Sono i dodici pareggi la reale zavorra del Grifone | MaremmaOggi Skip to content

Sono i dodici pareggi la reale zavorra del Grifone

Mancano 10 turni alla fine del campionato e il Grosseto di Malotti si prepara: buona l’atmosfera ma bisogna stare attenti alle distrazioni e agli errori
I tifosi al Fedini di San Giovanni Valdarno

GROSSETO. Il “Fedini” di San Giovanni Val d’Arno consegna al Grifone, e al suo popolo, due licenze su cui riflettere: difficoltà nel trovare la rete, complessità difensiva sulle palle inattive visto che il vantaggio della Sangiovannese nasce addirittura da una rimessa in gioco con le mani.

Vertici che si annullano andando a sminuire la mole di gioco sviluppata e facendo scattare di nuovo la regola del pareggio arrivata a quota 12 (4 interni). Un numero talmente alto che offusca leggermente quello zero alla casella delle sconfitte esterne, unico del girone E, da dividere solo con il Trapani (I).

Distrazioni ed errori 

Questo aspetto, radicato dalla seconda di campionato col Livorno, non si riesce a cancellare ed è diventato il karakiri stagionale principalmente con le così dette piccole dove il Grifone, in vantaggio o andato sotto, ha sempre dannatamente faticato proprio per colpa di distrazioni d’insieme o errori singoli. In mezzo pali, traverse, espulsioni, fuorigioco inesistenti, a complicare il panorama.

Con l’arrivo di Malotti, comunque, qualcosa si è smosso a livello generale creando, in positivo, una nuova atmosfera fuori e dentro il terreno di gioco. In poco tempo il nuovo tecnico ha rimesso in moto motivazioni, carattere e rigenerato pedine, che apparivano spente. Senza toccare l’aspetto tattico, che poco gli interessa, Malotti sta scavando nelle profondità del gruppo alla ricerca di quelle rughe poco eleganti capaci di mortificare e invecchiare un viso luminoso e certamente bello, e giovane, come quello del Grifone.

Progressi da mantenere per le prossime gare

Un’operazione iniziata poche settimane fa, difficile e complicata. Il “Fedini”, comunque, ha confermato i progressi già visti, li ha allargati, consegnando al popolo una squadra dalla schiena dritta, che segue i comandamenti dell’allenatore aggiungendo grinta e agonismo.
A 10 turni dalla fine del campionato, dunque, questo nuovo paesaggio conforta l’ambiente portandolo ad essere ottimista per quella variazione tanto sospirata, inseguita ma sempre sfuggita come una dispettosa anguilla. Andando verso il Figline, Malotti e il suo team semineranno nuove rose, poteranno rami secchi, innaffieranno la terra dello spogliatoio. Il popolo si augura di vedere altri frutti spuntare allo Zecchini per morderli con gusto.

Riproduzione riservata ©

Condividi su

Articoli correlati