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Balneari, il decreto di Salvini in anteprima: ecco cosa cambia sulle spiagge della Val di Cornia

Il documento esclusivo di 45 pagine sulle concessioni balneari. Piombino prepara sette lotti tra Baratti e Costa Est, mentre arrivano nuove regole su indennizzi, imprese familiari e durata delle gare

PIOMBINO. C’è una partita che nei prossimi mesi potrebbe cambiare il volto delle spiagge della Val di Cornia. Da Baratti alla Costa Est, passando per Rimigliano e San Vincenzo, il futuro degli stabilimenti balneari dipenderà anche dalle regole contenute in un documento di 45 pagine che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini si prepara a presentare.

ValdiCorniaOggi ha potuto consultare in anteprima il testo del bando-tipo nazionale per l’affidamento delle concessioni demaniali marittime, predisposto dal ministero per dare ai Comuni indicazioni sulle gare che dovranno essere organizzate per assegnare le spiagge.

Il documento, elaborato in attuazione del decreto-legge 32 del marzo 2026, convertito nella legge 71 dell’8 maggio, è destinato a diventare il riferimento per gli uffici demaniali.

Non è ancora la versione definitiva. Proprio in queste ore potrebbero essere apportate modifiche, anche su alcuni passaggi importanti, prima della presentazione e della successiva adozione.

Ma quanto emerge dal testo consente già di capire in quale direzione si sta andando. E soprattutto quali possibilità avranno i piccoli imprenditori balneari di competere con gruppi economicamente più forti.

C’è anche una disposizione che potrebbe avere conseguenze per le concessioni assegnate negli anni scorsi attraverso procedure di evidenza pubblica, con titoli che in alcuni Comuni toscani arrivano fino al 2033.

Piombino, le sette concessioni tra Baratti e Costa Est

A Piombino la questione è tutt’altro che teorica.

L’amministrazione comunale ha già annunciato un percorso per sette lotti di spiaggia, cinque sulla Costa Est e due nel golfo di Baratti, con gare previste nel 2027.

La novità era stata anticipata nell’aprile scorso e riguarda aree già individuate dalla pianificazione urbanistica, non nuovi tratti di costa da destinare indiscriminatamente agli stabilimenti.

Per la Costa Est il riferimento è il piano particolareggiato del 2006, mentre per Baratti si tratta della pianificazione del 2012.

L’assessora all’ambiente e al demanio Rossana Bacci aveva illustrato la scelta dell’amministrazione: prima definire i progetti relativi alle opere di interesse pubblico, poi procedere alle assegnazioni ai privati, chiamati a partecipare agli investimenti e alla gestione delle aree.

Un sistema che punta a collegare l’attività economica dei concessionari alla riqualificazione delle spiagge, ai servizi e alle necessità del territorio.

Il nuovo bando-tipo nazionale arriva quindi mentre Piombino sta già lavorando alla propria strategia.

Ed è proprio in questa fase che le indicazioni ministeriali potrebbero diventare determinanti: dalla durata delle concessioni agli investimenti richiesti, dai criteri di valutazione fino agli eventuali indennizzi.

San Vincenzo, il futuro degli stabilimenti e delle spiagge attrezzate

Anche a San Vincenzo il tema delle concessioni è centrale.

Qui il sistema balneare rappresenta una parte importante dell’economia turistica. Ci sono stabilimenti storici, spiagge attrezzate a servizio delle strutture ricettive e attività che lavorano soprattutto nei mesi estivi.

Il Comune ha approvato definitivamente il nuovo Piano di utilizzazione degli arenili il 28 aprile 2025, uno strumento destinato a orientare la gestione della costa, individuando le aree utilizzabili e le loro destinazioni.

Nel 2026 l’amministrazione ha inoltre pubblicato avvisi per manifestazioni di interesse relativi a richieste di nuove concessioni per spiagge attrezzate a servizio di strutture ricettive.

Tra questi figurano gli avvisi del 22 e del 26 maggio, riferiti a due aree individuate nelle schede del Piano degli arenili.

Si tratta di procedimenti specifici, che non devono essere confusi con la futura gara generale per il rinnovo delle concessioni esistenti.

La distinzione conta, perché il nuovo documento ministeriale contiene una precisazione proprio sulle procedure già avviate o concluse.

La clausola sulle concessioni già assegnate

Uno dei passaggi più importanti del documento si trova nelle prime pagine.

Il testo stabilisce che l’adozione del nuovo bando-tipo non possa provocare interferenze con le procedure di affidamento delle concessioni già concluse o avviate alla data della sua pubblicazione.

Una precisazione che potrebbe essere importante per gli operatori che hanno già partecipato a procedure pubbliche.

Il caso più noto in Toscana è quello di Castiglione della Pescaia, dove il Comune aveva avviato nel 2020 la pubblicazione delle istanze relative alle concessioni e il procedimento adottato era stato successivamente esaminato dalla giustizia amministrativa.

