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Vogliono la birra gratis: spaccano il setto nasale alla barista

Paura al bar della stazione di servizio in via Aurelia sud: in otto hanno aggredito una venticinquenne e il suo collega intervenuto per difenderla. La protesta del titolare: «Impossibile lavorare, intervengano le istituzioni»
Il bar da Gigi in via Aurelia Sud a Grosseto
La stazione di servizio di via Aurelia sud

GROSSETO. Si è trovata con il setto nasale fratturato dopo essere stata colpita con un pugno. Da un uomo che voleva bere birra gratis. Un gesto di una violenza inaudita, scoppiato nella serata di lunedì 29 gennaio, quando gli uomini delle volanti della questura sono dovuti intervenire per l’ennesima volta al bar della stazione di servizio di via Aurelia Sud, il bar AL58. 

«Qui è diventato impossibile lavorare – dice il gestore – Si fanno investimenti, si cerca di fare tutto come si deve. Ma poi siamo sempre schiavi di queste situazioni». 

Aggredita per la birra gratis

Alberto Verrengia, titolare del bar, martedì 30 gennaio ha scritto di nuovo alle istituzioni, per segnalare l’ennesimo episodio di violenza successo nel suo bar. Dove sette o otto ragazzi, tutti di origini nordafricane, si sono presentato intorno alle 21 di lunedì 29 gennaio per bere birra. «Poi però – dice – non volevano pagarla». 

La giovane barista, esasperata dall’atteggiamento dei sette ragazzi, avrebbe cercato di farsi pagare quanto consumato. Con lei, nel locale, c’era anche un collega. 

La violenza sarebbe scoppiata all’improvviso: la venticinquenne è stata aggredita e colpita con un pugno al volto. Il risultato è stato drammatico: la ragazza si è trovata con il naso fratturato. 

C’era anche un dipendente, nel bar, che ha cercato di intervenire e ha dato l’allarme: sono arrivate due pattuglie della polizia, ma gli aggressori si erano già allontanati. 

Di nuovo occupato il cantiere dei “Crespi”

I ragazzi che lunedì sera hanno fatto scoppiare di nuovo il caos al bar della stazione di servizio sono gli stessi che avrebbero di nuovo occupato il cantiere dei Crespi. «Questa mattina (martedì 30 gennaio, ndr) ho scritto di nuovo alla questura e alla prefettura – dice Verrengia – Il nostro è un locale dove si fermano spesso i ragazzi che vanno a giocare a pallone, dove il via vai di automobilisti è costante. ma siamo costretti a subire questo tipo di aggressioni. Questa volta, poi, se la sono presa con una ragazza». 

Il cantiere dei Crespi è fermo ormai da anni ed è in mano alla curatela fallimentare. Negli anni, la polizia municipale ha organizzato un blitz dopo l’altro per allontanare chi via via occupa quelle abitazioni. Ma la situazione, ad oggi, non sembra essere cambiata. 

«Abbiamo dovuto togliere tutte le prese di corrente dal bar e anche dalla zona esterna – dice ancora il titolare – perché chi occupa quelle stanze, ovviamente, non ha la corrente elettrica e quindi vengono qua a ricaricare i telefoni. Ci passano le giornate, a bivaccare e a infastidire i clienti».

Questa volta, però, ad avere la peggio è stata la ragazza che lavora al bar. «Non è possibile andare avanti così – dice l’imprenditore – Stamani ho minacciato di non pagare più le tasse. Ogni tre per due siamo costretti a chiamare le forze dell’ordine, così non si può più lavorare». 

 

 

 

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