FOLLONICA. Lo hanno fermato mentre camminava nel centro di Parma, ignaro che i carabinieri fossero ormai sulle sue tracce. È finita così la fuga del quarto uomo coinvolto nella violenta sparatoria avvenuta due anni fa in un appartamento della zona industriale di Follonica, episodio che aveva acceso i riflettori su una feroce guerra tra gruppi rivali legati allo spaccio di droga.
Il 27enne, senza fissa dimora in Italia e con precedenti per reati legati agli stupefacenti, è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Parma in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto, Giuseppe Coniglio.
Il raid armato nell’appartamento della zona industriale
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo investigativo dei carabinieri di Grosseto e della compagnia di Follonica, il giovane avrebbe preso parte a una vera e propria spedizione punitiva sfociata nel sangue. Gli aggressori, armati di pistola e spray al peperoncino, avrebbero fatto irruzione nell’abitazione dove si trovavano tre connazionali.
Durante l’assalto sarebbero stati esplosi diversi colpi di pistola contro la porta di una camera da letto. Uno dei proiettili colpì alla coscia uno dei ragazzi presenti nell’appartamento, allora ventenne, mentre gli altri riuscirono a salvarsi fuggendo dal balcone e rifugiandosi nell’abitazione accanto.
La guerra per il controllo dello spaccio
Secondo i carabinieri, guidati dal pm Giovanni De Marco, il movente sarebbe riconducibile alla lotta per il controllo delle piazze di spaccio tra Follonica, Castiglione della Pescaia e Piombino, con particolare riferimento al cosiddetto spaccio nei boschi, un mercato della droga radicato nelle aree che si affacciano sulla strada delle Collacchie.
L’indagine, che ha coinvolto anche i carabinieri di Parma e Pisa, avrebbe permesso di smantellare una rete criminale attiva soprattutto nel 2025. Le accuse contestate agli indagati sono pesanti: si va dal tentato omicidio allo spaccio di cocaina, eroina e hashish, passando per rapina aggravata, porto abusivo di armi, lesioni e violazione di domicilio.
Confermata la custodia cautelare
Nei giorni scorsi il 27enne è comparso davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia, assistito dal nuovo difensore, l’avvocato Luciano Picchi.
Al termine dell’udienza il giudice ha confermato la custodia cautelare in carcere per tutti e quattro gli arrestati coinvolti nell’inchiesta.