Nel novembre 2023 il Consiglio di Stato aveva confermato la legittimità della procedura oggetto del contenzioso.

Anche a Capalbio diversi stabilimenti hanno ottenuto titoli fino al 2033 attraverso percorsi di evidenza pubblica.

La bozza nazionale distingue dunque le nuove procedure da quelle precedenti.

Non significa, però, che qualsiasi concessione fino al 2033 sia automaticamente valida. La legittimità dipende dalle modalità di assegnazione e dal rispetto delle norme europee, non dalla sola data di scadenza riportata sul titolo.

Per Piombino e San Vincenzo sarà quindi importante valutare la situazione di ogni concessione, distinguendo le proroghe previste dalle leggi nazionali dagli affidamenti eventualmente effettuati attraverso procedure concorrenziali.

Le nuove concessioni potranno durare fino a vent’anni

Per gli stabilimenti che dovranno partecipare alle gare, la bozza introduce un elemento di particolare interesse.

Le nuove concessioni potranno avere una durata compresa tra cinque e vent’anni.

Non saranno necessariamente tutte uguali.

Il Comune potrà individuare una durata direttamente nel bando oppure determinarla al momento dell’aggiudicazione, tenendo conto degli investimenti proposti e dei tempi necessari per recuperarli.

Questo significa che chi presenterà un progetto importante per rinnovare uno stabilimento, migliorare i servizi o realizzare nuove strutture potrà ottenere un periodo di gestione adeguato all’investimento, nei limiti previsti dalla legge.

Una questione che riguarda da vicino anche Piombino, dove il modello annunciato dall’amministrazione prevede un collegamento tra concessioni, progetti e interventi sulle aree pubbliche.

Le procedure dovranno rispettare le scadenze nazionali, che individuano nel 30 settembre 2027 il termine ordinario di efficacia delle concessioni interessate dalla disciplina transitoria.

I Comuni dovranno avviare le gare secondo le tempistiche previste, senza essere obbligati ad attendere la scadenza per procedere alle nuove assegnazioni.

Non vincerà necessariamente chi offre più soldi

È una delle novità destinate a far discutere maggiormente.

Il documento non prevede che gli stabilimenti siano semplicemente aggiudicati a chi presenta l’offerta economica più alta.

Il criterio sarà quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con una netta prevalenza della valutazione tecnica.

Il peso della componente economica sarà limitato rispetto a quello della qualità progettuale.

Questo significa che a fare la differenza potranno essere gli investimenti, i servizi offerti, la sostenibilità ambientale, l’accessibilità delle spiagge e la capacità dell’impresa di garantire una gestione efficiente.

Un’impostazione che potrebbe aiutare le attività di dimensioni più piccole a competere con operatori dotati di maggiori risorse finanziarie.

Naturalmente, molto dipenderà dai punteggi definitivi e dalle scelte dei singoli Comuni.

Le imprese familiari potranno avere più punti

Nel documento c’è un’attenzione particolare alle imprese che vivono direttamente dell’attività balneare.

La bozza prevede fino a quattro punti per chi, nei cinque anni precedenti, ha utilizzato una concessione come principale fonte di reddito per sé e per il proprio nucleo familiare.

Altri tre punti sono ipotizzati per le piccole e medie imprese di prossimità e per le imprese familiari, valutandone l’organizzazione e l’esperienza del personale.

Fino a quattro punti potranno inoltre essere riconosciuti per una precedente esperienza imprenditoriale o professionale significativa in attività analoghe.

Sono criteri che potrebbero assumere un peso importante anche a San Vincenzo e sulla costa piombinese, dove molte attività sono legate alla storia delle famiglie che le gestiscono.

Non si tratta di un diritto automatico al rinnovo della concessione. E neppure della possibilità di evitare la gara.

Ma l’esperienza maturata e il fatto che un’impresa rappresenti il principale sostentamento di una famiglia potranno diventare elementi da considerare nella valutazione delle offerte.

Un punto in meno per ogni concessione già posseduta

Il nuovo modello cerca anche di limitare la concentrazione delle spiagge nelle mani di pochi operatori.

La bozza contempla una penalizzazione di un punto per ogni concessione già detenuta, direttamente o indirettamente, nello stesso ambito territoriale.

L’obiettivo è evitare che un’impresa già titolare di numerosi stabilimenti possa acquisirne progressivamente altri, riducendo lo spazio per i piccoli imprenditori.

I Comuni potranno inoltre stabilire un numero massimo di lotti ai quali partecipare e di concessioni che potranno essere assegnate allo stesso soggetto.

Anche questo passaggio, ancora modificabile, potrebbe avere conseguenze importanti sulle future gare.

