Rapina con il coltello sulle Mura: due anni e due mesi a un 19enne | MaremmaOggi Skip to content

Rapina con il coltello sulle Mura: due anni e due mesi a un 19enne

A Grosseto la notte della Cavallerizza: volto coperto e minacce per 25 euro e sigarette. Il giovane ha patteggiato la pena
Una volante della polizia sulle Mura

GROSSETO. Aveva il volto coperto da uno scaldacollo e un coltello in mano. È bastato quello per trasformare una serata qualunque in un momento di paura. Sulle Mura di Grosseto, nella zona della Cavallerizza, erano da poco passate le 22.30 del 25 ottobre del 2024 quando un ragazzo si è trovato davanti un coetaneo che gli ha sbarrato la strada.

Non c’è stata una vera discussione. Solo una richiesta secca, accompagnata dalla lama: consegna i soldi.

Il coltello e la paura

Il giovane ha tirato fuori un coltello a farfalla, lungo più di venti centimetri, e lo ha puntato contro la vittima. 

Il portafogli è stato aperto sotto minaccia. Dentro c’erano pochi contanti, 25 euro, qualche spicciolo. Non è bastato. Poco dopo, sempre con il coltello in mano, ha chiesto anche le sigarette. Otto in tutto.

Un bottino minimo, ma sufficiente a lasciare addosso a chi lo ha subito una paura difficile da dimenticare.

L’intervento immediato delle volanti

La chiamata alle forze dell’ordine è partita subito dopo. Le pattuglie della polizia erano già in zona e sono arrivate in pochi minuti. Raccolte le prime informazioni, si sono messe alla ricerca del responsabile.

Il ragazzo è stato rintracciato poco distante, insieme ad altri giovani. Durante i controlli, il coltello è stato consegnato e sequestrato.

Il processo e il patteggiamento

Il responsabile, un grossetano di 19 anni all’epoca dei fatti, è stato poi identificato e portato a processo.

Davanti al giudice Marco Mezzaluna (pm Valeria Lazzarini) ha scelto la strada del patteggiamento, chiudendo la vicenda con una condanna a due anni e due mesi di reclusione, oltre a 1000 euro di multa. Il 19enne ha avviato un percorso di recupero volontario.

Nella valutazione hanno pesato da un lato la giovane età e la disponibilità al risarcimento, dall’altro elementi come il volto coperto e l’uso del coltello, che hanno qualificato il fatto come rapina aggravata.

Una notte che resta

La vicenda si chiude così, con un patteggiamento. Ma resta il ricordo di quella notte, di un incontro durato pochi minuti e della sensazione di vulnerabilità che lascia addosso.

Perché, al di là dei numeri e delle carte del processo, è lì che si misura davvero il peso di una storia come questa.

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