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Tre consiglieri e l’assessora fuori dalla Lega. Scoppia il caso

Bragaglia, Pieraccini, Baldi e Amante passano al gruppo misto: «Ma restiamo con il sindaco». Ecco cosa c’è dietro alla scissione
Bragaglia, Pieraccini ed Amante durante la conferenza stampa in cui annunciano di aderire al gruppo misto lasciando quello della Lega
Escono dalla Lega per il gruppo misto: Angela Amante, Alessandro Bragaglia e Alfiero Pieraccini. Ludovico Baldi era collegato dall’estero

GROSSETO. Altro che mal di pancia, a Grosseto siamo alla scissione della Lega. Le avvisaglie c’erano state il 25 gennaio, quando in consiglio non c’erano tre consiglieri della Lega (Alessandro Bragaglia, Alfiero Pieraccini, Ludovico Baldi), tanto che la seduta saltò.

Gli stessi 3 consiglieri che, insieme alla loro “assessora di riferimento” Angela Amante ora passano al gruppo misto. In piena rottura con gli altri della Lega in consiglio, ma soprattutto con gli altri due assessori del Carroccio nella giunta Vivarelli Colonna, cioè Sara Minozzi e Riccardo Megale.

Riconfermano la fiducia al sindaco, ma non alla politica dei due assessori in tema di sociale e sicurezza. Politica che, va detto, è condivisa anche dal sindaco.

Sindaco che, per quanto molto irritato dalla vicenda, ribadisce che non ci saranno scossoni.

«Prendo atto della scelta dei consiglieri comunali Alessandro Bragaglia, Alfiero Pieraccini, Ludovico Baldi e dell’assessore Angela Amante – scrive in una nota -. Si tratta di un nuovo inizio che, ne sono certo, è destinato a rendere la nostra coalizione ancora più granitica, ancora più vincente».

«Oggi più che mai è solida in tutti noi la consapevolezza di quanto sia necessario restare uniti come coalizione di maggioranza, in modo da garantire alla città un governo ancora più stabile e forte. I componenti del nuovo gruppo che va formandosi hanno confermato piena lealtà a me e al popolo di centrodestra: su queste basi si fondano i nostri rapporti. Questo presupposto sarà il minimo comune denominatore che vedrà avanzare assieme tutte le anime della coalizione».

Cosa c’è dietro alla frattura nella Lega

Ma dietro alla frattura c’è ben altro, non solo una mancata condivisione di indirizzi politici.

E tutto nasce ad ottobre, quando al congresso regionale il sindaco di Montecatini Luca Baroncini, un fedelissimo dell’asse Salvini-Ceccardi, ha vinto la battaglia per la segreteria regionale col 65% sul livornese Luca Tacchi. E, a cascata, sono saltati sia Pacella (provinciale) che Bragaglia (comunale), arrivando al commissariamento della Lega in Maremma, prima con il viareggino Massimiliano Baldini e, da qualche giorno, con Arturo Bartoletti al comunale di Grosseto.

Una frattura insanabile fra due anime. Tanto che alla conferenza stampa dei quattro secessionisti, andata in scena in un’affollata saletta rossa oggi, lunedì 12 febbraio, sono presenti anche lo stesso Claudio Pacella e il consigliere regionale Andrea Ulmi, entrambi sostenitori della mozione Tacchi al congresso di ottobre.

Congresso che, a quanto pare, ha lasciato qualcosa in più che malumori. Con la parte vincente che ribadisce l’assoluta centralità di Matteo Salvini nel partito, mentre Ulmi commenta «Più che alla Lega Salvini premier penso a una Lega, punto».

La conferenza stampa nella saletta del comune
La conferenza stampa nella saletta del comune

«Una frattura insanabile»

«Non lo facciamo per esasperazione di personalismi – dice Alessandro Bragaglia, ormai ex capogruppo in consiglio -, perché vogliamo ottenere un incarico o qualche contributo per associazioni, lo facciamo perché si è costituita una frattura insanabile tra chi sta in giunta e chi sta tra la gente (cioè noi consiglieri)».

«Abbiamo difficolta nello spiegare perché i nostri assessori di rappresentanza, non tutti visto che l’assessore Amante è qui con noi oggi, non dialogano con chi li dovrebbe tutelare in consiglio comunale e, anzi, vengono addirittura sfiduciati dagli stessi. Quella che all’inizio della consiliatura era una timida richiesta di rispetto dei programmi elettorali adesso è una prorompente e sonora critica sulla gestione dei principali temi bandiera della Lega. Cioè autonomia, sicurezza e sociale. Di fatto ci è reso impossibile rispettare i nostri programmi elettorali».

