Sanità Maremma, Pci contro Giani sulla delibera 901 | MaremmaOggi Skip to content

Sanità, Giani difende la riforma contestata dai sindaci. Il Pci: «Decide tutto il Governatore»

Il presidente della Regione giudica corretta la riorganizzazione chirurgica dell’Asl Toscana Sud Est. I comunisti grossetani attaccano: «Rischia di essere cancellato il lavoro fatto dai sindaci». Al centro dello scontro la delibera 901 e il futuro degli ospedali della provincia
I cinque ospedali dell'Asl Sud Est: Grosseto al centro, a sinistra Orbetello e Pitigliano, a destra Massa Marittima e Castel del Piano
I cinque ospedali dell’Asl Sud Est: Grosseto al centro, a sinistra Orbetello e Pitigliano, a destra Massa Marittima e Castel del Piano

GROSSETO. Da una parte ci sono i sindaci della Maremma che, dopo settimane di polemiche e preoccupazioni per il futuro degli ospedali della provincia, hanno trovato una posizione comune e chiesto di fermare l’attuazione della riorganizzazione chirurgica fino alla conclusione di un confronto con la Regione e l’Asl. Dall’altra c’è il presidente della Toscana Eugenio Giani, che considera quella riorganizzazione un provvedimento corretto, tanto da indicarne il modello come applicabile anche alle altre aziende sanitarie.

In mezzo ci sono cinque ospedali, migliaia di cittadini e una delibera, la numero 901 del 28 agosto 2026, che continua a dividere il mondo politico e istituzionale grossetano.

A riaccendere lo scontro è il Partito comunista italiano di Grosseto, con un intervento firmato dal segretario provinciale Daniele Gasperi, che prende spunto dalla nomina del nuovo direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est, Dario Rosini, per rivolgere una critica durissima alla Regione.

Il timore espresso dal Pci è che il percorso di confronto avviato dai sindaci finisca per non incidere sulle decisioni già assunte. «Non vorremmo che il Patto della Maremma diventi il Patto del Governatore», scrive Gasperi.

Giani difende la delibera 901: «Il provvedimento è corretto»

A provocare la reazione dei comunisti sono soprattutto le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione in occasione della presentazione del nuovo direttore generale. Parlando della riorganizzazione chirurgica, Giani ha definito il progetto un modello di razionalizzazione dei costi e dei benefici, sostenendo che potrà essere valido per tutte le Asl toscane.

«Riteniamo che il provvedimento sia assolutamente corretto», ha dichiarato il presidente. Parole che assumono un significato particolare perché arrivano dopo settimane di contestazioni e, soprattutto, dopo la riunione del 29 settembre, quando i sindaci delle due zone-distretto della provincia di Grosseto avevano raggiunto una posizione unitaria sul futuro della sanità maremmana.

Per il Pci, quelle dichiarazioni rischiano di anticipare l’esito di un confronto che dovrebbe invece essere ancora aperto.

È però necessario distinguere la valutazione politica espressa da Giani da un eventuale atto amministrativo: il presidente non ha annunciato, in quelle dichiarazioni, l’immediata attuazione della delibera né la chiusura del confronto con i territori.

Il documento dei sindaci e l’apertura di Monni

Il 29 settembre, al termine della Conferenza congiunta delle due zone-distretto grossetane, gli amministratori avevano concordato sulla necessità di non dare attuazione alla riorganizzazione chirurgica prevista dalla delibera 901 prima della conclusione di un confronto approfondito.

Il documento condiviso prevedeva l’apertura di un tavolo con Regione e Asl, l’esame dei dati relativi all’attività ospedaliera e la costruzione di un Patto per la salute della Maremma, capace di affrontare non soltanto la chirurgia, ma l’intera organizzazione dei servizi sanitari provinciali.

Una posizione che aveva trovato il sostegno dell’assessora regionale alla sanità Monia Monni, che aveva dichiarato di condividere la richiesta dei sindaci, sottolineando la necessità di proseguire il percorso di concertazione prima dell’attuazione della riorganizzazione.

La delibera, tuttavia, non risulta formalmente ritirata. E non emerge, dagli atti finora disponibili, un successivo provvedimento aziendale che ne disponga espressamente la sospensione. È proprio in questo spazio, tra l’impegno al confronto e la permanenza del provvedimento, che si inserisce la polemica del Pci.

Gasperi: «Il lavoro dei sindaci rischia di essere superato»

Secondo il segretario provinciale dei comunisti, le parole di Giani metterebbero in discussione il percorso costruito dagli amministratori locali, indipendentemente dalla loro appartenenza politica.

«Le decisioni e gli impegni emersi dalla Conferenza dei sindaci del 29 settembre scorso – sostiene Gasperi – vengono così superati dalle parole e dal libero arbitrio del Governatore della Toscana, che smentisce il lavoro svolto dalle istituzioni territoriali, amministratori sia di centrodestra che di centrosinistra».

Il Pci ricorda anche la richiesta di ritiro della delibera avanzata in precedenza da dieci Comuni e dalle organizzazioni sindacali, ritenendo che la posizione del presidente regionale possa vanificare quelle istanze. «È come assistere a un teatro dell’assurdo», scrive Gasperi, descrivendo una situazione nella quale, a suo giudizio, gli impegni assunti rischiano di essere rimessi continuamente in discussione.

Si tratta di una lettura politica del segretario provinciale: allo stato attuale non risulta un provvedimento formale della Regione che respinga il documento approvato dai sindaci il 29 settembre.

Il futuro degli ospedali di Massa Marittima, Orbetello e Castel del Piano

La questione, per il Pci, non riguarda soltanto i rapporti tra Regione e amministrazioni comunali, ma soprattutto le conseguenze che la riorganizzazione potrebbe avere sui servizi sanitari.

Nel suo intervento Gasperi richiama la situazione del Misericordia di Grosseto e dei presidi di Massa Marittima, Orbetello, Castel del Piano e Pitigliano, descrivendo un sistema nel quale l’ospedale provinciale sarebbe sempre più sotto pressione mentre quelli delle aree periferiche avrebbero progressivamente perso personale, posti letto e servizi.

Secondo il segretario del Pci, il Misericordia risentirebbe dell’aumento degli accessi dai Comuni limitrofi e della maggiore presenza di utenti durante la stagione estiva. Per gli altri ospedali, invece, Gasperi denuncia un processo di ridimensionamento che, a suo giudizio, rischierebbe di trasformare i presidi delle aree interne in strutture prevalentemente ambulatoriali.

Sono valutazioni e criticità segnalate dal Pci, che richiederebbero un confronto con i dati aggiornati dell’Asl su personale, posti letto, attività e servizi effettivamente garantiti nei singoli ospedali.

La preoccupazione dei comunisti è che la delibera 901 finisca per consolidare questa situazione, anziché correggerla.

Le 2.500 firme e la mobilitazione di Massa Marittima

Nel comunicato Gasperi richiama anche la mobilitazione che ha accompagnato il dibattito sanitario negli ultimi mesi, citando 2.500 firme raccolte per il Distretto e la mozione approvata all’unanimità dal consiglio comunale di Massa Marittima.

Due iniziative che, secondo il Pci, dimostrano quanto la questione sanitaria sia sentita dai cittadini e quanto sia importante non disperdere il percorso di confronto avviato sul territorio.

«È impensabile proseguire su una strada di svuotamento dei servizi dopo che il dibattito e il confronto avevano portato a un percorso di condivisione», sostiene Gasperi.

Rosini arriva il 12 ottobre, ma per il Pci la strategia è già decisa

L’intervento dei comunisti arriva a pochi giorni dall’insediamento del nuovo direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est, Dario Rosini, nominato con decreto firmato il 6 ottobre e atteso alla guida dell’azienda dal 12 ottobre. Rosini subentra a Marco Torre, chiamato a dirigere il settore regionale della sanità, del welfare e della coesione sociale dopo circa diciotto mesi alla guida dell’azienda sanitaria.

È proprio durante la gestione Torre che è stata approvata la delibera 901, oggi al centro delle contestazioni.

Il Pci rivolge al nuovo direttore generale un augurio di buon lavoro e sottolinea positivamente le sue origini grossetane, auspicando che questa conoscenza del territorio possa aiutarlo a comprendere le difficoltà degli ospedali della provincia. Ma, contemporaneamente, esprime il timore che il margine di intervento del nuovo dirigente sia limitato da una strategia già definita a livello regionale.

È questa la sostanza dell’accusa contenuta nel titolo scelto dallo stesso Pci per il comunicato: «Nominato il nuovo direttore generale Asl, ma è Giani che decide la strategia».

La domanda che resta aperta

Il nodo, adesso, è capire quale sarà il percorso effettivo della riorganizzazione. La delibera 901 è ancora il riferimento programmatorio dell’Asl Toscana Sud Est, mentre i sindaci hanno chiesto che non venga attuata prima della conclusione del confronto e l’assessora Monni ha condiviso la necessità della concertazione.

Giani, dal canto suo, ne ha difeso pubblicamente l’impostazione.

Non è ancora possibile stabilire se queste posizioni porteranno a modifiche sostanziali del progetto oppure a una conferma dell’assetto previsto ad agosto.

Per il Pci il rischio è già evidente: che il confronto con la Maremma diventi soltanto un passaggio formale.

Per i sindaci e per il nuovo direttore generale, invece, la prova concreta arriverà quando sarà necessario trasformare gli impegni al dialogo in decisioni sui servizi, sul personale e sul futuro degli ospedali della provincia.

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