GROSSETO. Alcuni ventilatori per affrontare il caldo estivo nelle celle della casa circondariale di Grosseto. È il regalo della sezione grossetana dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga), che ha donato gli apparecchi destinati ai reparti detentivi dell’istituto penitenziario.
La consegna è avvenuta nella mattinata di giovedì 30 luglio, al termine di un’iniziativa promossa dall’Osservatorio nazionale carceri (Onac) dell’associazione, con l’autorizzazione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
Un aiuto concreto per affrontare l’estate
L’obiettivo della donazione è semplice: offrire un piccolo sollievo alle persone detenute durante i mesi più caldi, quando le temperature all’interno degli istituti penitenziari possono diventare particolarmente difficili da sopportare.
I ventilatori sono stati acquistati grazie a una raccolta tra gli iscritti dell’Aiga Grosseto, che hanno deciso di destinare le somme raccolte durante l’ultima assemblea associativa a un progetto di utilità sociale.
La consegna nella casa circondariale
Alla consegna erano presenti il presidente dell’Aiga Grosseto Roberto Andrea Fivizzani, la delegata dell’Osservatorio nazionale carceri Camilla Toninelli, l’avvocato Alessio Fedi, la direttrice della casa circondariale Anna Iuliano, il comandante del reparto commissario Sanapo e la funzionaria giuridico-pedagogica Domenica D’Amico.
«La dignità della persona non si perde con il carcere»
Per il presidente dell’Aiga Grosseto, l’iniziativa vuole richiamare un principio sancito dalla Costituzione.
«L’avvocatura tutela ogni giorno i diritti delle persone. Questo impegno non si esaurisce nelle aule di giustizia, ma passa anche da gesti concreti verso chi vive situazioni di particolare fragilità. La dignità della persona non viene meno con la privazione della libertà personale», spiega Fivizzani.
Sulla stessa linea Camilla Toninelli, che ricorda come anche «un gesto semplice possa contribuire a migliorare la quotidianità delle persone detenute e mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di vita negli istituti penitenziari».
Per l’associazione, la donazione rappresenta un piccolo contributo concreto, ma anche un segnale di attenzione verso un tema che, soprattutto durante l’estate, torna periodicamente al centro del dibattito sulle condizioni delle carceri italiane.



