Dipinge Caravaggio in appena 8 millimetri, usando un pelo del suo gatto come pennello | MaremmaOggi Skip to content

Dipinge Caravaggio in appena 8 millimetri, usando un pelo del suo gatto come pennello

Stefano Busonero, artista di Porto Santo Stefano, ha riprodotto la Deposizione di Caravaggio sul globo di una moneta da 5 centesimi. Un’impresa di precisione realizzata a mano libera, con colori a olio e uno strumento davvero insolito. Ora sogna il Museo del Quadro Microscopico
La moneta da 5 centesimi con il dipinto e Stefano Busonero con il suo gatto

PORTO SANTO STEFANO. Per dipingere la “Deposizione” di Caravaggio ci vuole un pennello. Per riprodurla su una superficie di appena otto millimetri, invece, può servire qualcosa di molto più sottile: un pelo di gatto infilato nella cavità di un ago da siringa.

È lo strumento con cui Stefano Busonero, artista di Porto Santo Stefano, è riuscito a portare a termine la sua ultima sfida: riprodurre uno dei capolavori di Caravaggio sul piccolo globo raffigurato su una moneta da cinque centesimi.

Un dipinto a olio realizzato interamente a mano libera, su una superficie circolare di appena otto millimetri di diametro.

Quando ha terminato il lavoro, Busonero ha affidato ai social tutta la sua soddisfazione. «Ce l’ho fatta», ha scritto.

Due parole semplici, dopo un lavoro nel quale anche il più piccolo movimento della mano può compromettere il risultato.

E sulla minuscola riproduzione, in basso, è riuscito a inserire persino la firma: «Busonero ’26».

Il pennello è un pelo di gatto infilato in un ago

La particolarità dell’opera non sta soltanto nelle dimensioni. Per dipingere i dettagli della Deposizione, Busonero ha utilizzato un singolo pelo del proprio gatto, inserito all’interno della cavità di un ago da siringa.

Un pennello microscopico, costruito appositamente per intervenire su una superficie sulla quale un normale pennello, anche molto sottile, risulterebbe troppo grande.

L’artista ha lavorato con i colori a olio, servendosi di uno stereoscopio per ingrandire l’immagine e controllare i movimenti.

La difficoltà non è semplicemente quella di dipingere in piccolo. Bisogna riuscire a mantenere riconoscibili le figure, le proporzioni e la composizione dell’opera originale.

Nella Deposizione, Caravaggio raffigura il corpo di Cristo sostenuto da alcune figure mentre viene deposto. È un dipinto caratterizzato da forti contrasti di luce e ombra, espressioni intense e una composizione complessa.

Trasferire tutti questi elementi su un cerchio di otto millimetri richiede un controllo straordinario del gesto pittorico.

Eppure Busonero è riuscito a completare la riproduzione, aggiungendo un altro lavoro alla sua collezione di dipinti microscopici.

Dalla pittura tradizionale ai quadri invisibili a occhio nudo

La passione artistica di Stefano Busonero nasce molti anni fa. Ha cominciato a dipingere nel 1983, dedicandosi inizialmente alla pittura figurativa e ai ritratti.

Poi, con il passare del tempo, ha iniziato a sperimentare formati sempre più piccoli.

Una ricerca che lo ha portato verso una forma d’arte decisamente insolita: la pittura microscopica.

Opere che, per essere osservate nei particolari, richiedono strumenti di ingrandimento e che mettono alla prova non soltanto la capacità artistica, ma anche la pazienza e la precisione manuale.

Per Busonero la miniaturizzazione è diventata una vera specializzazione, tanto da procurargli un riconoscimento già trent’anni fa.

Nel Guinness dei primati con un ritratto di Padre Pio

Nel 1996 il nome dell’artista santostefanese comparve nell’edizione italiana del Guinness dei primati grazie a un ritratto di Padre Pio dalle dimensioni quasi incredibili.

Il dipinto misurava appena 0,30 per 0,35 millimetri ed era stato realizzato sul bordo di una scheda telefonica.

Un’opera talmente piccola da essere difficilmente distinguibile senza un adeguato ingrandimento.

La categoria dedicata al quadro più piccolo del mondo è stata successivamente eliminata dal Guinness, anche per le difficoltà di valutazione e confronto tra opere di questo genere.

Busonero, però, ha continuato a dipingere.

Negli anni ha riprodotto soggetti e capolavori della storia dell’arte, cercando ogni volta nuove soluzioni tecniche per lavorare su superfici sempre più ridotte.

La Deposizione di Caravaggio è l’ultima tappa di questo percorso.

Il sogno di un Museo del Quadro Microscopico all’Argentario

La nuova opera ha anche un significato particolare per il futuro dell’artista.

Busonero vorrebbe infatti realizzare a Porto Santo Stefano un Museo del Quadro Microscopico, uno spazio dedicato alle sue creazioni, dove il pubblico possa conoscere questa particolare forma di pittura.

Un progetto che consentirebbe di raccogliere e valorizzare opere difficili da apprezzare attraverso una semplice fotografia, proprio per le loro dimensioni.

«Un altro passo verso il Museo del Quadro Microscopico di Porto Santo Stefano», ha scritto l’artista annunciando il completamento del lavoro.

Il museo, per il momento, resta un progetto, ma Busonero continua ad arricchire la propria collezione.

E ha invitato chi segue il suo lavoro a condividere la fotografia della nuova opera, per mostrare quanto sia piccola la superficie sulla quale è riuscito a dipingere.

La moneta da cinque centesimi, del resto, è un oggetto che tutti conoscono e che passa quotidianamente di mano in mano.

Difficile immaginare che sul piccolo globo raffigurato su una delle sue facce possa trovare posto un intero dipinto di Caravaggio.

Stefano Busonero ci è riuscito. Con i colori a olio, uno stereoscopio, una mano fermissima e un pelo del suo gatto.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati