GROSSETO. Minacce, intimidazioni e continue richieste di denaro per impedire che una relazione extraconiugale venisse raccontata alla moglie della vittima. Una vicenda che si è conclusa nei giorni scorsi davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Grosseto, che ha condannato i due imputati per estorsione e, in uno dei fatti contestati, anche per rapina.
L’uomo, il 29enne Alex Ricetti, è stato condannato a quattro anni di reclusione, a 100 euro di multa e all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Per la donna, Janet del Santo, 53 anni, la pena è di due anni e sei mesi di reclusione e 800 euro di multa.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.
Le minacce per ottenere il denaro
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, tutto sarebbe nato dopo la fine della relazione tra la vittima e la donna. Successivamente quest’ultima, insieme al nuovo compagno, avrebbe iniziato a pretendere somme di denaro in cambio del silenzio sulla precedente storia sentimentale.
Le pressioni sarebbero andate avanti per mesi, con messaggi e frasi intimidatorie rivolte all’uomo, tra cui minacce di ritorsioni nel caso si fosse rivolto alle forze dell’ordine o avesse interrotto i pagamenti.
La vittima, spaventata dalle continue intimidazioni e dal timore che la vicenda venisse resa pubblica, avrebbe consegnato ai due oltre 3.000 euro, in parte in contanti e in parte attraverso bonifici.
L’episodio contestato come rapina
Tra gli episodi finiti al centro del procedimento ce n’è uno particolarmente grave.
Secondo l’accusa, i due si sarebbero presentati direttamente sul luogo di lavoro della vittima, minacciandola per ottenere altro denaro. In quell’occasione l’uomo avrebbe consegnato 1.700 euro, somma che ha portato la Procura a contestare anche il reato di rapina, oltre a quello di estorsione.
L’arresto nel marzo 2025
L’indagine, coordinata dalla sostituta procuratrice Valeria Lazzarini, aveva portato all’arresto dei due l’8 marzo 2025.
Il ventinovenne era stato posto agli arresti domiciliari, mentre per la donna era stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di Grosseto.
Con la sentenza pronunciata nei giorni scorsi si è concluso il procedimento di primo grado davanti al giudice per le indagini preliminari. Le motivazioni saranno rese note entro novanta giorni.
La nota degli avvocati: nessuna rapina
Quale difensore, unitamente al collega Manuele Adami, della signora Del Santo Janet nel richiamato procedimento penale, leggo in merito l’articolo in oggetto e mi permetto di evidenziare alcune gravi inesattezze :
- Non esiste alcuna contestazione relativa al reato di rapina. In nessuna fase del presente procedimento e per nessuno degli episodi in fatto riportati in imputazione viene contestata l’ipotesi delittuosa della rapina.
- In particolare, gli atti e documenti del processo danno contezza del fatto che MAI la Del Santo si è presentata sul luogo di lavoro della vittima per ottenere denaro.
- Ed ancora, gli atti e documenti del processo danno contezza del fatto che MAI la Del Santo ha minacciato la vittima per telefono o, men che meno, di persona.
- Alla Del Santo, in virtù del provato contributo minimo alla vicenda, è stata riconosciuta l’attenuante di cui all’art. 114 c.p., circostanza applicata quando l’opera del concorrente “abbia avuto minima importanza” (cfr).
- Alla Del Santo è stata applicata la pena finale di anni 2 e mesi 4 di reclusione.
Tanto dovevamo per chiarezza.
Avvocati Graziano Sarpa e Manuele Adami



