PIOMBINO. La commessa dal Marocco, il futuro del treno rotaie, l’incertezza sul progetto Metinvest e il ruolo dello Stato nella siderurgia. Il Coordinamento Articolo 1 – Camping Cig torna all’attacco sulla situazione delle acciaierie di Piombino e chiede un cambio radicale di strategia: fuori Jsw dallo stabilimento e ritorno della produzione sotto il controllo pubblico.
La presa di posizione, diffusa mercoledì 21 ottobre, arriva mentre il futuro industriale del polo siderurgico piombinese continua a essere al centro del confronto tra aziende, Governo, istituzioni e organizzazioni sindacali.
Per il Camping Cig, però, il problema non è soltanto individuare un nuovo investitore o garantire la continuità degli ammortizzatori sociali. La questione è ricostruire una prospettiva produttiva e occupazionale stabile, dopo anni di annunci e progetti che, secondo il coordinamento, non hanno portato ai risultati promessi.
«Jsw annuncia commesse, ma il treno rotaie agonizza»
Il primo bersaglio della critica è Jsw Steel Italy, che ha recentemente dato risalto a una commessa proveniente dal Marocco.
Il Camping Cig contesta il contrasto tra gli annunci commerciali dell’azienda e le condizioni dell’impianto produttivo di Piombino.
«Jsw si vanta della commessa dal Marocco, ma proprio il treno rotaie – unico impianto a produrle in Italia – agonizza e deve essere ricostruito da zero, lontano dall’abitato».
Secondo il coordinamento, la priorità dovrebbe essere il rilancio concreto della produzione ferroviaria, attraverso il rinnovamento degli impianti e una prospettiva industriale che garantisca lavoro nel lungo periodo.
Il riferimento è al treno rotaie, considerato strategico anche per il sistema ferroviario nazionale, ma al centro da tempo delle discussioni sugli investimenti necessari alla sua modernizzazione.
Il nodo Metinvest e l’ipotesi di un subentro di Jsw
Un secondo fronte riguarda Metinvest e il progetto della nuova acciaieria elettrica a Piombino.
Il Camping Cig esprime forti dubbi sulla possibilità che l’investimento venga effettivamente realizzato e critica l’ipotesi di un eventuale subentro di Jsw.
«Jsw si dichiara pronta a subentrare a Metinvest per la nuova acciaieria elettrica, se questa azienda si tirerà indietro dopo aver promesso mari e monti per anni», sostiene il coordinamento.
Si tratta di uno scenario ipotetico: nel comunicato non vengono forniti elementi che dimostrino un ritiro già deciso da Metinvest, né l’esistenza di un accordo per il passaggio del progetto a Jsw.
La possibilità viene tuttavia giudicata inaccettabile dal Camping Cig, che ritiene l’attuale proprietà inadeguata a guidare un nuovo investimento siderurgico.
«Jsw non ha rispettato uno solo degli impegni assunti e punta, come sempre, a spillare altri soldi allo Stato-bancomat», accusa il coordinamento, attribuendo all’azienda la responsabilità del mancato rilancio produttivo.
Nel mirino Governo, Comune e Regione: «Accordi senza futuro»
Le critiche non risparmiano le istituzioni.
Secondo il Camping Cig, il Governo continuerebbe a puntare sulle multinazionali per risolvere le crisi industriali, senza costruire una strategia pubblica capace di garantire occupazione e produzione.
Il coordinamento richiama il parallelo con Taranto e contesta l’utilizzo delle risorse statali per sostenere aziende che, a suo giudizio, non hanno assicurato il rilancio promesso.
Nel mirino finiscono anche il sindaco di Piombino e il presidente della Regione Toscana, accusati di condividere una linea industriale che il Camping Cig considera fallimentare.
Un passaggio specifico riguarda il recente accordo di programma Jsw.
Il coordinamento denuncia che gli allegati dell’accordo non sarebbero ancora accessibili sul sito del Comune di Piombino, sollevando così una questione di trasparenza sulla documentazione relativa al futuro dello stabilimento.
La conclusione è netta: «La Cig non basta più: serve il lavoro e non gli accordi fuffa».
L’attacco ai sindacati: «La pazienza è finita, ma continuano a dare credito a Jsw»
La presa di posizione coinvolge anche le organizzazioni sindacali.
Il Camping Cig contesta quella che considera una contraddizione tra le dichiarazioni di esasperazione per il protrarsi della crisi e la disponibilità a valutare un eventuale ruolo di Jsw nel progetto della nuova acciaieria.
«Da un lato dichiarano che la pazienza è finita; dall’altro continuano ad avallare l’ipotesi irricevibile che sia proprio Jsw a prenderne il posto se Metinvest si tirerà indietro».
Per il coordinamento, continuare a considerare credibile l’attuale proprietà significherebbe prolungare una situazione che non ha ancora restituito a Piombino la piena capacità produttiva e occupazionale.
Sono valutazioni politiche e sindacali espresse dal Camping Cig, che chiama direttamente in causa anche le rappresentanze dei lavoratori.
«Nazionalizzare lo stabilimento e produrre acciaio pulito»
La proposta del coordinamento resta quella sostenuta da tempo: l’intervento diretto dello Stato attraverso la nazionalizzazione dell’intero stabilimento siderurgico.
«Il Camping Cig ribadisce che l’unica strada sicura per tornare a produrre e lavorare acciaio pulito di qualità resta quella di cacciare Jindal».
Nella visione del coordinamento, il polo di Piombino dovrebbe diventare un punto di riferimento per le Ferrovie dello Stato e per altre produzioni siderurgiche, all’interno di un piano nazionale del settore.
Una strategia che, secondo il Camping Cig, dovrebbe coinvolgere anche gli altri grandi poli industriali italiani, a partire da Taranto, Genova e Novi Ligure.
La cassa integrazione, pur considerata indispensabile per sostenere il reddito dei lavoratori nell’attuale fase di crisi, non può essere l’unica risposta.
«È pericolosissimo che a Piombino tutti si accontentino di tirare a campare con la Cig, tanto necessaria per arrivare al futuro quanto insufficiente per costruirlo».
Le prossime mobilitazioni: tre date decisive
Il Camping Cig indica anche i prossimi appuntamenti sindacali come occasioni per riportare al centro il futuro della siderurgia.
Il primo è il 27 ottobre, con la riunione dei direttivi locali di Fim, Fiom e Uilm. Il coordinamento chiede che l’incontro venga aperto anche agli interventi dei lavoratori e dei cittadini, per costruire una vertenza territoriale condivisa.
Seguono lo sciopero nazionale indetto da Usb per il 30 ottobre e quello annunciato dalla Cgil per il 20 novembre.
Il Camping Cig auspica una mobilitazione forte e continuativa, collegata alle altre città italiane interessate dalle crisi siderurgiche.
L’obiettivo dichiarato è costruire una battaglia comune per il lavoro, la salute, la tutela dell’ambiente e il rilancio della produzione industriale.
La nota si conclude con un’ultima presa di posizione sul futuro della siderurgia nazionale: «Acciaio sì: ma non per le armi».





