Balneari, il Tar apre alle concessioni fino al 2033: i casi in Maremma | MaremmaOggi Skip to content

Balneari, il Tar apre alle concessioni fino al 2033: i casi in Maremma

La sentenza su Fiumicino riaccende il dibattito: «Valide le concessioni con procedura trasparente». Il parallelo con Grosseto, Castiglione e Capalbio
Le spiagge di Marina di Grosseto, Capalbio e Castiglione
Le spiagge di Marina di Grosseto, Capalbio e Castiglione

GROSSETO. Ancora una sentenza sulla vicenda delle concessioni balneari, che riguarda da vicino la Maremma. Il tribunale amministrativo del Lazio ha stabilito che non tutte le concessioni fino al 2033 sono illegittime, distinguendo tra proroghe automatiche e titoli rilasciati tramite procedura pubblica.

Un principio che richiama da vicino quanto fatto dal Comune di Grosseto nel 2020. Ma procedure analoghe erano state fatte anche a Capalbio e a Castiglione della Pescaia.

La sentenza: non tutte le concessioni sono uguali

Il Tar del Lazio, con la decisione pubblicata il 14 aprile 2026, ha accolto il ricorso di uno stabilimento balneare contro il Comune di Fiumicino, annullando l’atto con cui l’amministrazione aveva dichiarato inesistenti le concessioni estese al 2033.

Il punto centrale della sentenza è chiaro: le proroghe automatiche delle concessioni sono illegittime perché in contrasto con il diritto europeo, ma le concessioni assegnate tramite una procedura pubblica, trasparente e aperta, possono invece essere valide.

Nel caso esaminato, infatti, la concessione non derivava da una semplice proroga per legge, ma da un procedimento con avviso pubblico e forme di pubblicità ritenute adeguate.

Il parallelo con i comuni maremmani

Un passaggio che riporta direttamente alla situazione di Grosseto. E a quella di Castiglione e Capalbio.

Nel 2020, infatti, il Comune aveva avviato una procedura per l’estensione delle concessioni balneari fino al 2033, pubblicando un avviso pubblico sul proprio sito istituzionale.

Una procedura che, pur non essendo passata dal Burt, prevedeva comunque forme di pubblicità e trasparenza, simili a quelle analizzate dal Tar del Lazio nella sentenza su Fiumicino.

Ed è proprio su questo punto che la decisione del tribunale potrebbe avere riflessi anche sul territorio maremmano.

La questione della pubblicità

Uno degli aspetti più rilevanti della sentenza riguarda proprio la pubblicità degli atti.

Il Tar ha ritenuto sufficiente la pubblicazione sull’albo pretorio online e e sul sito istituzionale dell’ente, considerandola idonea a garantire trasparenza e accesso, senza necessità di ulteriori forme rafforzate in quel caso specifico.

Un elemento che rafforza il parallelo con Grosseto, dove la procedura del 2020 si è basata proprio su questi strumenti.

Le conseguenze per i balneari

La sentenza non risolve il caos normativo sulle concessioni, ma introduce un elemento nuovo.

Non esiste una regola unica per tutti: le concessioni prorogate automaticamente restano a rischio, mentre quelle assegnate con procedure pubbliche potrebbero invece reggere.

Uno scenario che aumenta l’incertezza ma, allo stesso tempo, apre uno spiraglio per molti stabilimenti.

Sabbatini (Cna): «Procedure pubbliche valide»

Adalberto Sabbatini, responsabile dei balneari di Cna, vede la sentenza in modo positivo, ma parla chiaro: «Di sentenze ne escono molte, dicono tutto e il contrario di tutto. Ma questa dice una cosa molto chiara, le procedure pubbliche fino al 2033 sono sostanzialmente valide».

L’assessore: «Segnale positivo»

Sulla vicenda interviene anche l’ex assessore al demanio del Comune di Grosseto, Riccardo Megale, che fece la procedura pubblica: Â«Non tutti i Tar sono uguali, ma è la conferma che qualche giudice inizia ad interpretare le procedure come la nostra in modo positivo. Questo potrebbe avere risvolti interessanti a Marina e Principina».

Un commento che evidenzia come l’amministrazione guardi con attenzione alla pronuncia del Tar del Lazio, considerandola un possibile precedente favorevole.

Un quadro ancora incerto

Resta comunque un quadro complesso e in evoluzione.

La normativa nazionale e le direttive europee continuano a scontrarsi sul tema delle concessioni balneari, mentre la giurisprudenza procede caso per caso.

La sentenza del Tar del Lazio aggiunge un tassello importante: non tutte le concessioni fino al 2033 sono da considerare automaticamente illegittime.

E per realtà come Grosseto, Capalbio e Castiglione dove sono state seguite procedure pubbliche, il tema è destinato a restare centrale nei prossimi mesi.

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