ISOLA DEL GIGLIO. Lanciare una bottiglia in mare con dentro un messaggio di speranza e auguri di momenti meravigliosi. Un gesto che sta lentamente scomparendo, ma non per Hannah e Julia, due bambine dei Paesi Bassi che hanno lanciato la bottiglia in mare nella speranza di una risposta.
«Eravamo in Sardegna in vacanza con il nostro camper e a scuola le mie figlie avevano parlato dei messaggi in bottiglia, così abbiamo pensato che fosse il momento perfetto per lanciarne uno in mare – dice il padre Tim – Abbiamo scritto una lettera e l’abbiamo lanciata. Non ci aspettavamo una risposta ed è arrivata dall’Isola del Giglio».
Un messaggio affidato al mare
Una lettera chiusa in una bottiglia ha qualcosa di magico: si tratta di comunicare con qualcuno in un campo in cui la tecnologia regna sovrana. E anche scrivere una lettera è qualcosa che ricorda un’epoca lontana, con calamaio e penna.

«Abbiamo scritto un messaggio in cui ci presentavamo brevemente e in cui auguravamo al futuro ritrovatore un momento meraviglioso – dice il padre – Mentre ci trovavamo nel lato ovest delle isole della Maddalena abbiamo lanciato la bottiglia in mare, senza aspettarci una risposta, che invece è arrivata dopo diverso tempo».
Hannah e Julia si erano scordate di aver lanciato quella lettera in mare e, quando hanno ricevuto una risposta, è stata una bellissima sorpresa.
«Avevamo scritto anche il nostro indirizzo di casa e quando abbiamo ricevuto una lettera dall’Italia eravamo confusi, ma leggendola abbiamo trovato un messaggio caloroso e gentile. Per tutti noi è sorprendente sapere che la bottiglia ha viaggiato per chilometri e chilometri, sopravvivendo a navi, rocce e alle maree. Non siamo mai stati in Maremma e questo ha reso tutto ancora più magico per noi».
Dalla bottiglia a un’amicizia
Dopo l’arrivo della lettera, la famiglia dei Paesi Bassi ha avviato un’amicizia di penna con i due signori dell’Isola del Giglio.
«Abbiamo risposto alla lettera e da lì è nata un’amicizia di penna per noi molto speciale – dice Tim – I nostri amici dell’isola ci hanno anche invitato a visitarla un giorno. La corrispondenza è solo tramite la posta tradizionale, perché vogliamo mostrare alle nostre figlie che non tutto deve essere veloce nel mondo di oggi: può essere altrettanto emozionante e significativo scrivere una lettera e aspettare con pazienza una risposta».
«Ora abbiamo dei veri amici di penna dall’altra parte del mare – conclude – È incredibile come un’idea così semplice abbia portato a un legame così speciale. La bottiglia è rimasta in mare per circa sei mesi e le nostre figlie sono profondamente colpite da tutta questa esperienza».



