccogliere la sua eredità di valori e di pensiero, ma resteranno a testimonianza futura le sue battaglie, combattute in nome della solidarietà e dell’uguaglianza, principi sui quali ancora oggi c’è tanto da fare.
Rossano Marzocchi, nota biografica
Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.
In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.
È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.
Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).
Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.





