Qualità della vita a Grosseto, l'analisi dal 1990 al 2023. 6 settori, tutti in calo Skip to content

Qualità della vita a Grosseto, l’analisi dal 1990 al 2023. 6 settori, tutti in calo

Nostra elaborazione dei dati del Sole 24 Ore dal 1990 al 2023, settore per settore. Le reazioni. Il Pd conia l’hastag #eribellagrosseto
Qualità della vita a Grosseto - I dati del 2023, per ogni macroarea.
Qualità della vita a Grosseto – I dati del 2023, per ogni macroarea

GROSSETO. Il tonfo di Grosseto, si intende la provincia sia chiaro, nella classifica nazionale del Sole 24 Ore sulla qualità della vita sta portando numerose reazioni. E se c’è chi dice, e sotto certi aspetti ha anche ragione, che in Maremma si sta benissimo, ci sono comunque indicatori che fanno preoccupare.

Molti dei 90 parametri presi in esame dal Lab24 del quotidiano economico di Confindustria, divisi in 6 aree tematiche, tracciano una strada in discesa

Ma è interessante vedere come questi dati sono cambiati in 33 anni di classifiche del Sole 24 Ore, che ha pubblicato la relazione sulla qualità della vita per la prima volta nel 1990. Per Grosseto ci sono variazioni sorprendenti.

33 anni di dati, nelle 6 macroaree

Abbiamo fatto un’elaborazione dei dati, a partire dal 1990, primo anno in cui Lab24 del Sole 24 Ore ha pubblicato le classifiche. Sono 33 anni di indici. nelle 6 macroaree.

Grafico 1 – L’indice qualità della vita

Il primo grafico riguarda l’andamento dell’indice complessivo, dal 1990 (20) al 2023 (74). L’anno migliore è stato il 1995 (4), fino al 2015 l’indice è stato nelle prime 40 posizioni. L’anno peggiore il 2019 (79).

 

Grafico 2 – L’indice ricchezza e consumi

È l’unico grafico che, complessivamente, cresce un po’ e risale nel 2023 rispetto ai dati 2017-2022. L’anno migliore è stato il 2016 (33), il peggiore il 1994 (78).

Grafico 3 – L’indice affari e lavoro

Grafico molto altalenante, dopo il buon 16° posto del 2020, ecco il dato peggiore (80°) nel 2021, ma sono gli anni del Covid, non va dimenticato. Il dato migliore nel 2007.

Grafico 4 – L’indice giustizia e sicurezza

Qui le cose da qualche anno non vanno bene, dal 2017 siamo sotto al 60° posto, con gli ultimi due al 99°.

Grafico 5 – L’indice demografia e società

Dopo il crollo al 105° posto del 2018, la risalita (42°) nel 2019, ma nel 2023 di nuovo 87°. L’anno migliore il 2009, 3° posto in Italia, peraltro dopo numerosi anni nei primi 20 posti.

Grafico 6 – Ambiente e servizi

Dopo il tonfo del 2004 al 98° posto c’è stata una crescita costante di questa macroarea, interrotta nel 2023. Ma resta la migliore per la Maremma-

Grafico 7 – Cultura e tempo libero

Grosseto era scesa al 60° posto nel 2017, poi la poderosa risalita al 7°. Da 3 anni stiamo di nuovo perdendo posizioni. L’anno migliore il 2005, con il 6° posto in Italia.

Limatola: «Segnali preoccupanti sui quali riflettere»

Il presidente della Provincia, Francesco Limatola, parla di segnali preoccupanti. Ma anche di una risposta che va data, senza nascondere la testa sotto alla sabbia.

«Bisogna credere nei dati e avere fiducia nell’analisi attenta sulla qualità della vita che Il Sole 24Ore ci propone ogni anno. Questa è la prima constatazione che mi sento di avanzare con franchezza. Le tendenze preoccupanti che già da tempo fotografano la nostra realtà locale attraversando infatti quasi tutti i segmenti definiti dall’indagine. Va molto male, anche se la percezione individuale non è così drammatica come ce la rappresentano le graduatorie».

«E allora? Ritengo sia, già da molto, venuto il tempo di affrontare i vari punti critici unendo le volontà comuni di vivere bene, di offrire qualità ai nostri figli e ai nostri ospiti. La chiave, come in molte altre cose, è raccogliere la forza che solo insieme si può esprimere senza inseguire primati e senza i pregiudizi generati dalla competizione politica».

«Essere 99° su 107 su “Giustizia e sicurezza” è preoccupante per tutti e ciò avviene nonostante un impegno serio delle forze dell’ordine. Proprio questo dato così negativo è indicativo di un malessere diffuso non semplicemente di una criminalità dilagante».

