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Sei in debito con il Comune? Puoi pagare con la pulizia delle strade

Il baratto amministrativo arriva anche a Grosseto. In adozione in Consiglio la posposta avanzata dall’associazione Grosseto al Centro. Ecco come funziona
Carlettini e Della Negra
I promotori dell’iniziativa, Matteo della Negra (a sinistra) e Roberto Carlettini

GROSSETO. Dopo 7 anni, numerosi appelli e una raccolta di 1.500 firme, l’adozione del baratto amministrativo approda in Consiglio comunale. La proposta era partita da Matteo Della Negra e Roberto Carlettini dell’associazione Grosseto al centro (Gac), che aveva promosso una petizione popolare nel 2015, rilanciata nel 2016, due volte nel 2018, poi nel 2019 e nel 2021.

Domani, giovedì 3 novembre, infatti, è convocata la 1° Commissione consiliare con all’ordine del giorno una mozione per introdurre il baratto amministrativo, presentata il 24 ottobre, dal consigliere Valerio Pizzuti per il gruppo Liberali, riformisti e socialisti e dal consigliere Amedeo Gabbrielli del gruppo Forza Italia – Ppe, presidente della commissione.

Se la proposta viene approvata, il passaggio successivo è il Consiglio comunale per il varo definitivo di un provvedimento che sarebbe di aiuto alle famiglie in difficoltà, in un momento di pesante crisi economica. Non solo, ma avrebbe un’importante ricaduta contro il degrado urbano, oltre a rappresentare anche un vantaggio per il Comune che recupera così crediti inesigibili. 

In Maremma è già in vigore a Follonica e Roccastrada, in Toscana a Massarosa (Lu), il primo in Toscana, Pescia (Pt), Arezzo.

Che cos’è il baratto amministrativo?

Il baratto amministrativo consente, infatti, a persone in difficoltà economica di “pagare” alcune tasse comunali (ad esempio la tassa sui rifiuti) svolgendo lavori utili per la collettività come la cura delle aree verdi, la pulizia delle strade, l’imbiancatura delle aule scolastiche, piccoli lavori di manutenzione.

Si accede in base a una graduatoria che considera fattori come l’Isee, la condizione di disoccupazione, il numero dei componenti del nucleo familiare, la presenza di persone con disabilità, i genitori soli con minori a carico

La validità del baratto amministrativo è testimoniata dalla sua adozione in grandi comuni, come Milano, Ferrara, Varese, Cuneo, Oristano, Bari, e in piccole realtà come appunto Pescia o Leggiuno, sul Lago Maggiore.

Necessario il regolamento comunale. Ecco quello proposto nel 2016 da Grosseto al centro

Il Comune che adotta il baratto amministrativo, da parte sua, deve varare un regolamento per stabilire la cifra da destinare alla copertura delle imposte non pagate e “rese” attraverso lavori di pubblica utilità, oltre a dettagliare il valore economico delle ore di lavoro effettuate per conto del Comune stesso.

Nel caso di Grosseto era stato proposto da Gac già nel 2016, messo a punto con l’analisi di circa 20 regolamenti di grandi città e piccoli comuni che già avevano adottato il baratto amministrativo e con il confronto diretto con altre amministrazioni comunali, tra cui Massarosa. «Da quell’analisi e dall’esperienze maturate Gac aveva redatto una bozza di regolamento per il Comune di Grosseto, più volte proposta alla precedente amministrazione Vivarelli Colonna, con l’indicazione in rosso dei termini ampiamente modificabili per una prima migliore sperimentazione da parte del Comune», scrivono Della Negra e Carlettini.

Il rammarico dei Gac per le 1.500 firme “scomparse” dalla petizione

«Dispiace che nel testo della mozione di Valerio Pizzuti e Amedeo Gabbrielli non si citino i 1.500 grossetani che nel 2015 avevano firma la petizione da noi promossa, affinché un tale importante strumento sociale venisse adottato nella nostra città. Ad ogni modo la mozione, se approvata, impegnerà il sindaco e la giunta a introdurre il baratto amministrativo alle condizioni che l’Amministrazione comunale riterrà necessarie e utili», aggiungono.

L’appello ai consiglieri comunali

Grosseto al centro invita tutti i consiglieri comunali a implementare l’atto di prossima discussione con la proposta di regolamento comunale stilata dall’associazione. «Nell’augurare buon lavoro al Consiglio comunale, rinnoviamo la nostra disponibilità a un dialogo finalizzato a concretizzare quanto prima, e nel modo più utile possibile, questo importante strumento di aiuto economico e sociale per le famiglie grossetane in difficoltà», concludono della Negra e Carlettini.

 

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