Sanità, il sindaco: «Così non va, torniamo all'Asl provinciale» | MaremmaOggi Skip to content

Sanità, il sindaco: «Così non va, torniamo all’Asl provinciale»

Dal 2 al 6 aprile ecco la settimana della salute. L’ultimo giorno il meeting agli Industri sulla sanità in Maremma. Parla il sindaco: «Il sistema così organizzato non funziona»
Dal 2 al 6 aprile ecco la settimana della salute. Il sindaco parla chiaro: «Torniamo all'Asl provinciale»
Dal 2 al 6 aprile ecco la settimana della salute. Il sindaco parla chiaro: «Torniamo all’Asl provinciale»

GROSSETO. Dopo Pasqua inizia la settimana della salute. Sono cinque giorni di grandissimo interesse, che culminano nel meeting regionale del 6 aprile al teatro degli Industri. Nel corso del quale il Comune, attraverso il sindaco, presenterà i risultati del sondaggio fra i cittadini sulla soddisfazione dell’intero sistema sanitario maremmano.

Sono arrivati, al momento, circa 230 contributi (anonimi) concreti, ma è ancora possibile mandare la propria opinione, cliccando su QUESTO LINK.

Dei risultati del sondaggio si parlerà, quindi, nel corso del meeting del 6. Ma i problemi non sono pochi

Tanto che il sindaco, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, lancerà, nell’occasione, una provocazione. Che poi tanto provocazione non è: «Il sistema così com’è non va – ci dice -, anche perché Grosseto è penalizzata rispetto a Siena ed Arezzo. La soluzione è tornare alla Asl provinciale che, in questo modo, sarebbe anche assai più vicina ai cittadini».

Settimana della salute, volontari e giovani protagonisti

I primi quattro giorni della settimana della salute, dal 2 al 5 aprile, vedono una serie di appuntamenti dedicati al mondo del volontariato e ai giovani.

«Si tratta di una serie di appuntamenti di spessore – spiega il sindaco – dedicati al mondo del volontariato e ai problemi dei giovani. Parleremo di prevenzione, di educazione alla salute, di nutrizione, di sport, di benessere mentale. Dopo il Covid tanti problemi si sono acuiti nel mondo giovanile e questa è l’occasione per parlarne e per cercare delle soluzioni. Al punto che vorrei che questo appuntamento della settimana della salute diventasse annuale».

Il programma

  • Martedì 2 aprile – Piazza Dante (10-18) – L’impegno dei volontari. Saranno coinvolte le associazioni di tipo volontaristico che operano nell’ambito sanitario. Ogni realtà avrà il proprio gazebo. Protagoniste le associazioni di volontariato che collaborano con il mondo della sanità. Insomma, il volontariato che arriva laddove la sanità non riesce. Saranno presenti anche ambulatori mobili per screening gratuiti.
  • Mercoledì 3 aprile – Piazza Dante (dalle 10) e Teatro degli Industri (10-12) – Con il coinvolgimento delle scolaresche del territorio, il teatro degli Industri ospiterà i convegni dedicati alla Giornata della prevenzione e dell’educazione alla salute.
  • Giovedì 4 aprile – Piazza Dante (dalle 10) e Teatro degli Industri (10-12)  – Giornata della nutrizione e dello sport.
  • Venerdì 5 aprile – Piazza Dante (dalle 10) e Teatro degli Industri (10-12)  – Giornata del Benessere mentale.
  • Sabato 6 aprile – Teatro degli Industri (8,45-13,30) – Meeting conclusivo agli Industri con i vertici regionali e locali istituzionali e di settore. Oltre al sindaco Vivarelli Colonna ci saranno l’assessore regionale alla salute, Simone Bezzini, il direttore generale dell’Asl, Antonio D’Urso, il presidente del Coeso, Marcello Giuntini, il vicepresidente della commissione sanità della Regione, Andrea Ulmi e il primario di chirurgia, dottor Andrea Coratti.

Il sondaggio fra i cittadini

I risultati saranno illustrati nel corso del meeting del 6.

Ma fra i temi più sentiti ci sono le problematiche degli anziani, che non trovano nel sistema le giuste risposte, la lunghezza delle liste di attesa, il tema dell’autismo ma anche la sensazione fra i cittadini maremmani di vivere in una zona penalizzata, almeno rispetto alle altre realtà del territorio dell’Asl. In sostanza, i maremmani si sentono di serie B rispetto a Siena ed Arezzo.

«L’impressione che ci sia uno squilibrio è evidente – dice ancora il sindaco -. Purtroppo quando la gestione abbraccia territori sempre più grandi, con accorpamenti, magari si possono fare economie di scala, ma si perde il contatto con l’utente finale. Per questo ribadisco che, bilanci alla mano, la soluzione è tornare a separare la gestione della sanità fra le province. Succede anche nel contesto del sociale qualcosa di simile, basti pensare all’intenzione delle Colline Metallifere e dell’Amiata di uscire dal Coeso per restare autonomi».

Cos’è che non funziona nell’Asl che abbraccia tre province?

«Mi pare evidente che il sistema organizzato a “setting” sia un fallimento. Peraltro Grosseto soffre di una “migrazione” di competenze superiore ad altri posti. I migliori stanno poco, poi cercano sistemazioni altrove. Non si viene volentieri a Grosseto e questa è una situazione da affrontare. Sono certo che in un contesto più piccolo, più vicino ai cittadini, si possano trovare risposte migliori».

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