ORBETELLO. La tassa di soggiorno diventa uno dei terreni di scontro politico più accesi a Orbetello.
Da una parte le critiche di Domenico Covitto, ex tecnico del comune entrato a gamba tesa nel panorama politico lagunare, che parla di un’imposta cresciuta in modo esponenziale senza un ritorno visibile per il territorio.
Dall’altra la replica secca del sindaco Andrea Casamenti, che respinge le accuse e rivendica l’utilizzo delle risorse a favore della comunità.
Le accuse di Covitto
«Incassi record, servizi invisibili». Secondo Covitto, l’imposta di soggiorno si è trasformata nel tempo in un vero e proprio “bancomat” per il comune.
Dai 430mila euro del 2014 si è arrivati a oltre 1,3 milioni di euro previsti a bilancio, con un aumento complessivo del 320% e un balzo del 45% rispetto al 2023, nonostante il calo delle presenze turistiche nel 2024.
Una crescita che, secondo l’ex tecnico comunale, non si sarebbe tradotta in un miglioramento strutturale del territorio: ambiente, decoro, servizi, accoglienza e valorizzazione culturale restano, a suo dire, il grande anello debole di un comune che «tira» nonostante morie di pesci, alghe, insetti, degrado urbano e divieti di balneazione.
Da qui la richiesta di ascoltare la voce degli operatori turistici, costretti a fare da esattori davanti a turisti sempre più critici verso una tassa percepita come elevata.
La replica del sindaco: «Parla senza sapere»
La risposta del sindaco Casamenti non si è fatta attendere ed è stata tutt’altro che morbida. «Il candidato sindaco autoproclamato senza esercito, il signor Covitto, dimostra ancora una volta di non sapere di cosa parla», attacca il primo cittadino.
Secondo Casamenti, le entrate della tassa di soggiorno vengono utilizzate in modo chiaro e mirato:
per contenere la Tari, finanziare manifestazioni culturali e turistiche, sostenere associazioni locali, garantire servizi come il trasporto gratuito estivo e realizzare interventi sul decoro urbano.
Il nodo del confronto
Il sindaco rivendica inoltre un metodo basato sul dialogo costante con le associazioni di categoria.
«Ci sono sempre state riunioni e confronti sull’utilizzo della tassa. Riunioni alle quali – ironizza Casamenti – Covitto non era invitato».
Una stoccata che diventa affondo politico: «A differenza di chi parla sui giornali solo con se stesso, noi ci confrontiamo ogni giorno con gli operatori del settore, e lo facciamo da sempre».
Due visioni opposte
Lo scontro sulla tassa di soggiorno mette in evidenza due visioni radicalmente diverse. Per Covitto è il simbolo di una pressione crescente sul turista senza una strategia di sviluppo di lungo periodo.
Per Casamenti è invece uno strumento fondamentale per sostenere servizi, eventi e qualità della vita dei residenti, senza gravare ulteriormente sulle tasse comunali.
Nel mezzo restano operatori turistici e cittadini, chiamati a farsi un’idea tra numeri, percezioni e risultati concreti.
E una domanda che continua a fare da sfondo allo scontro:
la tassa di soggiorno sta davvero costruendo l’Orbetello del futuro o si limita a gestire l’ordinario?



