GROSSETO. L’accessibilità non riguarda soltanto rampe, ascensori o posti riservati. Sempre più spesso passa anche dal mondo digitale. Ed è proprio su questo terreno che Lorella Ronconi, attivista impegnata nella tutela dei diritti delle persone con disabilità, torna a chiedere un cambiamento dopo aver ricevuto una risposta ufficiale da TicketOne in seguito alla denuncia resa pubblica nei giorni scorsi.
Secondo Ronconi, la replica dell’azienda rappresenta «un primo segnale di attenzione», ma non affronta quello che considera il vero nodo della questione: la difficoltà che incontrano le persone con disabilità nel reperire, attraverso le piattaforme di vendita online, tutte le informazioni necessarie per ottenere un posto riservato agli eventi.
TicketOne: «L’assegnazione dei posti spetta agli organizzatori»
Nella comunicazione inviata all’attivista, TicketOne chiarisce che la gestione e l’assegnazione dei posti dedicati alle persone con disabilità non dipendono dalla piattaforma, bensì dagli organizzatori dei singoli eventi.
Una precisazione che Ronconi dice di conoscere già.
«Non ho mai chiesto che TicketOne assegni direttamente i posti riservati», spiega. «La domanda è un’altra: chi accompagna concretamente una persona con disabilità nel percorso digitale che le permette di sapere come richiedere quel posto?».
Un percorso complesso per chi acquista un biglietto
Secondo l’attivista, oggi una persona in carrozzina che desidera assistere a un concerto, uno spettacolo teatrale o un evento sportivo fuori dalla propria città, dopo aver trovato l’evento sulla piattaforma, è costretta a intraprendere un iter lungo e frammentato.
Occorre infatti individuare l’organizzatore, cercarne il sito internet, trovare un contatto telefonico o una mail, comprendere la procedura prevista, inviare la documentazione richiesta e attendere una risposta, sperando che nel frattempo i posti riservati non siano esauriti.
«Qualsiasi altro cittadino conclude l’acquisto in pochi minuti. È questa la disparità che continuo a evidenziare», osserva Ronconi.
Le proposte per rendere il ticketing più accessibile
L’attivista sottolinea come non sia necessario modificare le competenze degli organizzatori per migliorare il sistema.
Tra le proposte avanzate figurano una sezione dedicata all’accessibilità all’interno di ogni evento, l’indicazione chiara delle aree riservate nelle piantine online, il riferimento immediato al responsabile competente, un numero verde nazionale o un servizio di assistenza dedicato, una casella email unica per il supporto alle persone con disabilità e la possibilità di utilizzare la Disability Card europea come sistema di identificazione preliminare, evitando ogni volta l’invio di nuova documentazione.
Secondo Ronconi, si tratterebbe di strumenti capaci di rendere più semplice, uniforme e accessibile un percorso che oggi varia da evento a evento.
Regole diverse da città a città
L’attivista richiama inoltre un’altra criticità: l’assenza di una disciplina nazionale uniforme che regoli l’accesso delle persone con disabilità agli spettacoli e il trattamento riservato agli accompagnatori.
Attualmente, infatti, ogni organizzatore applica criteri differenti: in alcuni casi paga il biglietto la persona con disabilità, in altri entra gratuitamente l’accompagnatore, mentre altrove sono previste riduzioni o agevolazioni differenti.
Una situazione che, secondo Ronconi, genera confusione e disparità di trattamento, costringendo i cittadini a confrontarsi ogni volta con procedure e regolamenti diversi.
Il richiamo alle normative sull’accessibilità
Nel suo intervento l’attivista richiama anche il quadro normativo che tutela il diritto all’accessibilità.
Tra i riferimenti cita la Direttiva europea 2019/882 (European Accessibility Act), recepita in Italia con il Decreto Legislativo 82 del 2022, la Legge Stanca, la Legge 67 del 2006 contro le discriminazioni e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, che riconosce il diritto alla piena partecipazione alla vita culturale e sociale.
Secondo Ronconi, l’attuale sistema di prenotazione non risponde ancora pienamente ai principi di accessibilità, progettazione universale e inclusione richiamati da queste norme.
«Non è una polemica, ma una proposta»
L’attivista precisa infine che la propria iniziativa non vuole essere uno scontro con TicketOne, bensì un invito rivolto all’intero sistema del ticketing, agli organizzatori degli eventi e alle istituzioni.
Dopo la risposta ricevuta, Ronconi ha inviato una nuova comunicazione alla società per chiarire ulteriormente il significato della sua proposta, dichiarandosi disponibile a collaborare gratuitamente mettendo a disposizione la propria esperienza.
«Le persone con disabilità non chiedono privilegi», conclude. «Chiedono semplicemente di poter utilizzare gli stessi strumenti digitali, con la stessa semplicità, autonomia e dignità garantite a qualsiasi altro cittadino».



