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Treni sulla Tirrenica, esplode la protesta dei pendolari: «La Maremma è isolata»

Nel mirino la tratta Capalbio-Orbetello-Albinia-Grosseto e i disagi causati dai lavori ferroviari: «Così studenti e lavoratori restano penalizzati»
Nasce il Comitato pendolari costa tirrenica. Nella foto la stazione di Grosseto e il logo
Nasce il Comitato pendolari costa tirrenica. Nella foto la stazione di Grosseto e il logo

GROSSETO. Treni cancellati, autobus sostitutivi considerati insufficienti, coincidenze che saltano e collegamenti sempre più difficili verso Roma. È da questa situazione che nasce il Comitato Pendolari Costa Tirrenica, costituito per rappresentare gli utenti della direttrice ferroviaria tirrenica, in particolare fra Orbetello, Grosseto, Livorno, Pisa, Civitavecchia e Roma.

Con una prima nota pubblica il Comitato fotografa una situazione definita ormai critica soprattutto nella Maremma meridionale, dove i lavori sulla linea Grosseto-Civitavecchia stanno modificando pesantemente la mobilità quotidiana di studenti, lavoratori e pendolari.

Il nodo della tratta Capalbio-Orbetello-Albinia-Grosseto

Secondo il Comitato, il problema più urgente riguarda il tratto fra Capalbio, Orbetello, Albinia e Grosseto, dove il sistema di trasporto attuale non garantirebbe più un servizio stabile e realmente utilizzabile.

I lavori ferroviari hanno infatti portato all’attivazione di autobus sostitutivi per alcuni collegamenti ferroviari, ma i pendolari contestano il fatto che il bus venga trattato come alternativa equivalente al treno.

La differenza, spiegano, è sostanziale in quanto comporta tempi di percorrenza molto più lunghi; forte dipendenza dal traffico sull’Aurelia; minore affidabilità e orari non compatibili con scuola e lavoro.

E proprio la viabilità dell’Aurelia, già particolarmente delicata nel tratto sud della Maremma, rischia di amplificare ulteriormente i disagi.

Il problema degli orari scolastici e lavorativi

Fra le criticità segnalate dal Comitato c’è anche quella delle fasce orarie considerate “scoperte”.

Viene citato il caso delle uscite intorno alle 13.30: chi termina scuola o lavoro ad Albinia o nell’area di Orbetello rischia infatti di perdere il collegamento utile e dover attendere a lungo la corsa successiva.

Un problema che, secondo i pendolari, dimostra come gli orari dei servizi sostitutivi non siano stati costruiti sulle reali esigenze quotidiane delle persone.

Niente biciclette né monopattini sui bus

Fra i punti più contestati c’è anche il divieto di trasporto di biciclette e mezzi di micromobilità elettrica sugli autobus sostitutivi.

In un territorio molto esteso come la Maremma, dove spesso le stazioni sono lontane dai centri abitati; i luoghi di lavoro non coincidono con le fermate ferroviarie e i collegamenti urbani sono limitati, bici e monopattini rappresentano spesso una parte fondamentale del viaggio.

Per il Comitato non si tratta quindi di un dettaglio secondario, ma di una limitazione concreta alla possibilità stessa di utilizzare il trasporto pubblico.

Maremma divisa: più treni verso nord, pochi verso Roma

Il Comitato evidenzia anche una forte differenza di offerta ferroviaria fra la direttrice nord e quella sud.

Da Grosseto verso Livorno e Pisa i collegamenti risultano infatti più frequenti e articolati.

Verso Orbetello, Capalbio e Civitavecchia, invece, la mobilità resta fortemente dipendente dai regionali veloci con frequenza ogni due ore e da poche altre soluzioni considerate insufficienti.

Una situazione che pesa soprattutto su chi utilizza il treno per lavoro; università; coincidenze verso Roma e spostamenti sanitari o amministrativi.

Il caso dei Regionali Veloci 4129 e 4132

Particolarmente contestata è la soppressione dei regionali veloci 4129 e 4132 sulla tratta Pisa-Roma.

Secondo il Comitato si tratta di collegamenti strategici per tutta la costa tirrenica, perché garantivano continuità fra Maremma, Civitavecchia e Roma.

L’assenza di questi treni – che secondo quanto riferito potrebbe proseguire fino alla fine del 2026 – starebbe creando un vuoto importante nella mobilità quotidiana della costa sud toscana.

I ritardi dell’Intercity 501

Nel mirino dei pendolari c’è anche l’Intercity 501.

Il Comitato segnala ritardi ricorrenti registrati nel mese di maggio: +28 minuti il 7 maggio, +45 minuti il 14 maggio e +75 minuti il 20 maggio.

Secondo i pendolari, i continui cambi di orario rendono sempre più difficile organizzare coincidenze, ingressi al lavoro, rientri e spostamenti giornalieri.

Il costo economico dei disservizi

I problemi non riguardano soltanto i tempi di viaggio.

Il Comitato racconta anche episodi in cui i pendolari sono stati costretti a sostenere spese aggiuntive per poter proseguire il viaggio.

In un caso documentato, perso il bus sostitutivo, un viaggiatore ha dovuto utilizzare il FrecciaBianca 8620 del 18 maggio pagando un cambio servizio da 5,60 euro per appena 24 minuti di tratta fra Grosseto e Campiglia Marittima.

Secondo il Comitato, quando il servizio regionale non offre alternative adeguate, il costo del disservizio finisce direttamente sulle spalle dei cittadini.

«La Maremma non può essere una fascia residuale»

Il messaggio del Comitato Pendolari Costa Tirrenica è netto: la Maremma meridionale non può essere trattata come una zona marginale del sistema ferroviario nazionale.

Per i pendolari ogni soppressione, ritardo o coincidenza persa pesa ancora di più su un territorio con poche alternative pubbliche, con grandi distanze e con una viabilità stradale già problematica.

La richiesta a Regione, Trenitalia e Rfi

Il Comitato chiede ora un confronto urgente con Regione Toscana, Trenitalia e Rfi.

Le priorità indicate sono più di una: migliorare la tratta Capalbio-Orbetello-Albinia-Grosseto, ripristinare collegamenti realmente utili verso Roma, verificare l’efficacia dei bus sostitutivi e stabilizzare gli orari dell’Intercity 501.

Nei prossimi giorni il monitoraggio proseguirà su tutta la direttrice Civitavecchia-Pisa, comprese le coincidenze da e per Firenze, considerate fondamentali per migliaia di utenti della costa tirrenica.

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