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Ad Arcille la piazza dedicata a Bettino Craxi

Alla cerimonia era presente anche la figlia senatrice Stefania Craxi: polemiche e dibattito per l’intitolazione. Il sindaco Elismo Pesucci firma il cartellone
Sara Pugliese con Stefania Craxi e il sindaco Elismo Pesucci

CAMPAGNATICO. Si è svolta venerdì 2 gennaio ad Arcille, frazione del comune di Campagnatico, la cerimonia ufficiale di inaugurazione della piazza intitolata a Benedetto “Bettino” Craxi, storico presidente del consiglio e segretario del Partito socialista italiano.

All’evento ha partecipato anche la figlia, la senatrice Stefania Craxi, insieme a numerosi amministratori locali e rappresentanti istituzionali.

L’iniziativa è stata promossa dall’amministrazione comunale di Campagnatico, guidata dal sindaco Elismo Pesucci, espressione di Forza Italia, nell’ambito di un percorso di valorizzazione della memoria storica e politica nazionale. La nuova intitolazione si inserisce in una più ampia riflessione sul ruolo che Craxi ha avuto nella storia della Repubblica italiana.

Una figura che divide ma che resta centrale nella storia

Lo scoprimento del cartellone dedicato allo statista ha immediatamente riacceso il dibattito pubblico tra chi ne rivendica l’eredità politica e chi mantiene una posizione critica sulla sua figura.

La discussione è proseguita anche sui social network.

Le polemiche sulla cerimonia

Non sono mancate le critiche. Alcuni presenti e osservatori hanno sollevato perplessità sull’uso del tricolore indossato da alcuni amministratori, ritenuto da una parte dei partecipanti un elemento che avrebbe potuto dare all’iniziativa un carattere più politico che istituzionale.

A suscitare ulteriori commenti è stata anche la presenza, in calce al cartellone che raffigura Craxi, della firma del sindaco Elismo Pesucci, collocata sotto il celebre epitaffio «la mia libertà equivale alla mia vita», considerata da alcuni come un segno di forte personalizzazione dell’iniziativa.

Una piazza che apre al confronto

L’intitolazione della piazza di Arcille ha dunque aperto un confronto pubblico che va oltre la semplice cerimonia, riportando al centro dell’attenzione una delle figure più controverse della storia politica italiana del Novecento.

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