GROSSETO. Si è spenta a 56 anni Elisabetta Tronconi. La donna era animata da uno spirito forte, caparbio e coraggioso, con cui ha combattuto la sclerosi multipla fino alla fine.
Elisabetta lascia nei figli Emma e Federico, nei nipoti, nella mamma Anna Santini e nella sorella Federica un vuoto incolmabile. La 56enne ha lavorato finché ne ha avuto le forze alle Poste centrali di Grosseto, in piazza Rosselli, dove era sempre pronta ad accogliere tutti con la sua gentilezza e il suo sorriso. Poi, qualche anno fa, la malattia si è aggravata ed è stata costretta al lavoro da casa.
Grosseto piange Elisabetta
Elisabetta aveva molta forza, coraggio e anche quel pizzico di caparbietà, che le hanno permesso di combattere la malattia degenerativa con uno spirito da guerriera. La 56enne aveva quella forza che lascia intatta la fierezza, nonostante le difficoltà che la vita le ha posto nel suo cammino.
Difficoltà che hanno segnato la vita della donna, ma che non l’hanno mai atterrata completamente. E, forse, questo è il suo lascito più importante: la capacità di trovare il sorriso e la forza di combattere anche nei momenti più bui e dolorosi. Elisabetta, però, non ha mai perso una parte importante di lei, quella parte che le faceva prendere cura di tutti coloro che amava.
La sua vita è stata difficile, ma anche colma di amore e affetto, tanto che nell’ultima struttura in cui era ricoverata, il Ferrucci, era benvoluta da tutti.
«Elisabetta è stata la prima persona che ho aiutato nel ruolo di garante della disabilità. Nel tempo abbiamo creato un rapporto molto stretto sia con lei che con tutta la sua famiglia – dice Diego Montani – Mi ricordo che per la prima volta, insieme alla Croce Rossa, l’abbiamo aiutata a presentarsi al pranzo di Pasqua dalla sua famiglia».
Tutta la città con la morte di Elisabetta perde un sorriso meraviglioso e una donna che più che una semplice persona era una guerriera. E per questo al suo funerale, che si è celebrato nella mattina del 13 settembre, c’erano molte persone, tutte pronte a salutare un’ultima volta Elisabetta e il suo coraggio.



