La Caporetto del generale Vannacci: Baldini accusa, la Lega toscana in frantumi | MaremmaOggi Skip to content

La Caporetto del generale Vannacci: Baldini accusa, la Lega toscana in frantumi

Dopo il tracollo elettorale, Baldini parla di «Caporetto del generale»: il partito diviso e umiliato accusa Vannacci di aver cancellato anni di lavoro politico sul territorio
L'ex commissario della Lega di Grosseto, Massimiliano Baldini e il generale Vannacci a Grosseto con Vasellini
L’ex commissario della Lega di Grosseto, Massimiliano Baldini e il generale Vannacci a Grosseto con Vasellini

GROSSETO. La Lega toscana è uscita a pezzi dalle urne. Divisa, umiliata e ridotta ai minimi storici, si ferma al 4,38%, eleggendo un solo consigliere regionale grazie al listino bloccato. Un risultato che segna la fine di un ciclo e apre una resa dei conti interna senza precedenti.

Nel mirino c’è lui, il generale Roberto Vannacci, responsabile della campagna elettorale e ormai ex fenomeno politico, accusato di aver condotto il partito «alla Caporetto».

Baldini: «Un disastro annunciato, Vannacci ha distrutto la Lega toscana»

A dirlo, senza giri di parole, è l’avvocato Massimiliano Baldini, ex commissario provinciale di Grosseto, che in un lungo intervento dal titolo eloquente — La Caporetto del generale — punta il dito contro la gestione del movimento da parte del militare diventato vice-segretario nazionale.

«Si è permesso a Roberto Vannacci, neofita della politica e assurto a fenomeno per essere stato un mero bestseller di ovvietà da bar dello sport nel 2023, di distruggere la Lega toscana e il suo prestigioso gruppo consiliare regionale», scrive Baldini.

L’ex commissario accusa il generale di aver confezionato le liste “al contrario”, utilizzando il listino bloccato per favorire un suo amico di “naja”, iscritto al partito da soli cinque mesi, e di aver impostato una campagna elettorale «basata su volgarità, provocazioni e richiami nostalgici» che nulla avrebbero a che vedere con l’identità della Lega.

«Calpestato il valore della militanza»

Baldini parla di uno sfregio al principio di militanza, uno dei capisaldi del movimento.

«Si è consentito al paladino della XMas, assurto incredibilmente a vice-segretario nazionale poche settimane dopo essersi iscritto, di azzerare la migliore classe dirigente costruita sotto la guida di Matteo Salvini e Susanna Ceccardi», denuncia, aggiungendo che le candidature sono state occupate da «personaggi impresentabili, in cerca di rivincite personali».

Il risultato? «Macerie ovunque: nel gruppo consiliare, nelle sezioni, nell’identità stessa della Lega», prosegue Baldini, che parla di un partito «sprofondato al 4,38%, dove l’unico a trarre vantaggio è stato il luogotenente del generale».

«Serve un cambio immediato: il generale va congedato»

Per Baldini, il disastro si poteva evitare: «Sarebbe bastato ascoltare Susanna Ceccardi, che aveva proposto di rinunciare al listino bloccato e di candidarsi insieme ai parlamentari capolista nei collegi, invece di umiliare i consiglieri regionali uscenti».

L’avvocato grossetano non usa mezzi termini: «Altro che nome di Vannacci nel simbolo: se vogliamo salvare la Lega, il generale va immediatamente congedato dai ruoli di guida del partito».
Serve, dice, tornare a una linea politica basata sul territorio, sulle istituzioni e sul lavoro concreto, «non sulle boutade e sui richiami nostalgici».

«Chi ha creduto nella “vannaccizzazione” dovrà ricredersi»

Secondo Baldini, chi ha pensato che sostenere Vannacci potesse essere un trampolino per il Parlamento «dovrà ricredersi». Con questi numeri, dice, «la Lega toscana non elegge più nessuno a Roma, e lo stesso succederà nei consigli comunali del 2026».

Nel suo intervento, l’ex commissario cita anche Elena Meini, da Pisa, «largamente la più votata della Lega in Toscana, nonostante sia stata calpestata insieme al suo lavoro da capogruppo e candidata presidente».

«Un generale che non conosce la politica»

Per Baldini, il punto è semplice: «Roberto Vannacci con la politica non ci azzecca nulla».

Lo accusa di essersi comportato «come un capo assoluto», senza mai incontrare sezioni o militanti, arrivando a «spaccare i gruppi locali» con decisioni imposte dall’alto e una «caccia alle streghe» contro la classe dirigente.

«Ora basta: serve tornare alla Lega vera»

Il prezzo pagato, conclude Baldini, è «altissimo e non risarcibile».

Ma, aggiunge, «siamo ancora in tempo, se questo disastro servirà a comprendere l’errore commesso e a mettere nel ripostiglio questa brutta esperienza». Altrimenti, avverte, «la Lega tornerà ai minimi storici, ridotta a mera testimonianza di bandiera».

LEGGI ANCHE – Voto con vista sul 2027: Grosseto si prepara alla resa dei contiLa Maremma guarda già alle comunali: mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia affilano le armi per scegliere il candidato, il centrosinistra per ora è senza un nome e senza eredi politici. E nella Lega scoppia la guerra

 

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati