GROSSETO. Si è divertita, ma forse nemmeno più di tanto, a buttare giù un manuale semiserio sulla (non) gestione del verde urbano. Per sottolineare tutto quello che non si dovrebbe fare quando si imbraccia il tagliaerba per sistemare aiuole, giardini e tutti quelli spazi dove cresce la vegetazione.
A scrivere il manuale «per un futuro meno verde e più asfaltato» è Elena Grasso, consulente ambientale e ornitologa.
Idiosincrasia da prato fiorito, arbusto in fiore e albero rigoglioso
«Benvenuti nel meraviglioso mondo della cura del verde pubblico, dove l’improvvisazione è un’arte e il tagliaerba regna sovrano. Ecco come trasformare il nostro patrimonio naturale in un disastro annunciato, con stile e un paio di forbicioni.
- Gestione del verde? Mai sentita.
Perché pianificare quando puoi affidarti al caos creativo? Niente mappature, zero strategia: viva l’anarchia botanica! - Personale esperto? Ma no, dai!
Chi ha bisogno di esperti e di naturalisti, quando c’è il cugino di qualcuno armato di decespugliatore? - Interventi last-minute: l’adrenalina del verde.
Quando il prato è già un’oasi per api e farfalle, ecco che arriva l’eroe col trattore a “sistemare tutto”. Risultato? L’ecosistema non sa se ridere o piangere (spoiler: muore). - Tagli fuori tempo, sbagliati e, per non farsi mancare nulla, pure illegali.
Che gusto c’è a rispettare il calendario vegetativo-riproduttivo e le normative? L’importante è fare qualcosa… purché sia fatto male. - Ordinanze sindacali creative.
“Tagliate tutto!” – anche se la legge dice il contrario. La legalità è solo un’opinione, giusto? - Fobia del prato naturale.
Avete presente un prato fiorito, pieno di colori, profumi, insetti impollinatori e vita? Erroraccio. Qui si vuole ordine militare e rasaerba ogni 3 giorni. L’erba fiorita a 5 cm? Chiamata affettuosamente “disordine”. Natura, levati. Meglio sprecare carburante e inquinare per togliere i fiorellini che si sono permessi di nascere e abbellire uno squallido parcheggio.
Meno alberi, meno ombra, meno fresco
- Il culto dell’erba da campo da golf.
L’obiettivo finale non è la biodiversità, ma una distesa verde monocroma da far invidia a Wimbledon. Peccato solo che non ci giochi nessuno… neanche gli insetti, che dopo poche ore diventa gialla, secca – morta - Cosa importa di ombra, fresco e belle fioriture
C’è un alberello rigoglioso con una bella chioma che fa ombra? Un oleandro al massimo della sua fioritura? Tagliamo tutto, non sia mai ci attacchino i rami fioriti, ci sia troppa ombra e fresco. Meglio lasciare il deserto, sole, e 4 stecchi di un’estetica molto dubbia.
«Per un futuro meno verde e più asfaltato – dice con l’amaro in bocca Elena Grasso – seguite questi preziosi consigli. Il pianeta ringrazierà… con un silenzioso e definitivo addio».





