Terremoto musei. Dopo Clan cacciate anche Le Orme e Silva Skip to content

Terremoto musei. Dopo Clan cacciate anche Le Orme e Silva

Fondazione Grosseto Cultura non rinnova le convenzioni con le coop Le Orme e Silva che da 12 anni gestivano il Museo di storia naturale
Il Museo di storia naturale di Grosseto
Il Museo di storia naturale di Grosseto

GROSSETO. Per loro non è colpa dell’asterisco. Ma vanno a casa lo stesso. Verrebbe da dire licenziati, ma poi i puristi del diritto ci direbbero che il “non rinnovo” della convenzione, non è un licenziamento. Fatto sta che anche gli addetti delle cooperative Le Orme e Silva dal 1° gennaio sono senza lavoro. Da 12 anni era affidata a loro la gestione del Museo di Storia Naturale.

Il Cda di Fondazione Grosseto Cultura ha deciso di chiudere il rapporto anche con loro, così come con l’associazione Clan. Pare sia una questione economica, un modo per la Fondazione per risparmiare qualcosa e, magari, organizzare qualche evento. Che pure sarebbe compito dell’assessorato, non certo loro. Assessorato che, peraltro, è stato avvertito di questa rivoluzione solo pochi giorni prima di Natale.

Gianluca Soldateschi de Le Orme e Paola Talluri, di Silva, scrivono una lettera aperta, chiedendo di tutelare i diritti dei lavoratori.

Le Orme e Silva, 12 anni con il Museo di Storia Naturale

«Si legge in un comunicato -scrivono Soldateschi e Talluri – del presidente di Fondazione Grosseto Cultura uscito il 1 gennaio 2023 che il Cda della stessa Fondazione ha deciso di non rinnovare la convenzione alle cooperative Le Orme e Silva per la gestione del Museo di Storia Naturale della Maremma, giunta a scadenza il 31/12/2022. I motivi esposti sono il miglioramento funzionale e tecnologico dei servizi, garantire un risparmio economico e assicurare il principio di rotazione raccomandato alle pubbliche amministrazioni».

«Nei 12 anni di gestione, le cooperative hanno creato insieme al direttore (Andrea Sforzi, ndr) tutto ciò che rende oggi il Museo una realtà importante, più che a livello locale, a livello nazionale e per certi aspetti internazionale. La fruibilità del percorso espositivo è stata migliorata con totem interattivi, touch screen, sensori capacitivi, nati dalle competenze tecnico-informatiche, scientifiche e divulgative del personale impiegato, laureato in materie affini al lavoro svolto e formato personalmente dal direttore con l’obiettivo di creare operatori museali esperti».

«Le cooperative, su richiesta del committente, hanno anche allestito a proprie spese un bookshop di articoli di qualità, spinti soltanto dalla volontà di adeguare il museo agli standard richiesti per i musei di rilevanza regionale e nazionale e non certo per gli incassi che tale attività accessoria può portare direttamente alle cooperative».

«È difficile fare un elenco completo delle attività che ha visto coinvolti Le Orme e Silva in 12 anni ma si può citare ad esempio l’organizzazione di importanti convegni, la partecipazione a progetti nazionali ed internazionali con partners inglesi, l’offerta alle famiglie di servizi di qualità per far crescere coscienze e competenze scientifiche nei bambini e nei giovani, coinvolgendo in molti casi la cittadinanza e gli esercenti del centro storico».

«Un fiore all’occhiello per il museo è rappresentato dall’offerta didattica, curata direttamente dalle cooperative, per le scuole e gli insegnanti che numerose hanno preso parte alle attività, e che già hanno prenotato visite e laboratori per il 2023».

«Nel corso degli anni gli operatori hanno coadiuvato con impegno e professionalità il direttore, unico dipendente della struttura con competenze riconosciute anche al livello internazionale, in progetti di valorizzazione insieme agli altri musei regionali creando con essi una stretta relazione. Numerosi e costanti sono stati i progetti e le iniziative attuate per rinnovare costantemente l’offerta culturale e scientifica e per implementare le presenze nel museo, come dimostrano i dati».

«Tra i progetti scientifici in atto ve ne sono alcuni di carattere internazionale che sono stati finanziati con fondi reperiti grazie al lavoro del direttore e delle cooperative, progetti che auspichiamo possano proseguire nel 2023».

«Pensando che Fondazione Grosseto Cultura avesse apprezzato il lavoro svolto, come dimostrano i rinnovi annuali della convenzione e la e-mail ricevuta in data 13 dicembre 2022 con cui il Cda esprimeva testualmente la “volontà di proseguire la collaborazione con le stesse cooperative”, siamo rimasti stupiti dalle decisioni prese successivamente, alla vigilia di Natale e ad appena una settimana dalla scadenza del contratto, di non rinnovare la convenzione per motivi economici».

Una decisione presa all’insaputa del direttore e dell’Amministrazione

«Il tutto sia all’insaputa del direttore che dell’amministrazione comunale di Grosseto, come hanno dichiarato l’assessore competente e il sindaco che ringraziamo per essersi interessati tempestivamente non appena abbiamo illustrato loro la situazione».

«Precisiamo che, unitamente alla volontà di proseguire il rapporto di collaborazione con le cooperative, Fondazione Cultura inoltrava una proposta economica in cui si manifestava un sensibile taglio del compenso a fronte del mantenimento degli stessi servizi». 

«Abbiamo fatto notare che, pur intenzionati a mantenere attiva la collaborazione anche confrontandosi sul tema, l’importo orario proposto era abbondantemente sotto i minimi salariali riportati nei contratti nazionali del lavoro firmati dalle organizzazioni sindacali e come disposto dal decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali n. 44 del 27 giugno 2019, in riferimento alle tabelle aggiornate al dicembre 2021. Si faceva notare a titolo di esempio che in altre occasioni il Comune di Grosseto per aggiudicare servizi simili a questi aveva stimato un costo per la manodopera di molto al di sopra di quello a noi proposto e in linea con i parametri normativi».

«È evidente quindi che il mancato rinnovo non è legato al principio di rotazione, vista anche la mail del 13/12/2022, ma sembra essere di carattere economico».

«In risposta alla mail del 23/12, abbiamo richiesto a Fondazione Grosseto Cultura un confronto finalizzato ad individuare una soluzione che soddisfi entrambe le parti, ma ad oggi non abbiamo avuto alcun riscontro. Invitiamo quindi tutte le forze politiche, la pubblica amministrazione e le organizzazioni sindacali e di categoria ad esprimersi sulla questione al fine di tutelare i diritti dei lavoratori».


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