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La Uil: basta con le aggressioni al pronto soccorso

La Funzione pubblica di area vasta sudest, chiede interventi urgenti per la sicurezza degli operatori sanitari
L'ospedale di Grosseto e, nel riquadro, Sergio sacchetti
L’ospedale di Grosseto e, nel riquadro, Sergio sacchetti

GROSSETO. La prima reazione alla notizia dell’aggressione a un medico, questa mattina, 10 settembre, al pronto soccorso di Grosseto, arriva dalla Funzione pubblica della Uil.

«Questo episodio rappresenta “l’infinitesimo” fatto del genere, dato che oramai si è perso il conto delle aggressioni all’ospedale Misericordia di Grosseto, al pronto soccorso e non solo, nei confronti di operatori socio-sanitari, infermieri e medici. Come organizzazione sindacale abbiamo puntualmente denunciato questi episodi, confidando che, con gli opportuni correttivi, anche organizzativi e di “security”, terminassero», scrive la segreteria UilFpl Area vasta Toscana sudest Siena–Arezzo–Grosseto.

«Sinceramente, rimaniamo attoniti e disorientati dalla lunga seria di questi episodi, che hanno come protagonisti pazienti per lo più problematici, ai quali non riusciamo e non vogliamo abituarci. Ormai è che il rischio concreto che, qualche volta, possa “scapparci il morto”.

Sicuramente qualcosa è stato fatto per scongiurare simili episodi, ma è chiaro che bisogna fare di più. Molto di più……”hic et nunc” (qui ed ora). La tutela degli operatori sanitari deve essere preservata, dato che da loro dipende la buona cura per la salute dei pazienti», conclude la Uil.

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