GROSSETO. I quadri esposti lungo le strade, le persone ferme a parlare davanti alle opere, i gazebo intorno a Canapone. E poi le cene tutti insieme in via Montanara e piazza Dante, gli artisti, i collezionisti, gli appassionati e soprattutto un centro storico che, con l’arrivo della bella stagione, tornava a riempirsi di gente.
Sono passati 50 anni dalla prima edizione della Primavera Maremmana, la storica manifestazione d’arte che dal 1976 al 2014, per 39 anni, ha accompagnato una parte importante della vita culturale di Grosseto.
Adesso l’associazione vuole ricostruire quella storia. E per farlo chiede l’aiuto dei grossetani.
Cercansi fotografie e filmati della Primavera Maremmana
L’obiettivo è recuperare fotografie, video e altro materiale significativo delle diverse edizioni della Primavera Maremmana per realizzare una grande esposizione dedicata al cinquantesimo anniversario.
L’appello è rivolto a chiunque abbia conservato in casa immagini o documenti della manifestazione: artisti e loro familiari, appassionati, collezionisti, ma anche semplici cittadini che negli anni abbiano scattato qualche fotografia durante quelle giornate.
Il materiale potrà essere messo a disposizione soltanto per la durata dell’iniziativa oppure donato all’associazione, contribuendo così alla costruzione di un archivio permanente della Primavera Maremmana.
Una mostra per ricostruire 39 anni di storia
Le immagini raccolte serviranno ad allestire una mostra nella Sala d’Arte P. Pascucci – Galleria Modigliani, in piazza Valeri 3.
L’idea non è soltanto quella di ricostruire cronologicamente le diverse edizioni, ma di riportare sulle pareti della galleria l’atmosfera che accompagnava la Primavera Maremmana.
Un clima fatto di arte, ma soprattutto di incontri e relazioni.
Nelle prime edizioni c’erano le lunghe chiacchierate davanti ai pannelli sui quali venivano esposte le opere. Negli anni successivi arrivarono i gazebo sistemati intorno alla statua di Canapone in piazza Dante.
E poi le cene conviviali in via Montanara e nella stessa piazza Dante.
Una manifestazione di fine primavera che riusciva a portare migliaia di persone nelle strade e nelle piazze del centro storico, trasformando per qualche giorno il cuore della città in un grande spazio espositivo all’aperto.
Quando l’arte riempiva il centro storico
È proprio questo aspetto che l’associazione vuole recuperare attraverso le fotografie conservate negli album e negli archivi privati dei grossetani.
La Primavera Maremmana era infatti anche un’occasione per riappropriarsi del centro storico e viverlo come luogo d’incontro.
Artisti, appassionati d’arte, collezionisti e pubblico si ritrovavano insieme, creando quel clima che oggi l’associazione definisce «amicale, inclusivo e ricco di scambi relazionali».
E ogni fotografia può raccontarne un frammento: un’opera esposta, un artista al lavoro, una cena, un gruppo di amici oppure semplicemente una piazza Dante piena di persone.
Messe insieme, quelle immagini possono diventare la memoria collettiva di 39 anni di Primavera Maremmana.
La mostra apre il 24 settembre
L’esposizione dedicata ai 50 anni dalla prima edizione sarà inaugurata giovedì 24 settembre alle 18 alla Sala d’Arte Pascucci – Galleria Modigliani.
La mostra entrerà anche nel programma della Notte Visibile della Cultura 2026, organizzata dal Polo culturale Le Clarisse di Fondazione Grosseto Cultura in collaborazione con il Comune di Grosseto e in programma sabato 26 settembre.
Una coincidenza particolarmente significativa: una manifestazione nata per portare l’arte fuori dagli spazi tradizionali e farla incontrare con la città tornerà così a vivere durante una delle giornate dedicate alla cultura e alla partecipazione nel centro di Grosseto.
Come consegnare foto, video e documenti
La raccolta partirà lunedì 7 settembre e proseguirà fino a sabato 19 settembre.
Chi possiede fotografie, filmati o altro materiale legato alla Primavera Maremmana potrà consegnarlo alla Sala d’Arte Pascucci, in piazza Valeri 3 a Grosseto, dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 19.
Al momento della consegna sarà possibile scegliere se donare definitivamente il materiale all’associazione, contribuendo alla formazione di una documentazione permanente, oppure lasciarlo temporaneamente e ritirarlo al termine della manifestazione.
L’appello, quindi, è anche a cercare nei vecchi album di famiglia, nelle scatole delle fotografie e negli archivi personali.
Perché da qualche parte potrebbero esserci ancora le immagini di una Grosseto di 50 anni fa, quando con la Primavera Maremmana l’arte invadeva le strade della città.





