GROSSETO. «La sicurezza non si improvvisa. Si costruisce ogni giorno, con lavoro, presenza sul territorio e collaborazione tra istituzioni». È questo il messaggio centrale lanciato dal presidente del consiglio comunale Fausto Turbanti nel suo intervento in occasione del 177° anniversario della Polizia municipale di Grosseto.
Un discorso che ha intrecciato visione politica e dati concreti, rivendicando il percorso di rafforzamento del corpo avviato negli ultimi anni e oggi tradotto in numeri significativi.
I numeri del 2025: denunce, arresti e perquisizioni in aumento
Il 2025 segna, secondo i dati illustrati, un deciso salto di qualità nelle attività di controllo e contrasto ai reati.
I numeri parlano chiaro:
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Denunce per stupefacenti +131,82%
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Persone segnalate per sostanze stupefacenti +29,55%
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Violazioni al regolamento di polizia urbana +33,90%
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Notizie di reato trasmesse +22,83%
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Perquisizioni effettuate +124,53%
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Arresti eseguiti +18,18%
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Accertamenti specialistici +5,24%
«Non sono slogan: sono numeri, sono dati, sono fatti concreti», ha sottolineato Turbanti, ribadendo come la sicurezza sia il risultato di «metodo, visione e investimenti mirati».
Tecnologia e videosorveglianza: più telecamere e lettura targhe
Accanto all’attività operativa tradizionale, cresce anche il fronte tecnologico.
Nel 2025 si registra:
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Impianti di videosorveglianza +19,65%
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Flussi monitorati +19,76%
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Lettura targhe +26,92%
Strumenti che, ha spiegato il presidente del consiglio comunale, «aiutano», ma non possono sostituire la presenza fisica degli agenti sul territorio.
«La sicurezza vera si percepisce quando l’agente è in strada, riconoscibile, punto di riferimento in mezzo alle persone».
Sicurezza stradale: stretta su assicurazioni e revisioni
Importante anche il capitolo legato alla sicurezza stradale, con un’intensificazione dei controlli su veicoli e documentazione.
I dati evidenziano:
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Controlli su veicoli non assicurati +79,56%
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Rimozioni veicoli +66,73%
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Verifiche revisioni +36,71%
Un rafforzamento che punta non solo alla repressione, ma anche alla prevenzione e alla tutela degli utenti della strada.
«La divisa è presenza, non solo controllo»
Nel suo intervento Turbanti ha insistito molto sul valore simbolico e concreto della divisa, definendola «rassicurazione per chi rispetta le regole e deterrente per chi pensa di poterle aggirare». «L’uomo in divisa è amico nostro», ha ricordato, spiegando come la Polizia municipale rappresenti «l’occhio dell’amministrazione in mezzo alle persone» e il primo presidio a cui il cittadino si rivolge in caso di bisogno.
Un concetto ribadito con forza: la sicurezza «non è una bandiera da sventolare», ma un impegno quotidiano su cui si misura la credibilità delle istituzioni.
Più presenza sul territorio e collaborazione tra forze dell’ordine
La linea indicata per il futuro è chiara: più prevenzione, più presidio dei quartieri, più collaborazione tra tutte le forze dell’ordine.
Dietro ai numeri, ha concluso Turbanti, ci sono «donne e uomini in uniforme che ogni giorno lavorano con professionalità, equilibrio e senso del dovere» per garantire una città più sicura e più vivibile. La sicurezza, ha ribadito, «è un bene comune. E si costruisce insieme».




