Spacciano coca e forzano un posto di blocco: chiesto il processo per tre ragazzi | MaremmaOggi Skip to content

Spacciano coca e forzano un posto di blocco: chiesto il processo per tre ragazzi

La fuga all’alt dei carabinieri con l’auto di un cliente: ricostruita la rete di spaccio dei tre. Clienti fissi e cocaina: la richiesta della sostituta procuratrice Valeria Lazzarini
La sostituta procuratrice Valeria Lazzarini

GROSSETO. A partire dalla fine di gennaio 2025, le indagini dei carabinieri di Campagnatico si sono concentrate su tre giovani tunisini accusati di spaccio di cocaina e resistenza a pubblico ufficiale.

Gli indagati, due dei quali 25enni e uno di 29 anni, si trovano ora di fronte al tribunale di Grosseto per l’udienza preliminare che si terrà giovedì 16 aprile 2026. La sostituta procuratrice Valeria Lazzarini ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio al giudice Marco Mezzaluna, che dovrà decidere il destino processuale dei tre.

La fuga e l’inizio delle indagini

Il primo episodio che ha portato all’indagine risale alla fine di gennaio 2025. Un 25enne accusato di resistenza a pubblico ufficiale, difeso dall’avvocato Thomas Vignoli, ha forzato un posto di blocco dei carabinieri di Campagnatico.

Non solo ha ignorato l’alt, ma ha accelerato improvvisamente, rischiando di investire uno dei militari in servizio. Il suo comportamento, che ha suscitato l’attenzione dei carabinieri, ha innescato un’indagine che ha rivelato un’operazione di spaccio ben più articolata.

Il sistema di spaccio

Le indagini hanno portato alla luce un sistema di spaccio di cocaina che coinvolgeva tutti e tre gli indagati. Il gruppo operava con una certa organizzazione, utilizzando una Volkswagen Taigo messa a disposizione da un cliente italiano in cambio di cocaina. L’auto veniva utilizzata per la consegna della droga, che veniva ceduta a una clientela fidata.

Le cessioni avvenivano con una certa regolarità: a una donna, ad esempio, veniva ceduto mezzo grammo di cocaina per 40 euro, due volte a settimana, mentre un altro cliente riceveva lo stesso quantitativo per un periodo che si prolungava tra i due e i tre anni.

Le accuse

Per i tre giovani tunisini, le accuse di spaccio di sostanze stupefacenti sono le stesse, ma solo uno di loro risponde anche di resistenza a pubblico ufficiale, a causa della fuga dalla zona di Campagnatico. La difesa di Giulio Parenti che rappresenta il 25enne e il 29enne, si concentrerà sulla contestazione delle prove legate al traffico di droga.

L’udienza preliminare rappresenta il momento cruciale in cui si deciderà se il processo proseguirà o se i giovani potranno beneficiare di una riduzione delle accuse. 

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