GROSSETO. «Monitorare con attenzione le condizioni detentive di Davide Pecorelli, soprattutto alla vigilia del suo appello».
Con queste parole il senatore del Partito democratico Walter Verini ha risposto alla lettera aperta inviata dall’imprenditore umbro, detenuto in un carcere albanese, che nei giorni scorsi aveva scritto agli organi di stampa, al ministro degli Esteri e alle autorità diplomatiche italiane, denunciando ancora una volta la sua situazione.
L’imprenditore che cercava il tesoro a Montecristo e che è stato salvato dai carabinieri in balia delle onde, è detenuto in un carcere in Albania.
La denuncia di Pecorelli: «Ho contratto l’epatite in carcere»
Nella lettera, Pecorelli – che nei mesi scorsi aveva già sollevato dubbi sul trattamento ricevuto – ha dichiarato di aver contratto in carcere una malattia, l’epatite C.
Una condizione che, unita alle difficoltà già segnalate, ha spinto l’imprenditore a chiedere un nuovo intervento delle istituzioni italiane.
Verini: «Segnalazioni già portate all’attenzione di Farnesina e ambasciata»
Il senatore Verini ha spiegato che le segnalazioni del detenuto sono state immediatamente inoltrate a Farnesina e Ambasciata, come già avvenuto un mese fa in occasione di un’altra lettera inviata dai legali di Pecorelli.
«Proprio la scorsa settimana – ha detto Verini – abbiamo ricevuto una comunicazione ufficiale dal responsabile dei rapporti con il Parlamento del Ministero degli Esteri. Ci è stato confermato che la rappresentanza diplomatica italiana ha effettuato quattro visite consolari e che l’ambasciatore è in contatto diretto con la direzione del carcere per garantire un trattamento rispettoso della persona e dei diritti umani».
L’iter processuale: l’appello in arrivo
Secondo quanto riferito dal parlamentare dem, la Farnesina avrebbe seguito con attenzione anche l’iter giudiziario, contribuendo a superare i ritardi legati al deposito della sentenza di primo grado.
Un passaggio fondamentale, perché ha permesso a Pecorelli di presentare ricorso: l’udienza d’appello è fissata per la prossima settimana.
«Speriamo in un esito che superi il regime detentivo»
Concludendo la sua dichiarazione, Verini ha sottolineato l’auspicio che la difesa in sede penale possa portare a un esito positivo: «Ci permettiamo di sperare che l’appello consenta di superare il regime detentivo in carcere».