«Usciamo per coerenza»

«Guardando indietro, in questi due anni di consiliatura, abbiamo messo la nostra faccia per coprire, nel nome della unità del centrodestra, sbavature istituzionali generate proprio nel nostro gruppo politico. L’interesse per l’immagine del partito era il nostro fine, ma evidentemente non coincideva con quello di chi operava contro di noi all’interno dello stesso».

«Abbiamo sempre testimoniato la nostra lealtà al sindaco Anton Francesco Vivarelli Colonna, lealtà che non mancherà nemmeno in questo nuovo percorso, dove lontani dai personalismi di alcuni elementi, sapremo lavorare con maggiore serenità nell’interesse della collettività e di chi ci ha dato fiducia. Quindi usciamo per coerenza. Parafrasando le parole, usciamo per fare i leghisti al di fuori della Lega».

E non mancano le critiche, neppure troppo velate.

«Noi non metteremo il nostro amore per la politica al servizio di chi, per interessi personali, vuole fare scalate a ruoli più gerarchici di governo, senza averne il consenso né tantomeno la capacità. Il nostro è prima un percorso umano che poi diventa politico, ma non si può stare nella Lega con i piedi, ma con il cuore altrove».

Ora entrano nel gruppo misto e nasce un’associazione

Con l’uscita dalla Lega i quattro entrano nel gruppo misto di maggioranza non aderendo a nessuna altra forza politica. Nascerà un’associazione  aperta a tutti i soggetti che non intravedono nella Lega Salvini Premier un partito che li possa rappresentare sui territori.

«Prima questa sofferta scelta, ciascuno di noi ha parlato prima con i familiari, amici, elettori, militanti del partito per capirne la genuinità e valutare anche le critiche eventuali, che – spiega Bragaglia – devo ammettere sono state poche. A chi resta nel partito lasciamo un messaggio di apertura non essendo noi contro il partito di per sé, ma essendo stati sfiduciati ne abbiamo preso atto e, non condividendone la linea politica stabilita dal neocommissario abbiamo maturato questa scelta».

«Facciamo solo presente al sindaco che con questo passaggio al gruppo misto, l’anarchia derivata dalla attività dei consiglieri restanti, non sarà più gestita dal nostro buonsenso…»

E la nuova giunta?

I quattro negano di aver mai chiesto la sostituzione di alcuni assessori (in particolare, la Sara Minozzi, ndr). E di lavorare per avere un candidato alle prossime provinciali.

«La rimodulazione della giunta sarà un tema da affrontare al tavolo politico e non in conferenza stampa – taglia corto Bragaglia -. Intanto alle prossime elezioni provinciali, essendo l’associazione a valenza provinciale, entrerà al tavolo politico per esprimere un proprio candidato o per portare il proprio contributo alla elezione di un candidato diverso dai noi tre, sempre nell’interesse di una vittoria del centro destra».

«Ci sono state delle offerte per noi inaccettabili in quanto rappresentavano solo dei contentini per farci restare, frutto di trattative del neo commissario, ma abbiamo preferito portare la nostra esperienza fuori, poiché all’interno del partito i vincoli sarebbero stati sempre inopportuni per il nostro modo di pensare». L’offerta in questione era il ruolo di commissario a Grosseto per Baldi.

Pacella: «La maggioranza dei militanti è con noi»

E Claudio Pacella, presente per “simpatia”, così ha detto, fa notare che «La maggioranza dei militanti è con noi e la frattura mi pare difficile da sanare. C’è stata una grande emorragia, anche prima del congresso regionale, per cui siamo convinti che quel 35% alla mozione Tacchi, che pure è un segnale chiaro, sia ampiamente sottostimato». 

Situazioni analoghe sarebbero in arrivo in altri Comuni della Maremma.

Le espressioni provinciali della Lega hanno un commissario, oltre che a Grosseto, anche a Siena, Livorno e Pisa.

Al momento nessun commento sia dal commissario provinciale Massimiliano Baldini, sia dal segretario regionale, Luca Baroncini. Domani, martedì 13, sarà presa una posizione ufficiale sulla vicenda.

 

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