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Follonica e Gavorrano, la Soprintendenza risponde al cittadino: via ai restauri dei monumenti

La Soprintendenza risponde all’appello di Don Carlo Mammarella, Conte della Daunia: avviate le istruttorie per il restauro dei simboli storici a Giuncarico e nel golfo. Un successo della cittadinanza attiva
Le epigrafi che saranno restaurate

FOLLONICA. Quando il civismo incontra l’ascolto delle istituzioni, il risultato è la salvaguardia dell’identità nazionale.

È questo il messaggio che emerge con forza dalla recente nota della Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo, che ha dato il via libera a una serie di interventi e indagini sui monumenti di Follonica e Gavorrano. A dare l’impulso decisivo è stato l’impegno costante di Don Carlo Mammarella, Conte della Daunia, la cui attività di vigilanza sul patrimonio storico ha trovato un interlocutore attento nell’architetto Gabriele Nannetti.

Gli interventi a Giuncarico e Follonica

Don Carlo Mammarella

Il percorso, iniziato nell’aprile del 2025, ha portato a risultati tangibili che superano la semplice segnalazione per diventare efficacia operativa.

A Giuncarico, l’attenzione si è posata sul monumento ai Caduti: un’epigrafe storica era stata parzialmente occultata da una pavimentazione successiva. Grazie all’interessamento della Soprintendenza e dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio, l’errore troverà rimedio in un restauro dedicato.

A Follonica, il focus è sul monumento agli Eroi del Risorgimento del 1877. Qui l’istruttoria ha confermato l’urgenza di un progetto conservativo che ripristini la verità storica del manufatto, liberandolo da quelli che Don Carlo definisce «anacronistici pregiudizi ideologici» legati alla simbologia dei fasci, che nel contesto risorgimentale e romano hanno un significato ben distinto da quello del Ventennio.

Il pensiero di Don Carlo Mammarella

L’impegno del Conte della Daunia si inserisce nel progetto «Sentinelle della bellezza», un modello di cittadinanza attiva che rifiuta l’indifferenza e si pone come custode del decoro e della memoria.

«Per me il dialogo è sempre stato alla base di ogni chiarezza e di ogni solida costruzione. Quando il confronto è onesto e costante, non si demolisce, ma si edifica. Ricevo con vivo compiacimento una comunicazione dalla Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo (Nota prot. 0009733-P del 08/04/2026), a firma del Soprintendente Gabriele Nannetti».

«Tale riscontro – continua Don Carlo Mammarella – corona un percorso iniziato esattamente un anno fa, con la mia prima segnalazione del 01/04/2025 (Prot. n. 9764 del 08/04/2025), alla quale seguirono note di ringraziamenti ufficiali e l’avvio delle indagini fondamentali sui monumenti segnalati. In tale missiva riscontro non solo un tono di alto profilo istituzionale, che valorizza l’operato del cittadino, ma soprattutto un’efficacia operativa esemplare: restauri autorizzati, progetti richiesti ai Comuni e sopralluoghi già effettuati».

Difesa della storia e della patria

Per Don Carlo Mammarella, il restauro dei fregi e delle epigrafi non è una questione puramente estetica, ma una difesa dell’Unità d’Italia. Il suo appello alle amministrazioni è chiaro: il cittadino deve essere il primo custode del proprio territorio, combattendo tanto il degrado materiale quanto quello morale.

«La storia va rispettata nella sua interezza! Ogni fregio è testimonianza dell’Unità d’Italia e va ripristinato oltre ogni deriva ideologica. Questo è il senso del mio impegno civico: pormi come esempio di cittadinanza attiva che rifiuta l’indifferenza. È questo spirito di vigilanza il cuore pulsante del progetto ‘Sentinelle della Bellezza’, che propongo con forza alle Amministrazioni e agli Enti. Un modello dove il cittadino non è un semplice spettatore, ma il primo custode del decoro e della verità storica del proprio territorio».

«Non si tratta solo di estetica o di intolleranza al degrado, come le mie denunce contro atti vandalici a carattere omofobo, discriminatorio o simboli di odio, ma di difesa dell’identità. Essere un cittadino attento e attivo significa onorare la propria terra con la concretezza dei fatti, rifuggendo la vacuità delle polemiche sterili. I risultati tangibili e documentati segnano il confine tra chi esercita la propria cittadinanza solo nell’istante del voto e chi, invece, sceglie di essere cittadino italiano ogni giorno dell’anno, con la vigilanza e l’azione».

Solo attraverso una comunicazione trasparente e il rispetto dei ruoli, secondo il Conte, si possono porre i “mattoni giusti” affinché il legame tra cittadino, territorio e istituzioni possa durare e dare frutti concreti.

«Custodire la memoria e il patrimonio materiale e immateriale della nostra Sacra Patria è l’unico modo per onorare il futuro del nostro e grande Paese».

 

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