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Tenta il suicidio in carcere

Gli agenti della polizia penitenziaria hanno sentito alcuni rumori provenire dalla sua cella e sono intervenuti salvandogli la vita. Ora è ricoverato all’ospedale di Grosseto
Il carcere di via Saffi a Grosseto
Il carcere di via Saffi a Grosseto

GROSSETO. Ha cercato di utilizzare il lenzuolo con il quale si sarebbe dovuto coprire per creare un cappio e metterselo al collo. Ma per fortuna, gli agenti della polizia penitenziaria che erano in servizio durante il turno di sera di martedì 30 maggio, hanno sentito dei rumori provenire dalla sua cella. Sono arrivati in tempo, salvando la vita al 31enne. 

L’uomo, arrestato il 25 gennaio dagli agenti della polizia municipale con l’accusa di spaccio, dopo la convalida era stato riportato in carcere. 

Tenta di uccidersi in cella: disposta la perizia psichiatrica

Difeso dagli avvocati Giulio Parenti e Iris Milano, il trentunenne di origini tunisine, arrivato a Grosseto solo da pochi mesi, era da solo in cella. Nessuno, quindi, avrebbe potuto dare l’allarme, quando l’uomo ha sistemato il lenzuolo per impiccarsi. 

Per fortuna, però, ha fatto rumore e gli agenti della penitenziaria se ne sono subito accorti. 

Dato l’allarme al 118, il trentunenne è stato soccorso dal personale e portato all’ospedale di Grosseto dov’è tuttora ricoverato, nel reparto di Psichiatria

Dal carcere, martedì sera sono stati avvisati gli avvocati che in giornata cercheranno di andare a trovarlo all’ospedale con l’interprete. 

Il 31enne era arrivato in Italia da pochi mesi: pochi giorni fa era stato trovato con 70 grammi di cocaina in via Capodistria. Aveva cercato di nascondere la droga in una siepe ed era stato arrestato dagli agenti della polizia municipale. 

Il giudice Sergio Compagnucci, avvisato del tentativo di suicidio in carcere e del trasferimento del 31enne all’ospedale di Grosseto, ha disposto la perizia psichiatrica. In questo modo, sarà valutata la compatibilità delle sue condizioni con la detenzione o l’eventuale bisogno di essere trasferito in una struttura di cura. 

 

 

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