ISOLA DEL GIGLIO. Aveva lavorato anche all’isola del Giglio, occupandosi del delicato ripristino dei fondali marini danneggiati dopo il naufragio della Costa Concordia. Monica Montefalcone, 52 anni, docente e ricercatrice dell’Università di Genova, è morta alle Maldive insieme alla figlia Giorgia Sommacal durante un’immersione subacquea nelle grotte vicino all’isola di Alimathaa, nell’atollo di Vaavu.
Con loro hanno perso la vita anche altri tre italiani: Gianluca Benedetti di Padova, Federico Gualtieri di Borgomanero e Muriel Oddenino di Poirino.
Il lavoro ai fondali del Giglio
Montefalcone era una delle principali esperte italiane di ecologia marina e monitoraggio degli habitat bentonici. Dopo il disastro della Costa Concordia, avvenuto davanti all’isola del Giglio nel gennaio 2012, aveva partecipato agli studi scientifici dedicati al recupero ambientale dei fondali e delle praterie di Posidonia oceanica danneggiate durante il naufragio e le operazioni di rimozione del relitto.
Il suo contributo era legato soprattutto all’analisi degli impatti ambientali sugli ecosistemi marini costieri e ai progetti di ripristino della vegetazione marina protetta, uno degli habitat più delicati del Mediterraneo.
La ricercatrice lavorava al DiSTAV, il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova, uno dei principali centri italiani impegnati nei monitoraggi ambientali marini.
Una vita dedicata al mare
Nata a Milano ma residente da sempre a Pegli, a Genova, Monica Montefalcone aveva dedicato tutta la sua carriera alla salvaguardia del mare. Era docente di ecologia marina e responsabile di corsi universitari dedicati all’ecologia, alla scienza subacquea e agli ecosistemi tropicali.
Faceva parte dell’Association for the Sciences of Limnology and Oceanography, dell’International School for Scientific Diving e dell’Associazione italiana operatori scientifici subacquei. Aveva inoltre il brevetto internazionale di Cave Diver di primo livello.
Da oltre 25 anni studiava la Posidonia oceanica, tema su cui aveva conseguito anche il dottorato di ricerca nel 2007. Negli anni era diventata un punto di riferimento internazionale per il monitoraggio degli habitat marini e degli effetti dei cambiamenti climatici sul Mediterraneo.
Il progetto Greenpeace e le ricerche alle Maldive
Tra gli incarichi più importanti ricoperti da Monica Montefalcone c’era anche il progetto «Mare caldo» di Greenpeace, nato per monitorare l’aumento delle temperature marine lungo le coste italiane.
Era inoltre responsabile del Laboratorio di Ecologia del Paesaggio Marino dell’Area marina protetta di Bergeggi e presidente del Comitato Benthos della Società italiana di biologia marina.
Negli ultimi anni aveva coordinato anche importanti attività di ricerca sulle barriere coralline delle Maldive, dove si trovava insieme alla figlia Giorgia Sommacal, studentessa di ingegneria biomedica all’Università di Genova.
La tragedia durante l’immersione
L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di mercoledì 14 maggio durante un’escursione subacquea a circa 50 metri di profondità. Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo stava esplorando alcune celebri grotte sommerse vicino ad Alimathaa quando qualcosa è andato storto.
Le autorità locali stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto.