«Non nascondere la testa sotto alla sabbia»

«Non mi eserciterò nel ricercare colpe o responsabilità e soprattutto non cercherò colpevoli, ma d’altro canto invito tutti coloro che sono impegnati in ruoli di governo a non nascondere la testa sotto la sabbia fino alla prossima classifica. Mentre infatti la classifica è settoriale, le risposte sono inevitabilmente complessive e collegate. Va male essere al 72° posto in “Ricchezza e consumi”, 59° in “Affari e lavoro” (59), e 87° in “Demografia e società”. E proprio in ciò in cui pensiamo di eccellere “Ambiente e servizi” dobbiamo registrare passi indietro al 35° posto».

«La chiave è nel dare risposte qualificate e unitarie che facciano ripartire l’economia e il buon lavoro e conseguentemente la crescita demografica. La criminalità (soprattutto la microcriminalità) si nutre di ignoranza e malessere. Questi snodi critici vanno invertiti rapidamente e non giustificati, pena un’ulteriore regressione. Tutti insieme possiamo farcela».

Il Pd conia l’hasthtag #eribellagrosseto

Il Pd ironizza sullo slogan del sindaco, spesso usata nella sua comunicazione, “Bellissima Grosseto”. E conia l’hashtah #eribellaGrosseto.

«Il lungo, inesorabile declino di Grosseto: una realtà povera, insicura, senza lavoro, con una popolazione sempre più sola e anziana – scrivono -. Questo il fallimento della destra italiana, a livello locale oltre che nazionale».

«Il sindaco sembra non volersi accorgere dei dati e parla di una “contestualizzazione” da fare, ed ecco il suo ennesimo balletto, questa volta di parole: i risultati peggiori sono per la Provincia, quelli “migliori” per Grosseto. Sono sette anni che ci governa ma sembra non porsi minimamente il problema, sebbene abbia guidato anche la Provincia fino al 2021».

«Nonostante i rappresentanti nel Parlamento e i (presunti) ottimi legami con il Governo, il nostro territorio rimane fanalino di coda in Toscana e periferia d’Italia. La città viene percepita come insicura, sempre più povera e con meno senso di comunità rispetto al passato, mentre continua una discesa verso il basso negli indicatori delle varie indagini e classifiche nazionali».

«Dopo lo studio della Cgia di Mestre che, analizzando le retribuzioni medie lorde del territorio, ci consegnava un 83esimo posto su 103 confermando un rischio elevato di povertà, sono arrivate conferme nefaste dalla classifica sui rincari annui: Grosseto città con più rincari d’Italia a settembre 2023».

«Oggi arriva il balletto finale, con lo studio sulla qualità della vita 2023 pubblicato dal format “Lab24” de Il Sole 24 ore: Grosseto scivola al 74esimo posto, su 107 totali, con una variazione annuale in negativo di ben 17 posizioni. I dati peggiori riguardano precisamente i temi più sentiti tra i cittadini, quelli più utilizzati come argomenti di punta in campagna elettorale da chi attualmente guida la città:

  • 72esimi per Ricchezza ( -9 posizioni)
  • 59 esimi per Affari e lavoro ( – 12 posizioni)
  • 99 esimi per Giustizia e sicurezza (stessa posizione anno precedente)
  • 87 esimi per demografia e società (con una perdita di addirittura 33 posizioni)

Altri dati importanti:

  • indice criminalità 90esimi
  • furti in abitazione 92 esimi
  • furti con strappo 87 esimi
  • reati legati agli stupefacenti 100esimi
  • quoziente di natalità 94 esimi
  • tasso fecondità 83 esimi
  • residenti in età non attiva 102 esimi
  • indice solitudine 94 esimi
  • infortuni sul lavoro 96 esimi
  • imprenditorialità giovanile 97 esimi
  • startup innovative 101esimi.

«Questo declino socio-economico inizia dal 2016 e non sembra volersi fermare. Sarà un caso? La grafica da sola spiega perfettamente da dove inizia – e prosegue – la discesa. Lo studio riguarda tutta la provincia, è vero, ma è inutile negare quanto la nostra città sia la parte preponderante della stessa, quella che con il suo peso specifico più influisce sui vari dati, dati che oltretutto confermano le sensazioni della comunità grossetana».

«I dati parlano chiaro: mentre la popolazione invecchia, i giovani lasciano Grosseto per realizzarsi (e diventando migranti), la ricchezza si concentra sempre più nelle mani di pochi, mentre i molti faticano a trovare il senso di una comunità che dovrebbe tendere a condizioni di benessere diffuso».

«Notiamo invece una realtà sempre più conflittuale, che rende del tutto impossibile un sano dialogo e un confronto, tra italiani (il caso di via Almirante è emblematico in tal senso) e anche con le comunità presenti sul nostro territorio. Queste ultime vengono alla ribalta non tanto perché sfruttate nel mondo del lavoro anche sul nostro territorio, ma solo quando si verificano tensioni interne tra loro. A quel punto l’indignazione è dietro l’angolo, come i provvedimenti una tantum».

