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Si inietta morfina, infermiere arrestato

Il 42enne ha spiegato al giudice di averlo fatto per riuscire a dormire: è stato scarcerato e sospeso dal lavoro per 12 mesi. Prendeva le fiale dalla cassaforte del reparto nel quale lavorava
Il tribunale di Grosseto
Il tribunale di Grosseto

GROSSETO. Aveva accesso, ogni volta che era in turno nel suo reparto, alla cassaforte dove venivano conservati gli stupefacenti. Morfina in testa. E quando lo stress per il lavoro che l’uomo aveva cominciato a non sostenere più dopo il Covid è diventato sempre più difficile da gestire, ha imboccato quella che ha ritenuto essere la strada più semplice: utilizzare proprio quella morfina per dormire

«Se avessi utilizzato altri farmaci di più libero accesso – ha spiegato al giudice – ne sarei diventato dipendente». Così invece, essendo le fiale di morfina controllate dall’ospedale, l’uomo era convinto di poter gestire la situazione, assumendo poca sostanza senza farsi sorprendere. 

Venerdì 17 marzo, un infermiere di 42 anni dell’ospedale di Grosseto, è stato portato nel carcere di via Saffi, con l’accusa di falso commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici e peculato

«Ne ho bisogno per dormire»

L’infermiere prelevava le fiale dalla cassaforte, ne iniettava una parte ai pazienti che avevano bisogno di cure, un’altra la teneva per sé. Poi, sul registro, scriveva che quei farmaci li aveva somministrati ai pazienti. Ma a molti di loro, non erano mai stati prescritti. 

All’ospedale, da gennaio, quando sono cominciati gli ammanchi di morfina, il sospetto che qualcuno la prendesse dalla cassaforte ha cominciato a serpeggiare e così è partita la segnalazione alla Procura. 

Il 42enne ha ammesso di aver preso quelle fiale e di aver quindi utilizzato morfina per una paio di mesi. 

Interrogato dal giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna, l’infermiere ha risposto, spiegando di aver cominciato ad assumere morfina a causa del forte stress patito dopo il Covid. E di averlo fatto, soprattutto, per riuscire a dormire. Aveva scelto la morfina – ha spiegato – perché gli altri farmaci creano dipendenza

Scatta la sospensione per 12 mesi

Difeso dall’avvocato Alessandro Giraudo, il 42enne è stato scarcerato. La sostituta procuratrice Valeria Lazzarini, che ha coordinato le indagini dei carabinieri della Procura, che venerdì mattina, in ospedale, hanno sorpreso l’uomo dopo che si era iniettato la morfina,  aveva chiesto che l’uomo restasse in carcere. 

Il giudice ha disposto la sospensione dell’infermiere dal suo posto di lavoro per 12 mesi

I carabinieri hanno sequestrato il cellulare dell’uomo e hanno fatto una perquisizione a casa sua dove non sarebbero state trovate altre fiale di morfina. L’infermiere, la sostanza, quindi, la assumeva per sé. Ora, insieme all’avvocato Giraudo, il 42enne cercherà di seguire un percorso di recupero. 

Autore

  • Francesca Gori

    Redattrice di MaremmaOggi. Da bambina avevo un sogno, quello di soddisfare la mia curiosità. E l'ho realizzato facendo questo lavoro, quello della cronista, sulle pagine di MaremmaOggi Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma

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