Schianto sulla Voltina: disposta l’autopsia, la vedova trasferita alle Scotte | MaremmaOggi Skip to content

Schianto sulla Voltina: disposta l’autopsia, la vedova trasferita alle Scotte

Indagini sulle cause dell’incidente vicino ad Arcille: il 70enne potrebbe aver avuto un malore mentre era alla guida
I soccorsi sulla Voltina per il tragico incidente

CAMPAGNATICO. Un impatto violento, nel primo pomeriggio di lunedì 27 aprile, lungo una strada di campagna. Poi i soccorsi, la corsa in ospedale e, nelle ore successive, il trasferimento urgente alle Scotte di Siena per la donna rimasta ferita. È il drammatico bilancio dell’incidente avvenuto sulla provinciale Voltina, nel territorio di Campagnatico, costato la vita a Giorgio Donato, 70 anni.

La moglie, che viaggiava accanto a lui al momento dello schianto, dopo un primo ricovero all’ospedale Misericordia di Grosseto è stata trasferita a Siena, dove resta sotto osservazione.

Resta intanto a disposizione dell’autorità giudiziaria la salma dell’uomo: sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso e a verificare se all’origine dell’incidente possa esserci stato anche un malore improvviso, possibile concausa del frontale.

Coinvolte altre due persone: non sono in pericolo di vita

Nello scontro frontale sono rimasti coinvolti anche altri due automobilisti, un uomo e una donna, che viaggiavano sull’auto proveniente dalla direzione opposta.

Entrambi hanno riportato fratture e traumi, ma non sono in pericolo di vita. I soccorsi sono stati immediati e sul posto sono intervenuti i mezzi di emergenza del 118.

L’incidente nel primo pomeriggio di lunedì

L’impatto si è verificato intorno alle 14.10 di lunedì, lungo un tratto della strada provinciale Voltina, arteria che attraversa una zona rurale del territorio comunale di Campagnatico.

La dinamica dell’incidente è ancora in fase di ricostruzione.

Chi era Giorgio Donato

Giorgio Donato viveva in località Sant’Antonio, in una zona di campagna caratterizzata da poderi e aziende agricole.

Aveva dedicato tutta la sua vita al lavoro nei campi, dividendo le sue giornate tra il proprio podere e l’attività come trattorista per aziende del territorio. Nel corso degli anni aveva lavorato anche nella cura dei vigneti.

Una vita semplice, scandita dal lavoro e dagli affetti familiari. Chi lo conosceva lo descrive come un uomo riservato, tranquillo e profondamente legato alla famiglia.

Il cordoglio della comunità

La notizia della sua morte ha colpito profondamente la comunità locale. In queste ore amici, conoscenti e residenti si stanno stringendo attorno alle figlie della coppia, travolte da un dolore improvviso.

Un’intera comunità che si ritrova unita nel ricordo di un uomo che aveva fatto della dedizione al lavoro e alla famiglia il centro della propria esistenza.

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