«Lo sviluppo di un territorio dovrebbe invece passare per la ricostruzione di un senso di appartenenza e di comunità, smarrito in questi anni a colpi di tik-tok e sterili provocazioni».

«Così non ci capiremo mai e a pagare sarà solo chi vive le periferie, chi non può permettersi di avere casa e terreni in cui rifugiarsi, ben lontani dalla città e dalla realtà dei fatti».

«Una comunità sfiduciata, preoccupata, che guarda al futuro con un enorme punto interrogativo, una comunità alla quale come PD locale vogliamo dare delle risposte, per la quale vogliamo creare proposte e alternative in grado di rilanciare il nostro territorio, mettendo al centro il dialogo e le persone, tutte».

Da Martis: «Non basta un post su tik tok»

Interviene anche Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto Città Aperta.

«Sono anni che come grossetani lo avvertiamo e lo denunciamo, ma dal sindaco ogni volta ci è stato risposto che va tutto bene, magari con un post su tik tok».

«Ora è arrivata la certificazione del Sole24Ore che, con la annuale classifica sulla qualità della vita, vede sprofondare Grosseto al 74° posto (su 107). Quel che è peggio è che siamo in caduta libera, perdendo ben 17 posizioni dal 2022 e addirittura 44 posizioni dall’epoca pre-Vivarelli Colonna».

JAd allarmare in particolare è il dato sulla sicurezza, dove Grosseto si colloca addirittura al 99° posto, con criticità gigantesche sul versante dello spaccio di droga e dei furti in abitazione e, soprattutto, con un trend negativo che pare inarrestabile».

«Ancora una volta, guarda il caso, gli unici indicatori positivi risalgono all’epoca pre-Vivarelli Colonna. Da quando Grosseto è amministrata dall’attuale sindaco che, per strappare qualche voto in più, si era pure inventato l’assessore alla sicurezza, siamo impantanati nei bassi fondi della classifica. Se poi nel 2021 avevamo un po’ rialzato la testa, con l’attuale giunta sul versante della sicurezza siamo finiti in basso come mai prima: da due anni non ci schiodiamo dal 99° posto».

«Certo, si può finire anche più in basso di così, ma se non vogliamo cominciare a scavare occorre che sindaco e assessore alla sicurezza comincino a pianificare una politica di sicurezza urbana degna di questo nome e, una buona volta, si attivino con il loro ruolo istituzionale ed il loro peso politico, se ne hanno, per ottenere quel potenziamento delle forze di pubblica sicurezza che i grossetani invocano da anni».

«Purtroppo le premesse non sono delle migliori, anche perché l’assessore alla sicurezza sembra non riuscire a far altro che rincorrere le emergenze attraverso provvedimenti toppa, fino a rendere le toppe l’abito quotidiano. Come la decisione di rendere permanente in via Roma il divieto eccezionale di vendere alcolici, misura inevitabile al punto in cui eravamo arrivati. Praticamente una resa senza condizioni, l’ammissione di non avere alcuna strategia».

«In questo senso andava il pacchetto sicurezza messo in campo da Grosseto Città Aperta, con cinque proposte concrete volte ad introdurre modalità di sicurezza integrata e partecipata con la finalità di coinvolgere organi pubblici e tessuto sociale per affrontare situazioni di degrado, marginalità sociale e bisogni di riqualificazione urbana. Proposte tutte respinte».

«In questo senso avevamo sollecitato l’amministrazione a partecipare ai bandi che avrebbero permesso di intercettare fino a trenta milioni di euro per la rigenerazione urbana e sociale di aree critiche della città, da palazzo Cosimini a via Roma, dall’area della stazione a piazza De Amicis, il piazzalone, ma anche in questo caso ci è stato risposto picche, manifestando una straordinaria miopia politica ed un sostanziale disinteresse per i bisogni della città».

«Quello stesso disinteresse manifestato dal sindaco nel commentare i dati sulla qualità della vita, con dichiarazioni di sostanziale indifferenza, trincerandosi dietro al fatto che quei dati riguarderebbero l’intera provincia».

«Peccato che nel comune di Grosseto graviti oltre un terzo degli abitanti dell’intero territorio ed è chiaro che i dati del Sole24Ore, nel bene come nel male, sono trainati in misura preponderante dalle dinamiche del capoluogo».

«D’altronde ricordiamo bene che uno dei primi atti del sindaco Vivarelli Colonna, all’indomani dell’elezione del 2016, fu quello di affrontare il problema della sicurezza nel centro storico rimuovendo le panchine che ospitavano i senza tetto. Caro sindaco, i problemi non si spostano, si risolvono».

 

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