
GROSSETO. Da quarant’anni anni esatti il regista Francesco Tarsi dà anima e corpo all’Estate Rosellana con spettacoli teatrali unici nel loro genere. Un impegno che ha sempre visto il regista in prima linea, nonostante il venire meno di contributi fondamentali alla messa in scena degli spettacoli. Per questo motivo stamattina, 29 luglio, il regista ha deciso di prendere in mano un megafono e spiegare le sue ragioni di fronte a piazza Dante.
«Volevo lanciare un appello ai cittadini, invitandoli a venire agli eventi dell’Estate Rosellana e parlare dello spettacolo Antonio e Cleopatra che mettiamo in scena – spiega Tarsi – Tornerò in piazza Dante anche domani, alle 18.30, perché credo fermamente nel messaggio che lancio».
Quarant’anni di Estate Rosellana
Tarsi ripercorre quarant’anni di carriera e le tante difficoltà, ma anche soddisfazioni, a cui è andato incontro in questo lungo periodo. «Abbiamo avuto centinaia di produzioni, migliaia di spettacoli, e decine di migliaia di spettatori – dice – eppure da tanto non riceviamo il supporto che meritiamo. Addirittura non ci viene concessa neanche la foresteria che c’è a Roselle come alloggio per gli attori».
La compagnia cerca infatti un appartamento per il mese di agosto, così da ospitare tre attrici, un attore e un bambino di un anno e mezzo.

«Negli anni ’80 e ’90 eravamo da soli a fare produzione culturale a Roselle, era un unicum, venivano da ogni parte d’Italia per vedere il nostro lavoro, ora nessuno crede più nella cultura – spiega – Abbiamo una rassegna che ha visto attori del calibro di Giulio Brogi, Ilaria Occhini e Giorgio Albertazzi. Eppure da due anni non abbiamo finanziamenti. Ho fatto un’istanza al Ministero della Cultura e al Ministero del Turismo ma nulla».
Nonostante il grande lavoro, dunque, spiega Tarsi, da anni l’Estate Rosellana non riceve più alcun supporto dall’amministrazione comunale.
Nonostante le difficoltà Tarsi non si ferma: «Il nostro spettacolo andrà in scena a Roselle dall’11 al 18 agosto – spiega – Abbiamo lavorato molto a questa versione di un grande classico shakespeariano e non ci fermeremo».



