GROSSETO. Tutto comincia in Maremma, con una persona anziana alla quale vengono portati via denaro e gioielli. Poi la fuga verso la Valdichiana, l’auto individuata dalla polizia, un inseguimento per chilometri e il tentativo disperato di sottrarsi alla cattura, fino a speronare la volante.
Ma è un particolare notato dagli agenti durante quella corsa tra Toscana e Umbria a riservare l’ultima sorpresa: il conducente dell’auto si affaccia più volte dal finestrino.
Ore dopo, nelle campagne attraversate durante l’inseguimento, la polizia trova una borsa. Dentro ci sono circa 5mila euro in contanti e oltre 160 monili d’oro.
Un vero e proprio tesoro che, secondo l’ipotesi investigativa, potrebbe rappresentare il bottino di una o più truffe. Toccherà adesso agli investigatori stabilire da dove provengano tutti quei preziosi e individuare le persone alle quali sono stati sottratti.
La truffa all’anziana parte dalla provincia di Grosseto
La vicenda risale al pomeriggio di qualche giorno fa. Una poliziotta del commissariato di pubblica sicurezza di Chiusi-Chianciano Terme, in quel momento libera dal servizio, riceve la segnalazione di una truffa appena commessa ai danni di una persona anziana residente in provincia di Grosseto.
Alla vittima sarebbero stati sottratti denaro e gioielli. Nel frattempo arriva anche l’informazione che i presunti responsabili si starebbero allontanando in direzione della Valdichiana senese.
La poliziotta avverte immediatamente la sala operativa del commissariato. Viene fatta intervenire la Volante impegnata nel controllo del territorio e, a supporto, parte anche un equipaggio della Squadra Anticrimine.
L’auto viene individuata alle 15, comincia l’inseguimento
Sono circa le 15 quando i poliziotti individuano l’auto segnalata al confine tra Toscana e Umbria. Il conducente, accortosi di essere seguito, accelera.
Comincia così un inseguimento destinato a proseguire per diversi chilometri. Gli agenti seguono il veicolo mantenendolo sotto controllo e aspettando il momento adatto per bloccarlo senza creare pericoli agli altri automobilisti.
L’occasione arriva nel territorio di Fabro, in provincia di Terni. Quando l’auto rallenta, i poliziotti riescono ad affiancarla e a costringerla a fermarsi. Sembra finita. Non lo è.
Sperona la volante e riparte
Gli agenti scendono dall’auto e intimano l’alt al conducente. L’uomo, dopo un primo momento di esitazione, riparte. Per aprirsi un varco sperona l’auto della polizia, urtando lievemente anche i poliziotti che erano scesi dalla volante per fermarlo.
La fuga ricomincia.
Gli agenti risalgono immediatamente sull’auto di servizio e ripartono all’inseguimento. Questa volta bastano poche centinaia di metri: raggiungono nuovamente il veicolo e riescono finalmente a bloccare il conducente.
Alla guida c’è un 45enne residente a Napoli. Viene portato al commissariato di Chiusi-Chianciano Terme, mentre gli investigatori cominciano a ricostruire quanto accaduto e soprattutto cercano di capire il motivo di quella fuga tanto rischiosa.
Quel continuo affacciarsi dal finestrino
C’è però qualcosa che è rimasto impresso ai poliziotti. Durante l’inseguimento hanno visto il conducente affacciarsi ripetutamente dal finestrino.
Un comportamento che insospettisce gli investigatori e li spinge a tornare lungo il percorso della fuga, concentrando le ricerche nelle zone di campagna attraversate dall’auto.
Le verifiche vanno avanti fino a sera. Ed è proprio in tarda serata che arriva il ritrovamento: tra le campagne viene individuata una borsa.
Nella borsa 5mila euro e oltre 160 gioielli d’oro
Quando viene aperta, gli agenti trovano circa 5mila euro in contanti e più di 160 monili in oro di varia natura.
Denaro e preziosi vengono sequestrati.
La quantità dei gioielli apre però un altro fronte investigativo. La polizia ritiene infatti che quanto recuperato possa costituire il presunto bottino di più truffe.
Non è quindi possibile, allo stato delle indagini, attribuire l’intero contenuto della borsa alla persona anziana derubata in provincia di Grosseto.
Gli investigatori dovranno ora ricostruire la provenienza dei singoli preziosi e cercare di risalire alle eventuali altre vittime, con l’obiettivo di restituire loro quanto sottratto.
Il 45enne portato nel carcere di Terni
Il 45enne è stato arrestato in flagranza per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e trasferito nella casa circondariale di Terni, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le indagini sono ancora in corso, sia per ricostruire la truffa avvenuta in Maremma sia per stabilire la provenienza dell’ingente quantità di denaro e gioielli recuperata durante le ricerche.





