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Preghiera sul marciapiede al centro islamico, 34 controlli in un mese

La polizia municipale per 34 volte in via Trento, la relazione girata agli uffici comunali per le verifiche. Spunta un altro video girato nel centro culturale
La preghiera dei musulmani davanti al centro culturale di via Trento a Grosseto

GROSSETO. La preghiera sul marciapiede in via Trento, davanti al centro culturale islamico Faizan e Madina, che è una corrente religiosa sunnita nata in Pakistan, fa discutere la città. Ed è all’attenzione del Comune da tempo. Al punto che oggi, venerdì 19, dopo un ordine del giorno di Andrea Vasellini, si è riunita per parlarne la IV commissione consiliare. È stata l’occasione per fare il punto sulla questione.

In discussione non c’era tanto la libertà di culto, sacrosanta in Italia, quanto il rispetto delle regole, che poi sono le stesse per tutti.

Quindi si va dalla destinazione d’uso dei locali, alla trasformazione di un centro culturale in luogo di culto, all’utilizzo di aree pubbliche per pregare. Fino alla possibilità, prevista dal piano regolatore cittadino, di realizzare in alcune zone della città luoghi di culto regolari e autorizzati.

Andrea Vasellini, nel suo ordine del giorno, ha posto proprio queste questioni. E in commissione non sono mancati i toni forti, con il consigliere Giacomo Gori che lo ha accusato di aver scritto male l’atto: «È un obbrobrio, non si può portare un atto scritto così male in consiglio comunale. E poi il tema è: esiste la multiculturalità a Grosseto?». «Non hai capito – gli ha replicato – qui non si parla di multiculturalità, ma solo di rispetto delle regole»

Ma il Comune, con l’assessore alla sicurezza Riccardo Megale, ha spiegato che tutta la questione è sotto osservazione da almeno un mese, quindi dalla metà di dicembre e che, in questo periodo, sono stati fatti 34 controlli dal parte della polizia municipale. Peraltro accanto a lui c’era il comandante del corpo, Alessio Pasquini. Che ha spiegato il lavoro di controllo e osservazione fatto dagli agenti.

Un momento della commissione consiliare sul centro islamico in via Trento
Un momento della commissione consiliare sul centro islamico in via Trento

34 controlli in via Trento in un mese

Riccardo Megale ha riassunto l’intera vicenda.

«La questione è alla nostra attenzione fin dall’ottobre del 2022, quando abbiamo saputo che i locali di via Trento 35 e 37 erano stati presi da un privato con l’intenzione di realizzarci il centro culturale islamico. Che poi è stato aperto a gennaio 2023».

La destinazione d’uso dei locali sarebbe a magazzino, ma questo non impedisce di usarli per centro culturale: «Non ci sono leggi che lo vietano e non serve neppure l’asseverazione dei vigili del fuoco»

Il 15 dicembre del 2023, quindi un mese fa, a seguito anche di un esposto di 33 residenti della zona, si sono riuniti i dirigenti del Comune e hanno deciso di effettuare, tramite la polizia municipale, una serie di controlli in via Trento.

Controlli che sono stati fatti a raffica, 34 in tutto, di cui 16 nel 2023 e 18 nel 2024. La relazione su quanto osservato nei controlli è stata protocollata dal comandante giovedì 18 gennaio e quindi inviata agli uffici competenti del Comune per la verifica del rispetto delle norme.

Il punto: pregano sempre fuori o capita ogni tanto?

Per capire bene va spiegato cosa prevede la religione musulmana, in questo caso di rito sunnita (sono l’87% dei musulmani, gli sciiti sono in maggioranza solo in Iran, Iraq e Oman, ndr).

L’Islam sunnita esige che la ṣalāt (preghiera) sia adempiuta regolarmente per cinque volte nel corso dell’intero giorno (dal tramonto del sole a quello successivo). Gli orari cambiano ogni giorno in base, appunto, al sole. 

