GROSSETO. L’estate si avvicina, le scuole stanno per chiudere e per molte famiglie grossetane torna la stessa paura di ogni anno: rimanere senza supporto per figli e familiari con disabilità. A lanciare l’allarme è il garante della disabilità del Comune di Grosseto, Diego Montani, che chiede risposte rapide e servizi estivi realmente inclusivi.
«La disabilità non va in vacanza» dice Montani, spiegando di aver già ricevuto numerose richieste di aiuto da parte di famiglie preoccupate per i mesi estivi.
L’allarme del garante
Secondo il garante, con la fine della scuola non si fermano i bisogni assistenziali, educativi e relazionali delle persone con disabilità. Eppure, ogni estate, molte famiglie si ritrovano in difficoltà tra posti limitati, pochi operatori specializzati e servizi considerati insufficienti o non adatti alle diverse esigenze.
«In queste settimane ho ricevuto tante segnalazioni da famiglie esasperate e profondamente preoccupate – dice Montani – che chiedono sostegno concreto per non essere lasciate sole nella gestione quotidiana dei propri figli o familiari».
Il garante spiega di aver chiesto chiarimenti agli uffici competenti, alla Società della salute e ai servizi sociali, ma che molte famiglie, ad oggi, non avrebbero ancora ricevuto risposte chiare.
«Questo silenzio – dice Montani – rischia di aumentare ancora di più il senso di abbandono di chi vive già situazioni delicate».
I numeri e le criticità
Secondo i dati Istat relativi all’anno scolastico 2023-2024, gli alunni con disabilità in Italia sono quasi 359mila, pari al 4,5% degli iscritti. Un numero in crescita, così come aumentano le famiglie che ogni giorno devono conciliare lavoro e assistenza.
Montani sottolinea come i centri estivi inclusivi non possano essere considerati servizi secondari, ma strumenti fondamentali di inclusione e sostegno alle famiglie.
Fra le criticità segnalate ci sarebbero la carenza di educatori specializzati, il numero ridotto di operatori, pochi posti disponibili e servizi organizzati senza una preparazione adeguata sulle diverse disabilità. «Non è accettabile che una famiglia debba scegliere tra il lavoro e l’assistenza a un figlio con disabilità – dice il garante della disabilità – Non si possono sospendere i bisogni educativi, relazionali e assistenziali durante l’estate».
Le richieste
Per questo il garante chiede un intervento strutturale da parte di Comuni, Società della salute e servizi sociosanitari. Fra le richieste ci sono più fondi per i centri estivi inclusivi, programmazione anticipata, personale qualificato, continuità assistenziale anche nei mesi estivi e maggiore collaborazione fra scuole, enti locali e terzo settore.
«Dietro ogni servizio che manca ci sono famiglie stremate, caregiver costretti a rinunciare al lavoro e persone con disabilità private di occasioni fondamentali di relazione e inclusione» conclude Montani.



