Alluvioni, eventi sempre più frequenti. E difficili da prevedere | MaremmaOggi Skip to content

Alluvioni, eventi sempre più frequenti. E difficili da prevedere

Dobbiamo abituarci ai cambiamenti climatici. Gozzini del Consorzio Lamma: «Purtroppo dovremo fare ancora i conti con eventi estremi». Eventi spesso difficili da localizzare
Le strade allagate a Paganico
Le strade allagate a Paganico

GROSSETO. Le “bombe” d’acqua che hanno colpito lunedì 22 settembre Paganico e Scansano (strade allagate e danni ingenti), ma anche le trombe marine sulla costa, senza quello che è avvenuto nella mattinata di martedì 23 settembre a Capraia (40 millimetri d’acqua in un’ora) purtroppo diventeranno una situazione sempre più frequente.

L’allarme, ma è solo una considerazione da esperto, è di Bernardo Gozzini, amministratore unico del Consorzio Lamma (servizio meteorologico della Toscana), nominato dalla conferenza delle regioni e delle province autonome tra i 6 rappresentanti espressi all’interno del comitato d’indirizzo per la meteorologia e la climatologia.

Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma

Gozzini: «Eventi estremi con il cambiamento climatico»

«Quello a cui stiamo assistendo anche negli ultimi giorni, temo purtroppo che potrebbe succedere sempre più di frequente. Con il cambiamento climatico ci dovremo fare i conti e mettere in conti anche eventi estremi».

Gli scontri fra aria calda e quella fredda in quota, provocano appunto stravolgimenti atmosferici e Gozzini sa bene che prevedere e calcolare dove succeda è praticamente impossibile.

«Le situazioni da allerta gialla sono quelle che preoccupano di più – conferma Gozzini – per diversi motivi. La geolocalizzazione delle aree specifiche è difficile, e le allerte di conseguenza mettono in difficoltà enti e cittadini. Il nostro lavoro è quello di prevedere e informare».

Nei prossimi giorni continuerà l’instabilità

«Le previsioni per i prossimi giorni confermano l’instabilità – dice Gozzini – con possibilità di rovesci e temporali anche forti. Poi ci dovrebbe essere un miglioramento».

Ecco perché i fenomeni sono così localizzati

  • Temporali autorigeneranti o stazionari

    • Alcune celle temporalesche si sviluppano e restano ferme sempre sulla stessa zona, “rifornite” continuamente di aria umida e calda.

    • Così scaricano enormi quantità di pioggia concentrate in un’area ristretta.

  • Effetto orografico (colline e montagne vicine)

    • Le correnti umide, urtando contro i rilievi  vengono forzate a salire.

    • Salendo si raffreddano e condensano, liberando pioggia intensa proprio su un punto preciso.

  • Microclimi locali

    • In Maremma il contrasto tra pianura, mare e rilievi crea microclimi molto diversi a distanza di pochi km.

    • Un paese può ricevere un nubifragio, mentre quello accanto resta all’asciutto.

  • Effetti del cambiamento climatico

    • Con mari più caldi e aria più ricca di umidità, i temporali hanno più “carburante”.

    • Questo amplifica la probabilità di fenomeni estremi, ma sempre molto localizzati.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati