ROCCASTRADA. Un uomo riservato, ma con un cuore enorme: così viene ricordato Santi Tronconi, per anni anima e motore della Filarmonica di Roccastrada. Sotto la sua guida suonavano gli strumenti e sfilavano le majorette, che hanno portato allegria anche fuori dalla Maremma, esibendosi a Roma e Viareggio. Santi era un consulente del lavoro e, nonostante i suoi 87 anni, continuava a portare avanti la sua attività.
Roccastrada ha perso una presenza costante e un pilastro. Santi lascia un vuoto incolmabile nel cuore dei figli, Elisabetta e Fabrizio, e della moglie Luisa.
«Era un uomo di cultura infinita e un gran lavoratore. Ma non solo: aveva una buona parola per tutti e sapeva come appianare le discussioni – dice la figlia Elisabetta – Era una persona di spessore e silenziosa, perché non aveva bisogno di alzare la voci per farsi intendere».
L’ultimo saluto a Santi
L’87enne aveva molte qualità: era solare, pronto a confortare e capace di dare sempre il consiglio giusto. Ma la più bella di tutte era la sua umiltà.
«Era un uomo di grande cultura, conosceva l’arte, la storia, l’archeologia e amava condividere le sue conoscenze – dice Elisabetta – Negli anni in molti mi hanno parlato di lui e di come li ammaliava con i suoi racconti. Lo faceva con amore e passione e in molti lo ricorderanno per questo».
Santi era conosciuto in tutto il roccastradino, dove, come consulente del lavoro, era un punto di riferimento per il territorio. Era la classica brava persona: pronta ad aiutare il prossimo, cordiale, capace di sedare le discussioni e di trovare sempre le parole giuste per confortare.
Come organizzatore della Filarmonica di Roccastrada si occupava di tutto, dalle divise ai cappelli, fino a ogni dettaglio necessario per la banda e le majorette. Nel tempo aveva costruito ottimi rapporti anche con un costumista di Firenze.
«Mio padre è morto il 22 febbraio e molte persone sono passate a salutarlo un’ultima volta alla camera ardente, mentre tanti altri hanno partecipato alla celebrazione del funerale – conclude Elisabetta – Era pacato, non si arrabbiava mai e per questo era ben voluto da tutto il paese».



