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Serate audaci e originali: questa è la shikkeria

Gli eventi del circolo arci Khorakhanè hanno un unico obbiettivo: creare un punto di ritrovo per la comunità LGBTQ+ e per tutti, dove l’unione è la parola chiave
Da sinistra: Roberta Gatta, Salvatore Bencivenga e Andrea Nannerini

GROSSETO. Aprire la mente, trovare idee per creare qualcosa di unico e che unisce e non divide: questo è lo spirito che c’è dietro a tutti gli eventi della shikkeria, una serata arcobaleno del circolo arci Khorakhanè piena di felicità, voglia di riunirsi e divertirsi.

Le serate potrebbero sembrare eccessive, ma è la parte che le fa diventare emozionanti e originali.

«Per le idee ci troviamo tutti insieme e ragioniamo su cosa vogliamo proporre – dice Salvatore Bencivenga, direttore artistico del circolo – Il nostro obiettivo è creare un punto di ritrovo per la comunità LGBTQ+ e per tutti. Non ci sono più serate come l’enjoy a Grosseto e abbiamo deciso di creare una serata noi, per provare a creare un punto di incontro per tutta la provincia».

Venerdì 23 febbraio ci sarà una serata dedicata allo shibari, un’antica tecnica di legatura giapponese, e alla pole dance. Una serata audace con performance fuori dall’ordinario e con due dj set diversi.

«Volevamo portare degli artisti che parlassero con il corpo sul nostro palco – dice Salvatore – e la nostra idea è quella di stare allo scoperto tutti insieme, per questo le nostre serate stanno andando nel verso giusto».

La locandina dell’evento

La shikkeria, un’esperienza fuori dal comune

Le serate al Korakhanè sono indimenticabili: Miss Frociarola, dj set, discussioni su Sailor Moon e sushi.

«Per la serata del 23 febbraio abbiamo volto spingerci oltre ed esplorare nuove tematiche – dice Roberta Gatta, volontaria del circolo arci – le chiavi di lettura di tutti i nostri eventi è il divertimento e l’assenza di vergogna. Proviamo a riunire una comunità in modo propositivo e originale, in un posto aperto a tutti. E poi portiamo tante proposte per una società migliore».

La comunità LGBTQ+ ha su di sé ancora molti pregiudizi. «Sono molto soddisfatto delle serate, sono belle e intriganti, ma ci sono alcuni problemi che riguardano l’apertura mentale della città – dice Andrea Nannerini, direttore artistico del circolo – e la comunità è sempre schiacciata dagli standard di questa società».

«Abbiamo creato la shikkeria perché i ragazzi e le ragazze dell’ambiente queer cercavano un posto dove riunirsi. Il nostro ambiente è collettivo, inclusivo e d’espressione – continua – e spero che potremo andare avanti con questi eventi, che puntano all’unione e anche al dibattito».

Salvatore e il circolo Khorakhanè stanno organizzando qualcosa di speciale. «Stiamo provando a portare questo format anche nelle discoteche, per creare qualcosa come in Versilia e che porti tanta gente anche da fuori, ma non c’è ancora niente di certo – dice – insomma proviamo a dare continuità alle nostre serate».

«Siamo soddisfatti della shikkeria e nel tempo abbiamo avuto un’ottima risposta dai clienti e finalmente riempiamo uno spazio vuoto – conclude – tutto questo è grazie al circolo arci Khorakhanè, che ci ha dato la possibilità di creare qualcosa e la loro fiducia».

Le idee dietro la shikkeria

Per creare le serate i volontari del circolo e i direttori artistici si trovano e iniziano a confrontarsi. «Mi piace far parte di qualcosa di diverso e proponiamo veramente tante serate musicali, fra punk, jazz e indie – dice Roberta – L’unica cosa è che speriamo di farci conoscere sempre di più, perché sono eventi che meritano. Amo far parte del Khorakhanè, perché la comunità mi ha adottata appena sono arrivata, ovvero dal 2016».

«Prendiamo idee da tutti, ci piace prendere spunti e ascoltare ogni proposta – dice Andrea – Insomma abbiamo creato un ambiente dove siamo molto aperti e creiamo qualcosa di speciale insieme».

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