Baciò una tredicenne: imprenditore patteggia due anni | MaremmaOggi Skip to content

Baciò una tredicenne: imprenditore patteggia due anni

Il 40enne accusato di abusi sessuali dopo aver riaccompagnato a casa la ragazzina: ha risarcito la vittima. Pena sospesa solo a patto di seguire il percorso per uomini maltrattanti al Coeso
Il tribunale di Grosseto e nel riquadro il giudice Giuseppe Coniglio
GROSSETO. Due anni di reclusione, pena sospesa e un risarcimento già versato alla vittima. Si chiude con un patteggiamento davanti al giudice Giuseppe Coniglio la vicenda giudiziaria di un imprenditore quarantenne, accusato di atti sessuali su una minore di 14 anni. La condanna rimane sospesa a una condizione precisa: l’uomo dovrà frequentare per almeno dodici mesi il percorso di recupero per uomini maltrattanti gestito dal Coeso.
 

L’agguato sul furgone

 
I fatti risalgono a un’estate di tre anni fa, nella zona a sud di Grosseto. L’imprenditore, compagno della madre di un’amica della vittima, aveva offerto un passaggio alla ragazzina sul proprio furgone. Dopo aver lasciato a casa gli altri passeggeri, l’uomo era rimasto solo con la giovane. Arrivati davanti alla casa della tredicenne, le aveva chiesto un bacetto per salutarlo.
L’uomo invece, l’avrebbe bloccata per le braccia, forzandola a un bacio con la lingua e palleggiandola sul seno.
 

Le indagini e i messaggi “espliciti”

 
La ragazzina, scappata in lacrime, si era confidata subito con la madre, arrivando a lavarsi ripetutamente la bocca per il disgusto. Nonostante i tentativi dell’imprenditore di negare l’accaduto e di ribaltare le colpe, le indagini della Procura (coordinate dalla pm Valeria Lazzarini) hanno incastrato l’uomo. Decisivi sono stati i sequestri dei dispositivi informatici: sul telefono della piccola sono stati trovati messaggi dal tono inequivocabile ed esplicito inviati dal quarantenne, del tutto inappropriati per l’età della destinataria.
 

Il patteggiamento

 
Nonostante la gravità dei fatti, il giudice ha riconosciuto l’ipotesi attenuata del reato, considerando i contatti come “atti fugaci” e valorizzando l’incensuratezza dell’imputato e il risarcimento del danno effettuato prima del giudizio.
La difesa, affidata all’avvocato Marco Fabbrucci, ha concordato la pena con l’accusa, mentre la parte offesa è stata assistita dal legale Francesco Pedone. Ora per l’imprenditore si aprono le porte del percorso riabilitativo: un obbligo necessario per non scontare la pena in carcere.
 
 

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