Gli indennizzi, chi esce dovrà essere risarcito per gli investimenti riconosciuti

Una delle preoccupazioni maggiori dei concessionari riguarda il valore degli investimenti effettuati negli anni.

Che cosa succede se uno stabilimento cambia gestione?

La bozza conferma il sistema di indennizzi previsto dalla legge.

Il nuovo concessionario dovrà corrispondere al gestore uscente una somma calcolata sugli investimenti non ancora ammortizzati, considerando anche un’equa remunerazione per quelli effettuati negli ultimi cinque anni.

Non sarà una cifra decisa liberamente dal titolare dello stabilimento.

Occorrerà una perizia asseverata, redatta da professionisti individuati secondo la procedura prevista dalla normativa.

Le spese della perizia saranno a carico del concessionario uscente che ne farà richiesta.

E nel testo compare una previsione da non sottovalutare: se il concessionario non chiede la perizia, l’indennizzo indicato nel bando sarà pari a zero.

Quanto ai pagamenti, viene prevista una prima quota non inferiore al 20% al momento dell’aggiudicazione e il saldo entro sei mesi.

Un meccanismo destinato a incidere sia su chi lascia lo stabilimento sia su chi intende subentrare, perché il costo dell’indennizzo entrerà di fatto tra gli impegni economici da considerare prima di partecipare alla gara.

Tutela dei lavoratori, giovani e nuovi servizi

Il documento si occupa anche dei dipendenti.

Sono previsti punteggi per chi si impegna ad assumere i lavoratori del precedente concessionario che ricavano dall’attività la principale fonte di reddito.

Altri elementi premiali riguardano l’assunzione di giovani sotto i 36 anni, la sicurezza dei dipendenti e l’inclusione delle persone con disabilità.

Le nuove gare dovranno inoltre tenere conto della qualità dei servizi sulle spiagge.

Tra gli aspetti indicati ci sono l’accessibilità per le persone con difficoltà motorie, i percorsi fino alla battigia, il risparmio energetico, la riduzione dei consumi idrici e la gestione sostenibile dei rifiuti.

Un capitolo riguarda anche la destagionalizzazione, con fino a cinque punti ipotizzati per le imprese che propongono attività e servizi oltre la stagione estiva.

Per località come San Vincenzo, Baratti e la Costa Est, dove gran parte dell’attività turistica si concentra in pochi mesi, potrebbe diventare un criterio importante.

Alberghi, villaggi e campeggi vicini al mare: prevista una premialità

La bozza dedica attenzione anche alle strutture ricettive che offrono servizi collegati alla spiaggia.

Sono previsti fino a otto punti per determinate imprese alberghiere ed extralberghiere già titolari di concessioni e situate accanto o nelle immediate vicinanze dell’area da assegnare.

Non basterà però possedere una struttura ricettiva vicino al mare.

Occorrerà dimostrare che i servizi offerti siano realmente integrati con quelli balneari, attraverso infrastrutture, investimenti e organizzazione.

Un’altra premialità riguarda gli operatori che forniscono servizi ulteriori strettamente funzionali all’attività balneare. I due criteri sono alternativi e non possono essere sommati.

È un aspetto da seguire con attenzione soprattutto lungo il litorale di San Vincenzo e Rimigliano, dove campeggi, villaggi turistici e altre strutture ricettive rappresentano una componente importante dell’offerta turistica.

Ora Piombino e San Vincenzo aspettano le regole definitive

Le 45 pagine ottenute in anteprima da ValdiCorniaOggi raccontano dunque una riforma che non riguarda soltanto la scadenza delle concessioni.

Si parla di investimenti, lavoro, tutela delle imprese familiari, accessibilità, qualità dei servizi e nuovi rapporti tra pubblico e privato.

Ma il documento dovrà ancora superare il confronto istituzionale e alcune disposizioni potrebbero essere modificate prima dell’adozione.

A Piombino il Comune ha già messo sul tavolo il progetto per sette lotti tra Baratti e Costa Est. A San Vincenzo il Piano degli arenili costituisce uno dei riferimenti per il futuro utilizzo del litorale.

Adesso servirà capire come le nuove indicazioni nazionali si inseriranno nei percorsi amministrativi già avviati.

C’è poi la questione delle concessioni precedenti, di quelle rilasciate dopo procedure pubbliche e di quelle che derivano dalle proroghe legislative.

Situazioni diverse, che non potranno essere trattate tutte allo stesso modo.

Per gli imprenditori della costa della Val di Cornia la stagione delle gare si avvicina. E la differenza tra conservare il proprio stabilimento o doverlo lasciare potrebbe dipendere, oltre che dalle nuove regole, dalla qualità del progetto presentato e dalla capacità di sostenere gli investimenti richiesti.

Perché dietro ogni concessione ci sono lavoratori, imprese, famiglie e anni di attività. E per molte di queste realtà il futuro della spiaggia coincide con quello del proprio lavoro.

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