GROSSETO. Una mattina di ottobre, nel silenzio del parco di via Australia, un ventunenne ha attirato l’attenzione delle Fiamme gialle, che avevano ricevuto diverse segnalazioni da parte dei residenti della zona.
Era seduto su una panchina, apparentemente tranquillo. Ma quando ha visto i militari avvicinarsi, ha cambiato passo: ha provato a defilarsi verso un muretto, sperando forse di sparire.
I finanzieri, però, lo hanno raggiunto in pochi secondi. E proprio in quel momento il ragazzo ha cercato di disfarsi di alcuni sacchettini di cellophane, tentando di ingoiarli uno dopo l’altro. Dentro, sostanze che si sarebbero poi rivelate cocaina e hashish.
Troppa roba da ingoiare
I sacchetti erano più di venti, troppi per riuscire a mandarli giù. Così, nel panico, il giovane li ha sputati. Addosso gli sono stati trovati anche 110 euro in contanti: una cifra che ha destato più di un sospetto, considerando che si è definito un bracciante agricolo rimasto senza lavoro da tre mesi e senza una fissa dimora.
L’arresto e il patteggiamento
Accompagnato in caserma, il 21enne è stato identificato e denunciato. Il fascicolo è finito sulla scrivania del sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, che ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere.
Martedì 21 ottobre davanti alla giudice Ludovica Monachesi e al viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi, il giovane, difeso dall’avvocata Valentina Chech, ha scelto di patteggiare.
La pena: un anno di reclusione e 2.000 euro di multa, con la sospensione condizionale.
Una vicenda minuta ma emblematica, in una città dove il confine tra sopravvivenza e illegalità si gioca spesso su una panchina, in pieno giorno.



