Volti di Maremma: Luciano Zalaffi e la Croce che svetta sull’Amiata | MaremmaOggi Skip to content

Volti di Maremma: Luciano Zalaffi e la Croce che svetta sull’Amiata

Volti di Maremma dedica questa puntata a Luciano Zalaffi, maestro del ferro senese che progettò e realizzò la grande Croce del monte Amiata. Un’opera monumentale, voluta da Papa Leone XIII, che ancora oggi rappresenta uno dei simboli più forti e riconoscibili della montagna maremmana
Volti di Maremma: Luciano Zalaffi e la Croce del Monte Amiata
Volti di Maremma: Luciano Zalaffi e la Croce del Monte Amiata

di Rossano Marzocchi

MONTE AMIATA. Non c’è persona che sia salita sulla vetta del monte Amiata e non abbia ammirato la storica Croce che si proietta con tutta la sua forza verso il cielo.

Ma chi ha voluto, e soprattutto, chi ha realizzato quell’opera?

Il progetto voluto da Papa Leone XIII

A volerla è il Papa Leone XIII che, per ricordare l’Anno Santo del 1900, suggerisce di creare monumenti che celebrino la redenzione sulle montagne italiane. Così nei dieci anni successivi la croce inizia a prendere forma, e lo fa nelle officine senesi di Luciano Zalaffi.

Luciano Zalaffi e l’arte del ferro

Figlio di Benedetto, già noto per la manifattura in ferro, Luciano Zalaffi nasce nel 1881 (scomparirà nel 1931) e si afferma presto per la produzione dei ferri battuti a mano, secondo una tradizione secolare. A Siena Zalaffi ottiene molte commesse, fra le quali ricordiamo anche le grandi recinzioni tutt’ora visibili per le cappelle Cecchini e Civinini nel cimitero della Misericordia di Grosseto.

Le sue opere sono prevalentemente in stile neogotico, ma Luciano dimostra attenzione anche verso nuovi modelli internazionali, tanto che per la grande croce da innalzare sul monte Amiata si ispira dichiaratamente alla torre Eiffel, che replicherà in dimensioni minori anche per la tomba della famiglia Marzocchi nel cimitero comunale di Siena.

La costruzione e la distruzione durante la guerra

La costruzione della Croce dell’Amiata richiede quattro tonnellate di ferro, che vengono trasportate sulla cima del monte a dorso di mulo e a spalla dagli abitanti della montagna. L’opera è alta 22 metri e svetta in cielo fino a quando, durante la Seconda guerra mondiale, viene distrutta dai bombardamenti.

Il restauro e la nuova inaugurazione

Al termine del conflitto viene restaurata, mediante la sostituzione di ben 35 quintali di ferro distrutto e lo smontaggio delle parti salvate, che vengono riparate e rimontate con le nuove. Il lavoro dura tre mesi e il 24 agosto 1946, con un discorso radiofonico tenuto da Pio XII, l’opera viene nuovamente inaugurata. Il Papa, pigiando un pulsante dalla Città del Vaticano, accende mille lampadine fissate sulla Croce che ancora oggi, in estate e inverno, viene raggiunta dai tanti estimatori di una delle montagne più belle della nostra regione.



Rossano Marzocchi, nota biografica

Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.

In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.

È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.

Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.

È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).

Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.

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