La preghiera collettiva è prevista il venerdì. E il video che abbiamo pubblicato noi qualche giorno fa, infatti, è stato fatto un venerdì.

  • Guarda il video

 

 
 
 
 
 
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La sala interna è grande, ma forse non abbastanza per tutti. Il punto è proprio questo: ogni venerdì la preghiera viene fatta all’esterno, oppure capita ogni tanto?

Perché se è una cosa costante, ecco che serve un procedimento autorizzativo. Come, per fare un esempio, per la processione del 9 agosto in centro in occasione di San Lorenzo. Dai musulmani ai cristiani, ma le regole sono uguali per tutti.

Proprio su questo, oltre che sulla distanza da altri luoghi di culto, in via Roma c’è una chiesa, lavoreranno ora gli uffici comunali, poi saranno prese delle decisioni.

  • Guarda un video girato nel centro culturale di via Trento

Centro islamico, il dibattito in commissione

A parte lo scontro fra Gori e Vasellini, una cosa è stata sottolineata da tutti: il Comune, per il rispetto delle regole, deve muoversi anche senza il bisogno di un ordine del giorno di un consigliere.

Peraltro, come si è visto, i controlli sono iniziati già da tempo.

Rosini ha fatto notare a Vasellini che non può basare la sua azione politica su un video pubblicato da MaremmaOggi, peraltro con quasi 1500 commenti in pochi giorni (e ne abbiamo cancellati alcune centinaia, offensivi, crudi o di palese vilipendio alla religione, ndr).

E qui, ancora una volta, è stato l’assessore Megale a chiarire il nocciolo della questione: «Il problema non è tanto legato al fatto che pregano fuori, piuttosto c’è da capire se questo è conseguenza di un problema all’interno. Il lavoro degli uffici servirà proprio a questo». 

E il consigliere Ciro Cirillo ha allargato il problema a situazioni analoghe: «Se si parla di rispetto della legalità si vada a controllare anche le cassette di frutta ammassate sui marciapiedi davanti ai negozi e gli autolavaggi in strada».

Lo scontro Bernardini-Rosini

A margine non è mancato uno scontro, anche con toni forti, fra i consiglieri di centrosinistra Rita Bernardini (ex Pd, ora gruppo misto) e Stefano Rosini (Pd).

Rita Bernardini ha fatto notare a Rosini che dichiarare in commissione che non si parteciperà al voto sull’ordine del giorno è un errore politico. Rosini ha replicato stigmatizzando le ultime assenze della consigliera in aula. 

Rita Bernardini e Stefano Rosini in commissione consiliare
Rita Bernardini e Stefano Rosini in commissione consiliare

Su questo la stessa Rita Bernardini ha mandato una nota.

«La politica significa anche esporsi ad un ordine del giorno che può sembrare scomodo. Dichiarare in una seduta di commissione che politicamente non si parteciperà al voto è un segnale forte. Oggi in IV commissione si discuteva l’ordine del giorno del consigliere Vasellini riguardo ad una sua richiesta sulla verifica di un eventuale luogo di culto e su eventuale occupazione di un marciapiede destinato al transito di pedoni, passeggini e persone in sedia a rotelle».

«A prescindere da quello che sarà il voto politico in consiglio comunale, ho palesato ciò che oggi è emerso, una difficoltà a prendere una decisione».

«A seguito di ciò, ho subito un attacco personale del consigliere Rosini sulle mie ultime assenze in consiglio comunale».

«Per chi mi è vicino, sa che sono state assenze dovuti a problemi di salute di un mio familiare. Siccome sono stati momenti di sofferenza e di preoccupazioni che ho vissuto non ho accettato e non accetto che mi si contestino le uniche due assenze che in un anno ho fatto».

«Non accetto puntualizzazioni sulle motivazioni che hanno giustificato la mia assenza. Sono sempre stata presente a tutte le commissioni consiliari e a tutti i consigli comunali».

«Quello che purtroppo caratterizza ora la politica è l’attacco personale, probabilmente una strategia di chi non sa affrontare i contenuti».

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