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Mancano 5 consiglieri di maggioranza, salta il consiglio. Cosa c’è dietro

Salta il consiglio comunale a Grosseto. 3 dei 5 assenti sono della Lega, braccio di ferro nel partito. Ma il commissario è chiaro: «Fiducia nella giunta»
Salta il consiglio comunale a Grosseto per mancanza del numero legale: i banchi vuoti sul lato della maggioranza
Salta il consiglio comunale a Grosseto per mancanza del numero legale: i banchi vuoti sul lato della maggioranza

GROSSETO. Salta il consiglio comunale di giovedì 25, per mancanza del numero legale.

Erano assenti 5 consiglieri di maggioranza, tre della Lega, uno del gruppo misto, una di Fratelli d’Italia e l’opposizione è uscita dall’aula.

Fausto Turbanti, presidente del consiglio, non ha potuto fare altro che prendere atto che, con 15 consiglieri su 32 (la maggioranza è di 20, 12 l’opposizione), il consiglio non si sarebbe potuto tenere. Era assente anche il sindaco, ma la sua presenza non contava per il numero legale.

La schermata sul canale Youtube del consiglio comunale
La schermata sul canale Youtube del consiglio comunale

Opposizione che ha convocato una conferenza stampa, parlando di «maggioranza alla frutta» e di «problemi interni che vengono riversati sul governo cittadino, con danni evidenti per la città».

Il problema, è evidente, è nella Lega. Anche se il commissario del partito, il consigliere regionale viareggino Massimiliano Baldini, conferma con forza che il partito è a fianco dell’Amministrazione, del gruppo consiliare e dei propri membri in giunta.

In sostanza, i consiglieri “ribelli” sono una cosa, il partito è un’altra.

Peraltro la scelta di non partecipare è maturata quasi a sorpresa: nel “recall” che il presidente del consiglio Turbanti fa prima di ogni consiglio chiamando i capigruppo, Bragaglia non ha risposto, ma lo stesso commissario ha confermato la presenza della Lega in consiglio.

Dei cinque assenti, infatti, tre erano proprio del Carroccio: il capogruppo Alessandro Bragaglia e i consiglieri Ludovico Baldi e Alfiero Pieraccini. Poi mancavano Simonetta Baccetti (Fratelli d’Italia) e Francesca Ciucchi (Nuovo Millennio, ex lista del sindaco, ora gruppo misto).

Una frattura nata dal commissariamento della Lega

Tutto nasce dal terremoto di novembre scorso, quando in un solo giorno si sono dimessi sei componenti del direttivo provinciale e cinque del direttivo interprovinciale, che hanno determinato la caduta sia del segretario provinciale Claudio Pacella che quello dell’intercomunale Alessandro Bragaglia, aprendo le porte al commissariamento.

Il provinciale era composto da undici componenti, il segretario provinciale Pacella  e dieci consiglieri. Sei di loro hanno sbattuto la porta: Gino Tornusciolo, Andrea Maule, Gilberto Alviani, Paola Piu, Lino Loli e Michele Pianelli. A cascata si sono dimessi anche cinque consiglieri dell’Intercomunale: Arturo Bartoletti, Sara Minozzi, Andrea Di Meglio, Gino Tornusciolo e Luca Grisanti.

Un terremoto che ha portato al commissariamento del partito in Maremma, con la nomina dell’avvocato viareggino Massimiliano Baldini, 58 anni, consigliere regionale dal 2022 (è subentrato dopo l’elezione alla Camera dei Deputati di Elisa Montemagni, ndr).

Due anime interne alla Lega

Sono così nate due anime interne alla Lega, con i dimissionari vicini agli assessori Sara Minozzi e Riccardo Megale, sostenuti in sostanza in consiglio solo da Gino Tornusciolo, con la figura interlocutoria di Giacomo Cerboni non sempre, diciamo così, in linea con la maggioranza e i tre assenti in consiglio più vicini ad Angela Amante, terza componente della Lega in giunta.

Oggi, a quanto dicono i “rumors”, i tre consiglieri hanno voluto dare una prova di forza. Nei corridoi del partito chiedono da tempo la testa di Sara Minozzi, assessora, ma soprattutto fra coloro che si sono dimessi dal direttivo. Ma così vogliono colpire anche Riccardo Megale, che proprio la Minozzi aveva indicato per far parte dell’organismo del partito.

Non possono sconfessarlo direttamente, per non sconfessare tutta la sua azione politica e provano a farlo attraverso la componente della giunta a lui più vicina, quindi Sara Minozzi. 

Provano, appunto, perché il partito, con il commissario Massimiliano Baldini, è di ben altro avviso.

«La Lega, che io rappresento politicamente, conferma l‘assoluta fiducia nell’Amministrazione comunale e nella maggioranza – ci ha detto -. Sono al corrente che è mancato il numero legale in consiglio e questo è stato causato da tre consiglieri della Lega, ma anche da altri due consiglieri di altre forze politiche. Il partito ha la massima fiducia nel proprio gruppo consiliare e nei propri membri della giunta. Fra l’altro mi risulta che non ci fossero in calendario ordini del giorno con carattere di urgenza».

Massimiliano Baldini, commissario della Lega
Massimiliano Baldini, commissario della Lega

L’opposizione: «Maggioranza alla frutta»

Mancando i cinque di maggioranza, l’opposizione ha scelto di uscire dall’aula, facendo mancare così il numero legale. E convocando al termine del consiglio una conferenza stampa al volo, per spiegare la propria posizione.

Conferenza alla quale hanno partecipato i consiglieri del Pd e dei 5 Stelle: Ciro Cirillo, Stefano Rosini, Gabriella Capone, Leonardo Culicchi, Manuele Bartalucci e Giacomo Gori.

La conferenza stampa dell'opposizione dopo che è saltato il consiglio comunale
La conferenza stampa dell’opposizione dopo che è saltato il consiglio comunale

«Siamo usciti perché non siamo disponibili a fare da stampella – hanno detto – a una maggioranza alla frutta. E che riversa sul consiglio comunale e sul governo della città i propri problemi interni».

«Appare evidente, non da oggi, ma da tempo, che ci siano problemi seri in maggioranza. I segnali sono ripetuti. E in questo consiglio è apparso evidente che alcuni consiglieri della Lega hanno più coraggio di altri e hanno fatto esplodere il caso».

«Il dramma è che ci sono ancora tre anni alle amministrative e si rischia un collasso del governo della città. Oggi, peraltro, erano al voto tre ordini del giorno della maggioranza e due benemerenze (a Luca Banchi e Damiano Rosichini, saranno riproposte nel prossimo consiglio, ndr) proposte da loro. Peraltro dietro l’angolo ci sono le europee, il timore è che questi contrasti si acuiscano, piuttosto che risolversi. Siamo preoccupati per la città».

E Gabriella Capone si è tolta anche un sassolino dalla scarpa: «Durante i consigli comunali celebrati nel corso delle vacanze di Natale,  c’era stata la sottolineatura da parte di componenti della maggioranza di alcune assenze dell’opposizione, con tanto di foto postate sui social. Ora si ritorce loro contro: stavolta a mancare sono stati loro ed è mancato il numero legale».

Tutti hanno sottolineato la correttezza del presidente del consiglio, Fausto Turbanti, nel gestire la difficile situazione.

 

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