Poliziotti aggrediti nel locale, padre e figlio ai domiciliari | MaremmaOggi Skip to content

Poliziotti aggrediti nel locale, padre e figlio ai domiciliari

La lite era degenerata dopo l’intervento delle volanti: i due hanno continuato a minacciare gli agenti anche in questura. Il processo è stato rinviato
Una volante davanti al tribunale

GROSSETO. Si sono presentati davanti al giudice Andrea Stramenga, martedì 19 dicembre, per rispondere di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate e danneggiamento aggravato e con una richiesta di custodia cautelare in carcere

Padre e figlio, arrestati domenica 17 dicembre in un locale nella zona, sono stati processati per direttissima. Domenica sera, probabilmente, avevano bevuto un po’ più del solito, quando si è scatenata la lite nel locale. 

In silenzio davanti al giudice

Riccardo Bianchi, 41 anni e suo figlio Patrick, 25 anni, entrambi domiciliati ad Aprilia, in provincia di Latina, domenica sera erano in un locale nella zona nord di Grosseto quando hanno cominciato a litigare. 

C’erano diversi clienti e quando la situazione stava rischiando di degenerare, è stato dato l’allarme alla questura: sono intervenute due pattuglie. I poliziotti hanno chiesto i documenti ai due uomini che per tutta risposta si sono scagliati contro gli agenti. Spinte, strattonate, tentativi di divincolarsi. Minacce, ripetute anche in questura. 

Quattro di loro, assistiti dall’avvocata Mara Renzetti, sono rimasti feriti e sono andati a farsi medicare al pronto soccorso. Padre e figlio, invece, sono stati arrestati. Al giudice, durante il processo per direttissima, difesi dall’avvocata Luana Dettori di Livorno, hanno scelto di non rispondere alle domande del giudice. Il padre ha una ditta di raccolta del ferro, il figlio invece lavora come giardiniere. Entrambi non hanno spiegato perché si trovassero a Grosseto. 

Il giudice Stramenga ha convalidato l’arresto: padre e figlio ora sono ai domiciliari ad Aprilia. Il processo è stato rinviato alla fine di gennaio. 

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