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Vandali scatenati in centro

Piazza San Francesco ricoperta di scritte appena un mese dopo il restauro. L’assessore Ginanneschi: «Interverremo anche in altre zone, ma i ragazzi devono essere responsabilizzati»
I graffiti in piazza San Francesco
Le scritte in piazza San Francesco

GROSSETO. È passato appena un mese da quando piazza San Francesco è stata ripulita dai graffiti. Un mese di decoro, durante il quale la bellezza della piazza è stata ammirata da turisti e abitanti di Grosseto. Poi, i vandali si sono ripresentati di nuovo con le bombolette spray in mano e hanno sporcato di nuovo uno degli angoli più suggestivi della città

Un colpo all’immagine della città

A distanza di un mese dalla pulizia straordinaria operata ai paramenti ed alla pavimentazione di piazza San Francesco, sono ricomparsi negli stessi spazi dei nuovi graffiti che rovinano e degradano quest’area del centro cittadino. Il Comune, come sempre, continua ad impegnarsi nella lotta al degrado per la valorizzazione del territorio, lo dimostra, ad esempio, la campagna di sensibilizzazione #contuttoilrispetto nata, poche settimane fa, proprio con l’obiettivo di tutelare l’ambiente ed i luoghi pubblici invitando i cittadini al rispetto ed alla responsabilità.

Le pulizie dei graffiti in piazza San Francesco
Le pulizie dei graffiti in piazza San Francesco

«Danneggiare, deturpare e imbrattare con vernici a spray muri, facciate, edifici, monumenti è un reato e compromette gravemente il tessuto urbano della città, la sua immagine e il suo decoro – dicono il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Ginanneschi – L’amministrazione comunale è sempre stata sensibile e attenta alla lotta contro i graffiti ed il degrado urbano, imbrattare i muri, la pavimentazione o i paramenti cittadini significa compiere un grave danno al patrimonio di Grosseto. Vogliamo, infine, fare un appello ai giovani: rispettate la nostra e la vostra città, aiutateci a tenerla pulita perché soltanto insieme riusciremo a farla splendere come merita».

Armati di bombolette in giro per la città

Eppure, tranne rarissime eccezioni quando a prendere in mano le bombolette e disegnare spazi abbandonati sono artisti, come quelli che hanno realizzato il murale dedicato a Gigi Ambrosio e ad Alfredo Baccetti o quelli firmati da Zed davanti al Cassero, le scritte sui muri che si trovano in città. di artistico, hanno ben poco. Basti ricordare l’orribile apparizione di “Polli Amadori”, in due diversi punti delle Mura medicee. «Scritte che per essere tolte – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Ginanneschi – devono passare dal vaglio della Soprintendenza. Le Mura sono un bene tutelato e il Comune non può intervenire nello stesso modo. Chi imbratta spazi pubblici pare non rendersi conto del danno che fa a tutta la cittadinanza». 

Piazza San Francesco è stata pulita un mese fa e l’amministrazione comunale, per quell’intervento, ha speso circa 5.000 euro, soldi della collettività. 

«Trent’anni fa – dice Ginanneschi – scrivere sui muri poteva anche essere una forma di comunicazione, ma oggi non ha più senso: i ragazzi hanno decine di canali con i quali possono parlarsi. Le scritte che sono state fatte a distanza di un mese in piazza San Francesco non possono essere considerate una forma d’arte. Sono soltanto uno spregio fatta alla collettività». 

L’assessore: «Non ci dobbiamo scoraggiare»

Sembra quasi una guerra contro i mulini a vento, quella ingaggiata dal Comune contro i vandali. «Le telecamere sono utili soltanto dopo – dice Ginanneschi – per scoprire chi è stato. Ma io vorrei che non ci fosse bisogno di “scoprire l’assassino”, vorrei semplicemente che non ci fosse». Piazza San Francesco ha avuto lo stesso destino della Cavallerizza: anche lì il restauro è durato poche settimane, poi le scritte sono ricomparse. 

Il sottopasso di via Sauro @maremmaoggi

«Ma non dobbiamo scoraggiarci – dice – perché è compito dell’amministrazione cercare anche di dare un messaggio educativo ai ragazzi, cercare di responsabilizzarli in qualche modo. Certo è che di scritte che non hanno alcun significato e nemmeno alcuna velleità artistica è pieno in città. E compatibilmente con le risorse che abbiamo a disposizione, cercheremo di programmare gli interventi necessari per restituire decoro alle varie zone». 

 

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